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Categoria: U.R.I.H.I.

Totale: 59

09)- Contadini senza terra

Mentre in Europa la terra non è più redditizia per i contadini che la lavorano, nei paesi in via di sviluppo masse crescenti di contadini non hanno campi da coltivare. Un problema drammatico in sud Africa, dove ai cambiamenti politici seguiti all'elezione di Mandela non hanno corrisposto analoghe transformazioni in campo sociale ed economico. In Brasile dopo un breve excursus storico su cento anni di lotte contadine, gettiamo uno sguardo sui sogni e sulle lotte di milioni di lavoratori rurali che hanno dato vita negli ultimi anni al movimento dei Sem Terra. I contadini senza terra, che reclamano oggi il ruolo di protagonisti del loro futuro.

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Angola: profughi e orfani

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Angola: profughi e orfani
Dai racconti dei bambini angolani emergono strie dolorose, ferite profonde provocate dalla guerra civile che ha insanguinato negli ultimi vent'anni il paese. Quello che era uno dei paesi più ricci dell'Africa dipende ormai quasi totalmente per la sua soppravvivenza dagli aiuti esterni. Nella capitale, Luanda, migliaia di bambini sono diventati "meninos de rua", non hanno più famiglia, e vivono in buche, che loro chiamano "castelli": eppure non rinunciano al loro orologio e alla speranza di un riscatto anche attraverso lo studio.
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Bambine delle Ande

Bambine delle Ande
Discendenti degli abitatori del grande imperio degli Inca, che comprendeva l'attuale Bolivia, il Perù e l'Ecuador, le bambine delle Andes spesso percorrono chilometri per andare a scuola. Questa non è l' unica difficoltà. Molte devono lasciare il vilaggio, per lavorare come domestiche in città, in particolare in Perù, dove la grave crisi economica ha costretto migliaia di persone ad emigrare dalle Ande verso la costa in cerca di lavoro. A Lima, sono così nati smisurati e precari insediamenti, dove le bambine, accanto alla scuola, devono lavorare ed assumersi presto grandi responsabilità; e questo, insieme alla fame, produce un calo nel rendimiento intellettuale. Ma il loro impegno attivo è un augurio positivo di sviluppo per le nuove generazioni.
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Bambini Latinoamericani

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A cura di Giovanna Cossia e Marco Poli
Riprese di: Eugenio Bongiovanni
Girato in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Equador, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Repubblica Dominicana, Salvador e Venezuela, il documentario offre un'ampia panoramica delle condizioni di vita di bambini e ragazzi nel subcontinente: la famiglia e la casa, il gioco e l'innocenza, il lavoro e lo sfruttamento, la denutrizione e la salute, la guerra e la militarizzazione forzata, i bambini di strada; i minori di 15 anni, che sono quasi la metà della popolazione, vivono le contraddizioni economiche e sociali dell'America Latina in modo spesso drammatico, ma sempre con il sorriso sulle labbra, con un ottimismo e una speranza che non si lascia vincere dalla disperazione.
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Bambini nel mondo - Cina: tutti a scuola

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Cina: tutti a scuola
Uno spettacolo all'opera acrobatica di Pechino ha per protagonisti proprio loro, i bambini, che con tecnica, disciplina, allenamento costante, raggiungono un'abilità fisica incredibile, nel rispetto di una tradizione millenaria...
Le differenze nelle condizioni di vita dei bambini cinesi - un quinto di tutti i bambini del mondo - in un Paese con grnadi varietà climatiche e umane, sono quindi enormi.
Dagli altopiani del Qinghai alla penisola di Shandong sul mar Giallo; e poi ancora più a sud, nell'isola tropicale di Hainan, una delle provincie costiere più ricche fino a Pechino, l'antica capitale imperiale; sono altrettante tappe che si avvicinano alle attività dei piccoli cinesi nel tempo libero, in casa e nella scuola.
Non è semplice imparare i 3000 ideogrammi che costituiscono il vocabolario di base della scuola elemtare, ma tutti sono impegnati a raggiungere l'obiettivo.
Questi ragazzi sono i beneficiari del grande impegno sostenuto negli ultimi 50 anni dalla rivoluzione cinese per mandare tutti a scuola!
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Bambini nel mondo - India: tradizioni e lavoro

