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Categoria: U.R.I.H.I.

Totale: 59

Claudio Bisio contro Letizia Moratti.

I comici di Zelig e altri artisti riuniti a Milano per manifestare contro la riforma della scuola.
Il 30 settembre scorso, al Mazdapalace di Milano, Claudio Bisio, Paolo Hendel, Lella Costa e molti altri artisti, su iniziativa di Retescuole, si sono esibiti in uno spettacolo contro la riforma della scuola della ministra berlusconiana. Durante la manifestazione, a cui hanno aderito migliaia tra genitori, insegnanti e bambini, è stato annunciato per l'8 novembre lo sciopero generale della scuola, cui aderiranno tutte le forze sindacali e politiche.

Emigrati italiani nelle americhe: Da Segusino a Chipilo

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Da Segusino a Chipilo
Nel 1882 oltre 550 poveri contadini veneti partirono da Segusiono, nell'alta valle del Piave, per colonizzare un pezzo dell'altopiano messicano. Dopo più di un secolo e 5 generazioni, gli abitanti di Chipilo (Puebla) conservano ancora in grande maggioranza non solo i tratti somatici - capelli biondi e occhi azzurri - ma soprattutto il dialetto originario, il che ne fa non solo un'oasi linguistica, ma un "caso" quasi unico nella storia della emigrazione italiana, che il documentario ricostruisce attraverso immagini storiche e di attualità, testimonianze e ricordi, tanto in Messico quanto in Italia.
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Indios dell'Amazonia - Perù, Ecuador, Brasile

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Regia: Marco De Poli.
Commento: Giovanna Cossia.Fotografia: Eugenio Bongiovanni.
Il documentario illustra le condizioni attuali di vita di diversi gruppi indigeni dell'Ammazonia. I lamistas, nella "selva alta" peruviana, sono arrivati a forme di compromesso con la civiltà dei bianchi; mentre nei pressi di Iquitos gli yaguas vivono ancora in capanne di legno nella giungla, e conservano, forse anche ad uso dei turisti, l'uso della cerbottana e i loro costumi tipici.
Ne'"Oriente" ecuadoriano assistiamo presso una comunità quichua a una cerimonia curativa sciamanica; una donna realizza ceramiche ispirate ai miti del suo popolo.
In Brasile, al confine con il Venezuela, gli yanomani sono una delle ultime popolazioni indigene che vivono ancora in modo primitivo, senza alcun contatto cn la cosidetta "civiltà".
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Viaggiatori italiani in America: Gaetano Osculati

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Realizzati grazie a un contributo dell'Assesorato alla Cultura della Regione Lombardia illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
Gaetano Osculati: L'Amazonia mitica e quella reale
Gaetano Osculati (Monza 1808 - Milano 1884) ha legato il suo nome alla prima traversata completa dell'Amazonia da parte di un viaggiatore italiano. Partito dal porto di Guayaquil sul Pacifico nel 1847, osculati valicò le Ande, e navigando lungo il Rio Napo raggiunse il rio delle Amazzoni percorrendo in tutta la sua lunghezza fino all'Oceano Atlantico, sulle tracce del conquistatore spagnolo De Orellana, scopritore del più grande fiume del mondo. Girato in Equador, Perù e Brasile, il documentario illustra il viaggio compiuto dall'esploratore lombardo, mettendo a confronto l'Amazonia mitica da lui descritta 150 anni fa nel suo diario di viaggio, con la realtà e i problemi attuali della più grande foresta tropicale del mondo.
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Censurata da Rai2, la trasmissione di Massimo Fini e Edoardo Fiorillo va a teatro.

Intervista a Massimo Fini e presentazione del suo spettacolo teatrale Cirano
Bloccata da Antonio Marano per volere, pare, dello stesso Silvio Berlusconi, la trasmissione approda al Ciak di Milano e proseguirà in tournée per tutta Italia. E dire che, in ciò che è rimasto del format televisivo, le tematiche sono soprattutto sociologiche e filosofiche: Fini e Fiorillo mettono in scena la tragedia dell'uomo moderno, ridotto a servo delle leggi dell'economia e del mercato, e grandi temi esistenziali, come la morte e il dolore. Non mancano, nella versione teatrale, considerazioni e battute sull'attuale sistema politico, e un atto dedicato alla crisi della democrazia moderna.
A cura di Giulia Bessio e Gianluca Genovese
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Cuba: un'infanzia protetta

Cuba: un'infanzia protetta
Ogni scuola dell'isola mostra immediatamente il carattere multietnico della società cubana. Con la rivoluzione, l'analfabetismo è stato sconfitto, il tasso di scolarizzazione si avvicina al 100%, nonostante la crisi economica. Il clima tropicale dell'isola fa sì che gran parte della vita si svolga all'aperto, per le strade e nelle piazze; intere classi fanno ginnastica sotto gli occi attenti degli insegnanti; o giocano liberamente, con allegria contagiosa e spensierata nelle ore libere. Per strada abbiamo ripreso un gruppo di ragazzine che si esibisce per noi nella "tabla", uno espettacolo di ginnastica ritmica, con serietà ed impegno.
Per maggiori informazioni clicca qui!
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I Liguri e il Pacifico - una storia da scoprire

