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Rivista ILLUSTRATI

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Categoria: DOCUMENTARI

Totale: 655

Actividades del Liceo Valentín Letelier



Imágenes en blanco y negro del liceo número 1 de hombres de Santiago tomadas anónimamente en 1930. Las escenas mudas permiten formarse una idea de los valores que se inculcaban a los alumnos y de las usanzas de las escuelas chilenas de la época.

ECA Films
Programa: 100 años de cine.
Colección Patrimonio Fílmico chileno.
Restauración: División de Cultura del ministerio de Educación.
Coordinación de restauración y edición: Colección videos Ignacio Aliaga
Musicalización: Jorge Carrasco
Postproducción: Colección video Mario Nuñez.

Consejo Nacional de la Cultura y de las Artes

Chile Audiovisual

03)- Il film ARD INNISSAA' (Terra di donne)

ARD INNISSAA' (Terra di donne)
di Jean K. Chamoun - Prodotto da Mai Masri
Il film racconta la storia di Kifah Afifi una rifugiata Palestinese di Shatila, sopravissuta al massacro ed ex-prigioniera politica del tristemente famoso carcere di Khiam nel Sud del Libano, durante l'occupazione israeliana.
Il film riporta anche le esperienze della nota poetessa Palestinese Fadwa Toukan e della carismatica pioniera Sameeha Khalil, due delle donne che hanno fatto la storia della Palestina al femminile.
Il film vuole comunicare al mondo un modo di non cedere all'odio e alla vendetta, per costruire un autentico cammino di libertà.
Serata organizzata da: TAVOLO PAESE PALESTINA, con il patrocinio del COMUNE DI MODENA e in collaborazione con l'ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI

Noche viva en las comunas

Un grupo de estudiantes y profesionales se juntan con jóvenes de las comunas de La Pintana y San Miguel (Santiago, Chile) para ayudarlos a disminuir el riesgo en las salidas nocturnas y fiestas.

Realización de Baco Producciones con la ayuda de Achnu (Asociación chilena pro Naciones Unidas). Equipo Noche Viva.

I. CHE GUEVARA - Inchiesta su un mito: Nascita di un guerrigliero

Versione con sottotitoli in spagnolo
CHE GUEVARA - Inchiesta su un mito. PARTE I: Nascita di un guerrigliero di Roberto Savio.

Riprese filmate di Franco Lazzaretti e di Giorgio Attenni, Antonio Eguino, Aldo Scarpa.
Hanno collaborato: Danilo Baroncini, Dina Nascetti, Empedocle Maffia.
Montaggio di Luciano Benedetti.
Documentario inedito in tre parti realizzato da Roberto Savio (giornalista, corrispondente della RAI per l'America Latina) nel 1972.

Parte I - Nascita di un guerrigliero

Parte II - Le cause del fallimento

Parte III - Morte di un guerrigliero


Cortesia di Roberto Savio

Questo servizio sul Che, ci permette di ascoltare persone che non é più possibile intervistare. Molti come Salvador Allende, sono morti poco dopo. Vi è l'unica intervista che ha rilasciato il Segretario Generale del partito Comunista Boliviano, Mario Monje, che nomn aveva mai risposto agli attacchi ricevuti da parte di Cuba e di Fidel C astro; così come l'unica intervista al contadino che delatò il Che alle truppe boliviane, e del sergente che l'ha ucciso nella scuola della Higuera dove il Che si trovava ferito.

Questa è la versione originale della lunga inchiesta sul Che Guevara, realizzata nel 1972 e che finì di montare nei primi mesi del 1973. Il documentario non è mai stato trasmesso. La RAI, dove ero il direttore dei servizi giornalistici per L'America Latina, lo considerò politicamente inopportuno.

L'allora direttore dei servizi giornalistici, Willy De Luca, quando finí di visualizzare sulla moviola il montaggio finale mi disse: Roberto, questo servizio non fa piacere ai cubani, non fa piacere ai sovietici, non fa piacere agli americani. A chi serve?
Il mio capo diretto, Sergio Zavoli, che era venuto nel mio ufficio tutti i giorni durante due mesi di lavoro di montaggio, e non aveva mai detto una sola parola contraria disse: "Willy, sono totalmente d'accordo con te. Non l'avevo mai visto".
Morale della favola: sarebbe stato meglio lasciare da parte per un po' di tempo questo enorme lavoro giornalistico. Ma mi dettero come premio un viaggio di un mese nel luogo del mondo che scegliessi, con tutte le spese a carico della RAI.

