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Categoria: Opponiamoci

Totale: 27

4Stelle Hotel

Il 6 dicembre 2012 oltre 200 famiglie di migranti, provenienti da più di 20 paesi diversi, occupano un albergo di lusso abbandonato alla periferia di Roma. Nello stesso giorno altri 12 palazzi diventano case occupate in quella che sarà la prima giornata dello Tsunami Tour dei Movimenti per il diritto all'abitare, che tra il 2012 e il 2014 vedrà oltre 30 edifici abbandonati e diverse migliaia di persone trovare una nuova casa.
4Stelle Hotel è un documentario di Cro.M.A. e Aamod che mette assieme le storie degli occupanti dell'albergo che è diventato la casa di oltre 500 persone provenienti da tutto il mondo. Riusciranno i nuovi abitanti dell'albergo a convivere superando le diversità culturali, religiose e linguistiche?

Oggi gli abitanti dell'albergo occupato vivono sotto la costante minaccia di sgombero, così come quelli di almeno una ventina di altri palazzi occupati a Roma dove trovano casa decine di migliaia di persone che non riescono a pagare l'affitto, disoccupati, giovani precari, migranti, rom, gli ultimi della metropoli.

Oltre a questo documentario il progetto ha visto la produzione di un web documentario interattivo visionabile al sito www.4stellehotel.it

7 minuti

Mare rosso sangue. 7 minuti sono tanti per descrivere ciò che si definisce con una sola parola: tragedia. 7 minuti sono pochi per fare i conti con quello che questa parola implica. 7 minuti sono quelli usati da Nawal Soufi nel suo discorso davanti al Parlamento Europeo. 7 minuti è la durata del cortometraggio di Elena Caronia che quel discorso ha ispirato. 7 minuti sono più che sufficienti per annegare.

Alì, dagli occhi azzurri - David Riondino

(Brano estratto dallo spettacolo:"perCHE")
Un barcone pieno di "migranti" sta per sbarcare a Lampedusa.
Sul molo, ad attenderli, Ernesto Che Guevara.

Brano estratto da 'L’altra faccia del miracolo'

La migrazione degli italiani verso la Germania durante gli anni Sessanta vista come unica soluzione per superare le condizioni di arretratezza e di miseria delle regioni meridionali. Testimonianze delle difficoltà di “sopravvivere” in un paese spesso ostile.

Collettivo filmaker OPPONIAMOCI

Chasing the star

Inseguire le stelle, quelle dei propri sogni che a volte coincidono con quelle dell’Unione Europea – per ricostruirsi una vita lontano dalla guerra o dalle persecuzioni.
Una storia comune a milioni di persone. Solo alcuni resistono alle avversità imposte dalle ferree regole della Fortezza Europa, unendosi ad altri migranti incontrati nei luoghi di frontiera e di transito e costruendo nuove relazioni e nuove forme di socialità.

Attraverso un progetto interattivo online (del gruppo CroMA) Chasing the Stars mette in discussione la rappresentazione mainstream delle migrazioni contemporanee, portando al centro del racconto l’esperienza umana di chi decide di intraprendere il lungo e difficile viaggio dal Medio Oriente all’Europa.

Collettivo filmaker OPPONIAMOCI

Confine solidale

Alla stazione di Ventimiglia l’avventura coraggiosa di un gruppo di uomini e donne (legati alla chiesa di S. Antonio alle Gianchette), che hanno deciso di dare una mano ai tanti migranti in transito verso la Francia. Sono volontari che hanno deciso di ascoltare le loro storie e di aiutarli in tutti i modi possibili. L’unica realtà presente a Ventimiglia. Il resto e vuoto e indifferenza, a parte i benpensanti e i razzisti di sempre. In 2 anni la chiesa di S. Antonio alle Giachette ha accolto più di 15.000 persone. Fino a che non è arrivata la polizia...

Collettivo filmaker OPPONIAMOCI

Don Ciotti

«In primo luogo noi dobbiamo creare le condizioni perché si rispettino i diritti fondamentali delle persone, in modo serio e definitivo... 23 milioni di italiani, nel tempo, sono emigrati all'estero per cercare una terra promessa, una dignità e un futuro. Questo ci deve insegnare ad avere rispetto per ogni migrante che arriva e a garantire diritti per tutti: a creare le condizioni perché le persone che arrivano possano trovare i giusti riferimenti, la giusta accoglienza, la giusta attenzione in modo da evitare di essere poi travolti in situazioni difficili e non accettabili... Perché è vero che alcuni di loro spacciano, ma vi assicuro che chi va a comprare quella roba ha la pelle molto più chiara di loro e soprattutto chi conta i soldi su in alto ha la pelle chiarissima...». Di questo e d'altro parla la bella intervista di Don Ciotti, rilasciata molti anni fa, ma assolutamente attuale, forte e chiara.

Dueseiquarantasei, cuore di donna

Un film di Paolo Di Nicola sul primo voto delle donne in continuità con l'impegno delle donne nella Lotta di Liberazione.

Fine del viaggio

Una riflessione, tratta da un documentario di Amnesty International, sulla situazione dei migranti minori non accompagnati che arrivano in Italia, insieme ad altri uomini e donne, sui tanti barconi della speranza e della disperazione. Una riflessione che parte da due testimonianze importanti e straordinarie: quello di un minore che racconta la sua odissea senza fine tra Africa, deserto, Libia, mare, pessima accoglienza in Italia; e quella di Gatti Bilal, ovvero il giornalista dell'Espresso, Fabrizio Gatti, che si è infiltrato nel centro per imigrati di Lampedusa e racconta come sono trattati i minoridai carabinieri che dovrebbero garantire ordine e sicurezza...

Il lavoro che viene dal sud (emigranti) e il lavoro che viene da fuori (migranti)

Da un documentario sul primo maggio raccontato attraverso la musica e il repertorio fornito dall'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (tipico esempio di "recycled cinema" e di riuso delle immagini), due sequenze dedicate, la prima, alla nostra migrazione interna del dopoguerra, e la seconda al tema drammatico dei migranti.
Per la prima sequenza, su un testo di Corrado Alvaro, abbiamo scelto due brani musicali che fanno parte ormai della musica popolare italiana, Il treno che viene dal Sud di Sergio Endrigo e Il lamento dei mendicanti di Matteo Salvatore (un testo in foggiano sottotitolato). Per la sequenza dei migranti, costretti prima a rischiare la vita per arrivare in Europa e poi a dover fare i conti con un razzismo sempre più diffuso, abbiamo scelto un testo poetico di Erri De Luca (Solo andata) e la musica di Enzo Avitavile, Salvamm 'o munno.