Amato aveva denunciato per mesi la crescita del terrorismo neofascista, aveva chiesto rinforzi, aveva scritto – insieme a 33 colleghi – una lettera al Consiglio Superiore della Magistratura per segnalare il pericolo imminente. Nessuno lo ascoltò.
«Se non fosse stato così zelante, così determinato a recarsi in ufficio alla mattina presto, sarebbe ancora vivo».
Con queste parole, il procuratore capo De Matteo commentò l’assassinio del giudice Mario Amato, ucciso il 23 giugno 1980 da un militante dei NAR mentre attendeva l’autobus per recarsi al ...
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