E fu così che partii per il Giappone, dove ricevetti un telegramma dal montatore Luciano Benedetti, (all'epoca non c'era il fax e molto meno l' internet), nel quale mi informava che de Luca e Zavoli stavano rimontando l'inchiesta. Mandai una telegramma, avvertendo che, anche se il materiale apparteneva alla RAI, non doveva essere firmato con il mio nome. Al che Zavoli rispose che la qualità del materiale non li esimeva dalle loro responsabilità.

Ritornato in Italia, feci una dichiarazione ai critici televisisi, indicando che non avevo visto la trasmissione italiana firmato con il mio nome ( con una durata molto ridotta ) e che non avevo nessuna opinione su di essa. Volevo solo lasciare in chiaro che non era di mia responsabilità.

Questo suscitò un grande scandalo. De Luca mi convocò per dirmi che io ero allo stipendio dalla RAI, e che quindi potevano disporre della mia firma. Non accettai questa tesi, litigammo e fui destituito come direttore dei servizi per l'America latina. Mi destituirono dal mio incarico, e mi misero a disposizione della RAI, lasciandomi in attesa a casa. Avevo un certo prestigio come giornalista. Poco prima, nel 1970 avevo vinto il premio St. Vincent, equivalente al premio nazionale di Giornalismo, proprio con una serie di servizi sull'America Latina. Ero quindi considerato parte del sistema, ed era quindi da aspettarsi che fossi richiamato a farne parte, prima o dopo.Magari da qualche altra direzione della RAI...

Ed ecco che pochi mesi dopo, in una delle tante riorganizzazioni della RAI, che venivano fatte con ogni cambio di governo in Italia, Willy De Luca passò ad essere Direttore Generale e Sergio Zavoli Presidente. Con questo cambio di direzione mi arrivò una lettera di licenziamento. Feci causa, ed il Tribunale condannò la RAI a pagarmi un risarcimento e ad essere restituito nella mia carica. Presi il risarcimento e poi seguii il mio cammino, che era quello di creare strutture per un giornalismo alternativo al sistema commerciale.

Mentre De Luca e Zavoli rimontavano l'inchiesta della inchiesta, riducendola da tre puntate a due, cestinavano tutto il girato, con il quale io il materiale con il quale io pensavo fare due altri servizi. Fu un grande spreco, perché si trattava di un materiale sul ruolo della CIA in America Latina ed una buona quantità di interviste uniche. Ma ho avuto la fortuna che il montatore rubò una copia di lavoro della versione spagnola, che non sapevano stessi montando allo stesso tempo. Ormai posso rivelarlo....

Questa è la copia di lavoro e che ora compie 42 anni, e che potrete vedere. Da essa si doveva ottenere la copia finale, ben rifinita, cosa che non è stato possibile fare. Essendo di bassa qualità, sará necessaria una gran pazienza e certa immaginazione....Se il documentario fosse uscito allora, credo che avrebbe avuto molto impatto, anche perché molto poco è stato aggiunto da allora sul Che....
La inchiesta sul Che, "inchiesta su un mito", è divisa in tre parti. Le prime due sono di un'ora e la terza di 76 minuti. Sono tre parti, concepite e realizzate in modo diverso... La prima, il viaggio del Che sino al suo arrivo in Cuba, è una tipica inchiesta di ricostruzione storica. La seconda è un classico servizio giornalistico sulla morte del Che. Nel 1972, la posizione ufficiale boliviana era che il Che fosse morto in azione, e questo lavoro fu il primo a smentirla. La versione trasmessa dalla RAI lasciò passare quel messaggio.

