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Tag: profughi

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SHOUSHA CAMP - profughi nel deserto tunisino

Shousha è un campo profughi gestitto dall'UNHCR (UNITED NATIONS HIGH COMMISSIONER FOR REFUGEES).
Allestito in Tunisia al confine libico nel febbraio 2011 durante la guerra in Libia, accoglie migliaia di persone che vivono in una cittĂ -tendopoli in condizioni critiche e spesso senza prospettive future.
Il reportage è stato pubblicato da fainotizia.it-radio radicale e linkato da altre testate giornalistiche nazionali.
Diverse le reazioni, tra cui quella di Luara Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato per i Rifugiati.
A seguito di una interrogazione parlamentare di alcuni esponenti politici radicali, il Governo Italiano ha risposto a tutte le questioni sollevate nel reportage.
Realizzato da Enrico Montalbano, Laura Verduci e Judith Gleitze.

Incubo ROM: pregiudizi, sicurezza, fobie, interculturalitĂ , ...?

19 febbraio 2008. Incontro con Eva Rizzin, dell'associazione Articolo 3 Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova. Cofondatrice di OsservAzione, centro di ricerca-azione contro la discriminazione di rom e sinti, nel 2008 ha partecipato come delegata ad una missione dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per indagare sulla violazione dei diritti umani dei rom e dei sinti in Italia.
Cristina Simonelli, docente presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale a Milano, Coordinamento Teologhe Italiane, dal 1976 abita presso un campo nomadi evento realizzato con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna ed in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione“Un futuro costruttivo per noi Rom e Sinti sarà possibile solo attraverso il nostro pieno coinvolgimento come soggetti attivi e partecipi delle politiche che riguardano la nostra stessa esistenza. Il cammino da compiere per eliminare ogni discriminazione è ancora lungo, perché anche i migliori strumenti normativi si rivelano inadeguati se non esiste la volontà politica di tradurli in iniziative concrete. Sono profondamente convinta che anche questa, come tutte le battaglie per le pari opportunità, sia in primo luogo una battaglia da fare sul piano della conoscenza perché oggi l’opinione pubblica non conosce le nostre culture.” Eva Rizzin Evento realizzato con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna ed in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione.

Visita il sito: www.centrostudidonati.org

Visita il sito: www.mediconadir.it

La Strage dei Clandestini

28 gennaio 2008 storie di vittime dei naufragi, dei tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati... Incontro con Gabriele Del Grande, giornalista, fondatore dell’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione Fortress Europe (fortresseurope.blogspot.com) e p. Gianni Nobili, missionario combonianoevento.
Realizzato con il contributo dell'Alma Mater Studiorum - UniversitĂ  di Bologna ed in collaborazione con la FacoltĂ  di Scienze della Formazione.

Visita il sito: www.centrostudidonati.org

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Viaggio in Saharawi - il coraggio di vivere per la libertĂ 

Nel paesaggio di stupefacente e dura bellezza del Sahara Occidentale il regista Walter Bencini ci racconta il suo viaggio verso l’incontro con il popolo Saharawi, da decenni sradicato dalle proprie terre e confinato nelle tendopoli del deserto che portano il nome delle città in Marocco dove un tempo vivevano. Un viaggio di solidarietà per cercare di alleviare i mille problemi che affliggono questo popolo, come la scarsità d’acqua e le difficoltà di accedere a beni primari come la salute, il cibo e l'istruzione. I Saharawi rivendicano il sigillo inalienabile della propria identità rifiutando di disperdersi e ricordando al mondo, con pacifica ostinazione, la propria esistenza e il diritto all’autodeterminazione, vivendo grazie alla solidarietà internazionale in attesa che le risoluzioni dell’ONU, che riconoscono a questo popolo i loro diritti, trovino applicazione. Nonostante le difficoltà il popolo Saharawi conserva il senso della dignità e dell’ospitalità, tali da stupire e coinvolgere i visitatori in un’atmosfera dove il dare e il ricevere, lo scambio di sguardi e sorrisi, diventano a un tratto reciproci e generano il fondamento di ogni riconoscimento, il rispetto e l’accoglienza, e dove infine si rivela che forse quelli che hanno più ricevuto sono proprio i viaggiatori, segnati dal coraggio, dalla serenità e dalla dignità di chi lotta per la libertà.

Visita il sito: www.saharawivaldarno.it

Abbattiamo il muro della vergogna

Un muro di pietre e sabbia che attraversa il deserto. 2700km minati che separano una popolazione, i Saharawi, dal loro legittimo territorio. Stefano Salvi documenta con immagini esclusive mai viste l'esistenza di questo monumento all'oppressione. Firmate la petizione su www.stefanosalvi.it e cancelliamo anche questo muro.

Sette Storie tra… Troppe

" Sette storie tra... Troppe" è il risultato di un tentativo di condivisione di vitacon 7 ragazzi di Gulu, in nord Uganda, rapiti quando erano bambini dalla Lord's Resistance Army.Nighty, Geoffrey, Vicky, Daniel, Richard, Denis e Charles sono i protagonisti di questo Dvde fanno parte del gruppo "POO PIWA" o REMEMBER US, un progetto di riscatto umano ereinserimento sociale rivolto ai soggetti più discriminati, i cosiddetti "Returnees".Il progetto comprende attività di microcredito, ma questa è solo una parte, difficilema solo una piccola parte compresa in un progetto educativo più ampio, fatto di relazioni,di condivisione, di fiducia, di voglia di riprendesi in mano la vita, ma anche di difficoltà, ostacoli,incomprensioni... insomma, è la storia del vivere insieme. Storia di uomini e di donne che tentanodi camminare insieme nonostante tutto. Sono sette vite, sette storie non difficili da sentirein nord Uganda. Purtroppo sono sette storie tra troppe!

Il silenzio degli innocenti

Nelle guerre infinite, ci sono vittime di serie "A", usate per affermare il diritto stesso alla guerra, dimostrare quanto sia giusta una guerra, e vittime di serie "B" quelle di cui nessuno si occupa, perchè viste solo come "effetti collaterali" e "fisiologici".
La violenza porta sempre altra violenza.
Israele dovrebbe essere un semplice partner, al pari degli altri Paesi di quella regione per gli USA, senza sovvenzioni potrebbe difendersi lo stesso dai nemici, ed avrebbe meno risorse per sterminare civili indifesi.
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