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Tag: Israele

Totale: 16

Israele, grande stato democratico

Durante una manifestazione in Israele, un giovane ebreo americano ha espresso la sua opinione sulla questione palestinese. Guardate cosa è successo.

Visita il sito: www.luogocomune.net

Suad Amiry: "Golda ha dormito qui"

NADiRinforma incontra Suad Amury nel corso della presentazione del suo ultimo libro: "Golda ha dormito qui",
"Mi han detto che la tua casa è dove sei tu. Ci ho provato ma non sempre ci riesco"
"Di cosa è fatta la bellezza di una casa, se non della vita di chi la abita? Ma quando accade che un intero popolo si trovi all'improvviso espropriato delle sue dimore, la domanda che passa, amara, di bocca in bocca è soltanto una: che fine fa quella bellezza, e che fine fa l'anima di chi in quelle case, in quei palazzi, in quei giardini, ci ha vissuto, ci ha pianto e ci ha gioito, per una vita intera?"
Una storia che ha inizio nel 1948, quando gli inglesi, partendo da Israele, lasciarono due popoli in lotta: l'uno con tutto, l'altro con niente.
Suad Amiry, palestinese, racconta quella perdita inestimabile, quella dei muri con dentro le anime, la memoria, i gesti, gli affetti e, con profonda grazia e humour dissacrante, si confronta con un tema universale e potente com'è quello della casa, che finisce per coincidere con la nostra stessa identità, con la nostra stessa, comune, storia.
L'iniziativa, organizzata l'8 luglio '14 dalla Libreria Coop Ambasciatori in collaborazione con Assopace Palestina Bologna, ha previsto la presenza di Luisa Morgantini e Moni Ovadia

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

Visita il sito: www.mediconadir.it

Moni Ovadia ricorda Vittorio Arrigoni

NADiRinforma soprattutto in occasione di nuovi afflati di violenza non può non rivolgere un pensiero all'indimenticabile Vik che ha dedicato la sua breve vita alla ricerca dell'equità tra gli uomini.
Secondo Moni Ovadia quel ragazzo, che tanto ha segnato i cuori col suo eroismo, ci ha lasciato in eredità il tentativo di ampliare la visione del mondo ponendo l'essere umano al centro.
"Quel suo Restiamo umani chiama tutti a ricordare qual'è il senso dell'essere umano: l'universalità"

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

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Operazione "Bordo protettivo": ne parliamo con Moni Ovadia

NADiRinforma incontra Moni Ovadia ad affrontare l'escalation di violenza che ancora una volta sta coinvolgendo Israele e Palestina e che, attraverso l'operazione militare avviatasi la notte dell'8 luglio '14 chiamata Bordo protettivo, ha permesso all'aviazione israeliana di colpire un'enorme numero di obiettivi nei territori palestinesi.
Ovadia, senza mezzi termini, definisce il governo israeliano ultrareazionario e razzista, ideologicamente orientato a negare ai palestinesi profilo, dignità e identità; d'altro canto esprime disappunto e incomprensione verso coloro, identificati come palestinesi, che proseguono a lanciare inutili e dannosi razzi verso i civili israeliani senza pensare che ogni lancio altro non fa che rinforzare le motivazioni del governo israeliano.
Secondo Ovadia nel cuore di Israele hanno preso forma gruppi animati da odio sconsiderato sostenuto da una forte ideologia fascista, il problema, secondo lui, è che questa classe politica israeliana non si sposterà mai da questa posizione, forse una soluzione potrebbe cercarsi e trovarsi all'interno della società civile israeliana a bloccare definitivamente la colonizzazione

Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

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Operazione "Bordo protettivo": ne parliamo con Luisa Morgantini

NADiRinforma incontra Luisa Morgantini cercando di capire l'ennesima operazione militare avviata nel corso della notte dell'8 luglio '14, sostenuta dai raid dell'aviazione israeliana su Gaza nel corso dell'operazione militare chiamata Bordo protettivo.
La condanna del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon è stata immediata: "Questi attacchi indiscriminati contro aree in cui vivono i civili devono fermarsi" supportata dalla grande preoccupazione per una possibile escalation della violenza
Israele giustifica l'operazione militare come una risposta al lancio dei razzi effettuato da Hamas.
Secondo la Morgantini la responsabilità della situazione è da attribuirsi in prima istanza alla Comuntà internazionale incapace di fare rispettare ad Israele alcuna risoluzione delle Nazioni Unite.
Israele pare uno stato al di sopra dei sospetti, come della legge, e si trova nella posizione di sentirsi autorizzato a colpire impunemente, nella fattispecie i Palestinesi costretti a vivere in situazioni drammatiche.
Oggi Israele la si può considerare una società malata in quanto affonda le radici della sua sopravvivenza nella colonizzazione e nella militarizzazione ed in onore del rispetto umano va fermato
Intervista a cura di Luisa Barbieri
Riprese e montaggio Paolo Mongiorgi

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Israele ama l'Iran

Conferenza di un giovane israeliano che racconta la propria esperienza nel tendere la mano verso il popolo iraniano

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Obaaama Obaaama

Gli stati arabi e l’Egitto, finalmente, si sono resi conto che non potevano più tollerare la violenza dello stato israeliano che in possesso di armi sofisticatissime non ha mai cessato di scagliarsi contro il martoriato popolo palestinese praticamente disarmato.

I MONARCHICI

L’improvvisa rivolta dei monarchici in Libia contro Gheddafi è sospetta e ricorda le “rivoluzioni” che hanno fatto cadere i governi dell’est. L’intervento della Nato porterà sofferenze proprio a quelle popolazioni che si dice di voler proteggere.

RESISTENZE

Durante le feste fra il 2010 e il 2011 è bene ricordare ai democratici di ferro quelli che con accanimento hanno reclamato l’estradizione di Cesare Battisti le cui condanne destano tanti dubbi di fare uno sforzo guardando al di là del proprio naso.

Una Commissione su commissione

Il segretario del’Onu, ancora una volta si è dimostrato un fantoccio degli Usa nominando la Commissione che dovrebbe indagare sull’assalto alla Flottiglia della pace. Su quattro elementi tre sono filo israeliani tra i quali il plurindagato Alvaro Uribe.