A cura di Giovanna Cossia e Marco De Poli
Gli Italiani già dal 500 sono presenti in tutte le colonie spagnole dell'America del Sud; una presenza espressione dell'alleanza della Spagna con alcuni stati italiani, soprettutto con la Repubblica di Genova.
Nella Biblioteca Nazionale di Santiago del Cile abbiamo trovato inedite tracce di uno di loro - Giovanni Battista Pastene, nelle lettere autografe scritte dal conquistatore Pedro de Valdivia a Carlo V., L'imperatore sul cui regno "non tramontava mai il sole.
In una di queste, inviata da Concepciòn il 15 ottobre del 1550, Valdivia riassume le fatiche della conquista ed il ruolo svolto da Pastene, citato nella lunga lettera ben diciotto volte.
Di questo personaggio l primo "Almirante del Mar Oceano", che divenne alla morte di Valdivia sindaco di Santiago, in Italia si è persa memoria: si sa solo che naque a Genova nel 1507!
Altri capitani genovesi stabilirono nella seconda metà del 500 un attivo traffico tra i porti del Callao e Valparaiso, inaugurando un commercio marittimo che in seguito sarà chiamato di cabottaggio, e che con la fine del dominio spagnolo fu in gran parte monopolio dei marinai genovesi, avanguardia dei futuri emigranti.
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Dalla Campania a Caracas - Prima Parte

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Dalla Campania a Caracas - Prima Parte
Il documentario, girato nel Cilento e in Venezuela, rocostruisce alcuni momenti dell'emigrazione negli anni '50 e '60, attirata dal boom del petrolio nel paese sudamericano, dove gli italiani hanno portato un pezzo della loro storia e cultura.
Sono emigrati a decine di migliaia, lasciando un mondo contadino chiuso e immobile nel tempo, duro nella tormenta geografia e nella miseria e splendido nei paesaggi che si affacciano sul mare, che oggi comincia a cambiare proprio grazie al ritorno di tanti emigrati. Ma quelli che sono romasti a Caracas hanno visto crescere il loro ruolo economico e sociale, come dimostrano il Circolo dei Campani, il Centro Italiano Venezuelano e la Camera di COmmercio Venezuelano-Italiana, a cui aderiscono il 60% delle piccole e medie imprese del paese.
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Gli eredi dei Maya.

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Regia: Marco De Poli.
Commento: Giovanna Cossia.Fotografia: Eugenio Bongiovanni.
Dalle imponenti e maestose rovine di Copan e Tikal, che testimoniano la straordinaria civiltà fiorita tra le popolazioni Maya precolombiane, alle attuali condizioni di vita quotidiana: il mercato Chortì a Jocotàn e quello Quichè di Chichicastenango, con le cerimonie nella chiesa di San Tomas e il "baile de moros y cristianos" nella piazza principale.
Ci si sposta pi nel triangolo Ixil, sul altipiano al confine sol Messico, duramente colpito dalla repressione militare contro la guerriglia. Siamo nei giorni intorno al Natale, e possiamo così assistere a cerimonie in cui si mischiano elementi della fede cristiana e della religiosità autoctona india: la "Cerimonia dei maggiordomi" e le "posadas" a Nebaj; la messa della "noche buena" a Chajul.
A queste espressioni della festa fanno da contraltare quelli del lavoro, sopratutto tessile, dato che l'abito tradizionale costituisce per le donne del Guatemala il simbolo della propria collocazione sociale e l'orgogliosa difesa della propria cultura tradizionale.
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Le Mani delle Americhe

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LE MANI DELLE AMERICHE
tessuti gioielli utensili e oggetti d'uso quotidiano di quattro etnie del Centro e Sud America
Una selezione di lavori artistici e d'uso della tradizione millenaria delle donne indigene americane, geograficamente lontane ma in realtà vicine alle nostre radici culturali.
La donna come cardine dell'organizzazione sociale e custode dei valori della comunità di appartenenza.
Le mostre, attraverso i tessuti, gli abiti tradizionali, i telai, i monili d'argento, gli utensili e gli oggetti d'uso quotidiano (più di 200 pezzi, alcuni dei quali assolutamente inediti in Italia) di 4 etnie fra le più significative d'america, si propongono come uno strumento conoscitivo nei confronti dei culture diverse, che hanno mantenuto la loro indentità ed originalità nonostante le pesanti influenze delle varie colonizzazioni e conserveno il profondo legame con la terra e l'equilibro naturale.
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