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India: tradizioni e lavoro
L'India ha quasi un miliardo di abitanti, e un reddito 50 volte più basso di quello italiano.
A Bombay nel quartiere di Wadala le case sono minuscole. Nugoli di bambini si affaciano ad ogni porta. Le famiglie sono molto numerose, ma nonostante la mancanza di acqua corrente e di servizi igienici, le ragazze non rinunciano alla toilette mattutina.
A scuola, le classi sono molto affolate: accanto all'inglese si studiano le lingue locali, usate dalla popolazione, che sono 56, scritte anche in alfabeti diversi.
Gli occhi cerchiati di nero dei bambini più piccoli servono per prevenire le infezioni; così si usa tra gli Jatap, una delle tante etnie tribali, cioè le popolazioni originarie dell'India - quasi 70 milioni.
In un'economia ancora in gran parte agricola tutte le risorse naturali conosciute ed usate; come l'allevamento del baco da seta. La fibra prodotta sarà poi filata e tinta da abili mani di ragazze nei colori cangianti del sari, l'abito tradizionale femminile.
Il lavoro, unito alla tradizione è ancora alla base della vita di tanti bambini indiani.
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Brasile: non solo di strada

Brasile: non solo di strada
Il paese più grande e più ricco dell'America del Sud deve affrontare grandi problemi tuttora irrisolti. Da Rio de Janeiro al baccino amazzonico, dalle favelas di Belo Horizonte e Recife fino a Salvador de Bahia, dove gli schiavi neri hanno portato le loro culture d'origine, i bambini ci parlano del rispetto per l'ambiente o della fuga da casa alla ricerca del padre, dei tanti mestieri inventati ogni giorno per sopravvivere, della fame e della violenza di cui sono vittime, della colla annusata come una droga per dimmìenticare. Eppure hanno voglia di impegnarsi e di imparare, hanno aspirazioni e sogni da realizzare: come quello di diventare acrobati di circo.
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Campesino delle Ande - Perù

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Regia: Marco De Poli.
Commento: Giovanna Cossia.Fotografia: Eugenio Bongiovanni.
Dal Cuzco, cuore dell'Impero degli Incas, con le sue chiese barocche sovrapposte alle strutture incaiche, agli indios che ripetono nelle strade segni e gesti di una antica civiltà, il documentario esce nelle campagne, cercandovile tracce di un mondo lontano nel tempo ma ancora vivo negli usi e nelle tradizioni.
Dal lavoro comunitario dei campi alla filatura e tessitura demminili; dall'uso della coca al ruolo della donna andina, una serie di incontri che ci schiudono le porte di un mondo lontano e diverso.
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Campesinos Boliviani

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Regia: Marco De Poli.
Commento: Giovanna Cossia.Fotografia: Eugenio Bongiovanni.
Dalla festa dell'Inti Raymi a Tiahuanaco, dove gli Aymara celebrano ogni 21 giugno il loro rito al Dio sole, a Potosì, nelle cui miniere d'argento 8 milioni di morti in 300 anni di dominio coloniale spagnolo segnano la nascita sanguinosa del capitalismo moderno. Ma nelle campagne andine i campesinos indigeni rinnovarono ogni giorno, nella fatica del lavoro, la loro unione profonda con la madre terra.
Oggi nel loro congresso, a Sucre, essi ritrovano la coscienza dei propri diritti e della propira forza. Non lontano da Sucre, a Tarabuco, gli indios sconfissero nel 1816 i soldati spagnoli, primo passo nell'indipendenza della Bolivia.
Oggi gli indigeni Tarabuco conservano i modi di vita e i costumi originari, come risulta dallo straordinario lavoro tessile delle donne, e dalla festa dei Phujillay, con cui ogni anno ricordano con orgoglio quella lontana vittoria.
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Carlo Rognoni: Inferno tivù

Carlo Rognoni: Inferno tivù, di Giovanna Cossia e Marco De Poli
Il parlamentare ds descrive le storture del sistema televisivo italiano e presenta il suo libro uscito nel 2004 intitolato 'Inferno tivù'.