La terza puntata, che è la più importante, venne elaborata come uno spazio di scoperta e di riflessione, una formula giornalistica che a in quel momento era una gran novità. Come era una novità che il giornalista sparisse, ed il pubblico fosse il diretto destinatario degli intervistati.
Ovviamente, da allora il linguaggio televisivo è totalmente diverso. È il tempo della narrazione che è totalmente cambiato. Oggi sarebbe impensabile fare interviste di più di cinque minuti. Il sogno dell'intervistatore adesso è quello di ottenere una risposta più corta della sua domanda. Twitter, Facebook, Whatsapp, e gli altri mezzi di comunicazione di massa, hanno portato nuovi ritmi e nuove formule di linguaggio. Ma certamente, non hanno aiutato all'analisi ed alla contestualizzazione.
Anche se incontrai il Che, l'inchiesta è stata costruita presentando il Che attraverso coloro che l'hanno conosciuto, dalla sua guardia del corpo che complottava per ucciderlo, fino al contadino che lo denuncia ed al sergente che pone fine alla sua vita. In questi servizi, il giornalista, volutamente scompare dallo schermo e fa solo domande, le stesse che avrebbe fatto lo spettatore, che cosi' si sente in dialogo diretto con la realtà.
Il mondo è profondamente cambiato dal 1973, ma le ragioni del Che per cercare di fermare il cammino della coesistenza pacifica, diventano oggi più evidenti. Al di la della razionalità e del realismo del cammino che lo porta a morire in una piccola scuola di un paesino delle Ande Boliviane, non c'è dubbio che stiamo andando verso impressionanti livelli di disuguaglianza sociale ed un sistema finanziario senza controlli.
Secondo Oxfam, nel 2025, l' Inghilterra ritornerà agli stessi livelli di ingiustizia sociale dei tempi della regina Vittoria. A quell'epoca un filosofo sconosciuto, Karl Marx, scriveva nella biblioteca del British Museum le sue denunce contro lo sfruttamento di donne e bambini... Possiamo considerare folle ed avventuristico il cammino del Che, ma dobbiamo rispettare la sua forma di sacrificio personale. Ernesto Guevara era convinto se si fosse posto fine al cammino dello scontro con capitalismo, il risultato sicuro sarebbe stato il ritorno ad un epoca di sfruttamento e di ingiustizie.

La visione di questa inchiesta permetterà di vedere ? alle vittime disposte ad investire più di tre ore per vedere un materiale di cattiva qualità ? un mondo diverso. Un mondo del quale la politica significava idee e visioni, non efficienza amministrativa. Nella quale c'era gente disposta a morire per i suoi ideali, per sbagliati che fossero. Un mondo nel quale "giustizia sociale" e "solidarietà" erano parte del linguaggio politico, oggi invece eliminati. Un mondo nel quale i cittadini credevano che il cambio fosse possibile, e coloro che lo chiedevano, pensavano che i difensori dello status quo si reggevano solo grazie all'uso delle armi.

Oggi, purtroppo, lo status quo non ha più bisogno delle armi. È la che controlla lo status quo, l'arma più terribile della conservazione. È la mancanza di una politica di valori e di visione, che mantiene lo status quo. Viviamo In un mondo dove si spende di più in pubblicità per persona che in educazione,e dove il mercato è diventata il suo riferimento, non l'uomo.
Credo che alla fine della inchiesta scopriremo che dentro di ognuno di noi c'è un piccolo Che...E che la utopia non muore mai, dentro di noi... occorre solo svegliarla...

Roberto Savio

Iraq il dossier Nascosto

Autore/realizzatore: Jean-Marie Benjamin
Interviste di: Tariq aziz, Vice Primo Ministro della Repubblica dell'Iraq.
Hans von Sponeck, ex Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq. (ottobre 1998-febbraio 2000).
Denis Halliday, ex Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Iraq. (settembre 1997-settembre 1998).
Riyad Al Qaisy, Sottosegretario, Ministero degli Affari esteri, Iraq.
Siegwart H. Günther, Prof. DDR.med, Presidente della Croce Gialla Internazionale di Vienna.
Ramsey Clark, ex Ministro della Giustizia degli Stati Uniti.

Questo reportage è stato realizzato utilizzando il materiale raccolto durante diversi viaggi in Iraq di Jean-Marie Benjamin, tra il gennaio 200 e l'ottobre 2001. Le sequenze 2 e 3 sono state riprese sui luoghi della guerra del Golfo. Le sequenze UNSCON e UNCC contengono dichiarazioni di funzionari ONU e documenti video inediti.

Per gentile concessione dell'associazione culturale "Pensieri in Azione".

Visita il sito: www.eurasia-rivista.org

Visita il sito: www.eurasia-rivista.org

Viola Chilensis

Viola Chilensis, es la primera y única película completa hasta ahora sobre la vida y obra de uno de los más grandes símbolos del ancestro nacional, Violeta Parra.Ella, junto a Pablo Neruda, están profundamente enraizados en la cultura popular y mítica de los chilenos, formando también parte desde hace mucho, del valioso patrimonio de la cultura universal.El documental muestra imágenes y sonidos fundamentales en la vida de Violeta Parra, con el objeto de aproximar al gran público a la amplitud y trascendencia de su obra.Imágenes en que ella canta, baila, teje, pinta y habla de su labor. Así como también testimonian su familia, amigos, grandes artistas y personajes de su época y de la actualidad.Los principales escenarios del film son los que Violeta habitó y creó en los desiertos, valles, ciudades, aldeas, montes y mares de Chile, al igual que en el resto del mundo como París, Ginebra, Roma, Buenos Aires o La Paz, escenarios que también marcarían la obra y el destino de nuestra gran artista.Protagoniza: Violeta ParraParticipan: Nicanor, Tío Lalo y Lautaro Parra, Isabel, Ángel, Tita, Milena y Javiera Parra, Magdeleine Brumagne, Silvio Rodríguez, Isabel Allende, Roser Bru, Paco Ibáñez, Mercedes Soza, Daniel Viglietti, Cristián Warnken, Fidel Sepúlveda, Inti Illimani y muchos más.Dirección, Guión y Producción: Luis VeraFotografía y cámara: Raquel Baéza MartínezMúsica: Violeta Parra y Tita ParraEdición: Mario SolísCámaras: Jorge Sgombich, Eddy Frodden, Barbara Carrasco, Germán Liñeros, Francisco OvalleGráfica: Francisco GilbertSonido: Jairo MolinaPara comprar el video escribe a: luis@luisrvera.clBiografía de Luis Vera

Cibo Spa

Cibo s.p.a. è un documentario che descrive la trasformazione radicale dell'industria alimentare avvenuta negli USA negli ultimi decenni. Vedere da vicino ciò che è successo in America è sicuramente importante per capire quello che rischiamo di veder succedere anche da noi molto presto.Nonostante il consumatore venga illuso di avere a disposizione una grande varietà di marche e prodotti diversi, in realtà questi fanno tutti capo ad un numero molto ristretto di super-aziende alimentari, che poi li immettono sul mercato con nomi e sotto marche diversi. Ancora più inquietante è il fatto che, indipendentemente dal produttore, uno degli ingredienti principali rimanga il granoturco, nelle sue forme più disparate.La sua estrema economicità, ottenuta in modo artificiale, grazie a pesanti incentivi pubblici, ha portato ad utilizzarlo anche come mangime per i bovini, al posto dell'erba che dovrebbe essere il loro nutrimento ideale.Gli allevamenti di bestiame hanno raggiunto dimensioni enormi ed i mattatoi sono diventati catene di montaggio ad altissima efficienza, dove gli animali al massacro sono trattati poco peggio degli stessi dipendenti, che vengono usati come "macchine umane".Tale ciclo lavorativo porta con se altre deleterie conseguenze quale un altissimo rischio di infezioni e contaminazioni dei prodotti, che devono quindi essere sottoposti a fasi di lavorazione che includono una forte sterilizzazione.Non manca infine il capitolo dedicato alla tristemente famosa Monsanto, che a seguito della recente possibilità di brevettare forme di vita (vegetali o animali) sta cambiando radicalmente il settore agricolo, e impedisce di fatto agli agricoltori di svolgere il loro lavoro con le metodologie che da sempre hanno caratterizzato la loro attività.

Visita il sito: ilporticodipinto.it

Lona Preta, il potere della terra

Il film racconta i 17 giorni della Marcia Nazionale per la RiformaAgraria da Goiania a Brasilia. 12.000 persone, militanti dell'MST, checamminando per 300 km chiedono che il presidente Lula mantenga lepromesse prese con i movimenti sociali brasiliani.
I sogni, le testimonianze, le speranze, di un intero popolo. Un racconto collettivodi chi si mobilita dal basso per chiedere un nuovo modello di sviluppoe una nuova politica sociale.
Scritto da: Pietro Orsatti
Regia: di Niccolò Patriarca
Riprese: Angelo Ghelardi, Pietro Orsatti, Diego Panico e Niccolò Patriarca
Montaggio: Pietro Orsatti
Produzione: www.aracna.net con ActionAid International Brasil 2005 e lacollaborazione di CICA Com. Int. Capodarco

Bella Ciao

Un film di Marco Giusti
Bella ciao ricostruisce l'evolversi degli scontri genovesi, utilizzando imateriali girati danumerosi operatori della Rai e di media indipendenti. Le riprese sono presentate senza alcun commento,salvo quello musicale.

Diamo una marcia in più alla costituzione

un documentario di Bruno Capuana
Documentazione della marcia realizzata nel maggio 2006 con varie scuole di Milano e Provincia, a cui hanno partecipato tra gli altri Paolo Rossi e Lella Costa. Che ha raccolto tantissime testimonianze sugli articoli della nostra Costituzione, che ha permesso a tanti giovani di confrontarsi con temi molto importanti ed in particolare l'articolo 11, attraverso tutti i mezzi espressivi a disposizione: Teatro, Mostre, Cabaret, Musica, ecc. Organizzatori Andrea Savi, Gian Sandro Barzaghi e Federico Gamberini, Provincia di Milano Assessorato Istruzione ed Edilizia Scolastica.
Visita il sito:
www.corto16.net

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