167 utenti


Libri.itLETTERE NEL BOSCOIO PERSONALA LUCERTOLAIL GENIO DEL BARATTOLO DI RAVIOLIQUANDO DORMO LA NOTTE…
Emergency

Fai un link ad Arcoiris Tv

Fai un link ad Arcoiris Tv

Utilizza uno dei nostri banner!








Categoria: Fondazione Zoé

Totale: 82

Come informarsi meglio nell'era dei dati con Nicola Bruno

Sempre più spesso le notizie di attualità sui temi della salute fanno riferimento a numeri e info-grafiche. Ma non sempre questi dati vengono prodotti e interpretati correttamente. Dalle fonti poco affidabili ai grafici codificati in maniera scorretta, in questo incontro, con Nicola Bruno, siamo andati alla scoperta dei processi e degli strumenti per informarsi in modo più consapevole nell'era dei dati.

Nicola Bruno è Direttore di Open the Box, progetto per la diffusione della media e data literacy nelle scuole italiane promosso da Dataninja. Docente di Visual Storytelling all'Università di Modena e Reggio Emilia, è stato un Journalist Fellow al Reuters Institute for the Study of Journalism dell'Università di Oxford. Insieme a Raffaele Mastrolonardo ha scritto "La Scimmia che Vinse il Pulitzer. Storie, avventure e (buone) notizie dal futuro dell'informazione” (Bruno Mondadori).

Come spegnere l'hate speech con Debora Barletta

Con Debora Barletta abbiamo parlato dell'Hate Speech, un fenomeno che crea ansia e preoccupazione ma che può essere arginato usando i principi dei diritti umani e della comunicazione non-violenta ma, soprattutto, conoscendo da dove deriva e su quali elementi possiamo fare leva.

Debora Barletta è Coordinatrice Nazionale No Hate Speech Movement Italia. Youth worker, formatrice e facilitatrice internazionale, è appassionata di apprendimento e di sostegno all'empowerment, soprattutto per persone giovani. Con APICE, l'organizzazione di cui è VicePresidente ha lavorato al progetto "WeCAN 4 Human Rights Speech" coordinato dall'Unità Inclusione e Antidiscriminazione del Consiglio d'Europa.

Come stare nei social in modo sano con Monica Bormetti

Con Monica Bormetti abbiamo parlato dei meccanismi psicologici principali che ci portano a entrare e interagire sui social e dell’effetto che le nostre interazioni sui social hanno sulla creazione delle nostre opinioni e infine quali accorgimenti possiamo mettere in atto per usare in modo sano le piattaforme social.

Monica Bormetti, psicologa, TEDx speaker e autrice di #Egophonia, gli smartphone fra noi e la vita (Hoepli). Nel 2017 ha creato smartbreak.it progetto con cui fa divulgazione sul rapporto tra esseri umani e digitale. Fa formazione sul benessere digitale con l’obiettivo di guidare le persone ad avere un utilizzo più consapevole e sano della tecnologia.

Siamo quello che facciamo. L’approccio occupazionale alla demenza con C.N. Chinaglia e M.B. Petrucci

Lavarsi, vestirsi, mangiare, dormire, socializzare: sono le prime cose che impariamo a fare da soli. Definiscono la nostra indipendenza e la nostra individualità. Perdendo autonomia in queste attività, la persona con Demenza rischia di perdere anche la propria identità e la propria dignità. Forse è per questo che molti resistono o rifiutano l’indispensabile aiuto che viene loro offerto da familiari e assistenti? L’approccio occupazionale rimette al centro della cura le attività e le occupazioni cui la persona dà valore, riconoscendone la valenza identitaria e studiando modalità di esecuzione che le consentano di parteciparvi attingendo alle abilità conservate. Le attività della vita quotidiana –proprio ciò in cui il caregiver consuma la maggior parte delle proprie energie– diventano una risorsa terapeutica.

Nascono le prime linee guida ‘made in Italy’ per la progettazione dell'ambiente domestico

Giovedì 19 maggio, si è tenuta la conferenza stampa di lancio del progetto internazionale “Home Care Design for Parkinson’s Disease”, promosso da Fondazione Zoé – Zambon Open Education e dall’Università di Firenze - Dipartimento di Architettura DIDA e Laboratorio di Ergonomia e Design (LED) e con il patrocinio di Confederazione Parkinson Italia e Fondazione Limpe per il Parkinson.

Pensa come uno scienziato. Come coltivare l'arte del dubbio, con Massimo Polidoro

«Il problema dell’umanità» scriveva Bertrand Russell «è che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.» Certo, non è facile coltivare i dubbi. La certezza è piacevole, ci rassicura. Il dubbio crea disagio e il nostro cervello non tollera l’ambiguità, vuole risposte chiare. Meglio, poi, se queste risposte combaciano con ciò a cui vogliamo credere. Pensare come scienziati significa sì coltivare dubbi, ma anche andare alla ricerca di prove che possano dimostrare (o confutare) ciò che pensiamo. Spesso si insegnano le scienze, la fisica, la chimica, la biologia, ma si dà poco spazio al metodo della scienza, alla sua etica, alla sua filosofia e alla sua cultura. Le nozioni, le conoscenze, finiscono presto o tardi per essere dimenticate: se si impara come funziona il metodo scientifico, invece, si influenza stabilmente il modo di pensare e di affrontare la realtà. Un approccio utile nel corso di tutta la vita che contribuisce al radicarsi dello spirito democratico.

Donne attraverso le lente. Combattere gli stereotipi di genere

In vista della Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza dell'11 febbraio, Fondazione Zoé - Zambon Open Education, in collaborazione con OpenZone, promuove un dibattito sul ruolo delle donne nella scienza, il cui contributo al progresso scientifico rischia di rimanere nell’ombra a causa di stereotipi di genere non ancora del tutto superati. Un’ispirazione e un invito alle giovani donne ad appassionarsi alla Scienza, diventandone protagoniste attive.
In tale occasione verrà inaugurata la mostra fotografica STEM Passion della fotografa e biologa molecolare Elisabetta Citterio, con la collaborazione di Claudia Cagliano, docente e consulente di comunicazione. La mostra, che celebra i successi di 40 scienziate internazionali impegnate nelle Scienze della Vita, si terrà negli spazi di OpenZone, campus scientifico dedicato alla Salute alle porte di Milano (Bresso) e poi a Vicenza.

Convivere tra stranieri morali con Sandro Spinsanti

La situazione della pandemia ci ha portato in modo quasi obbligato in un contesto in cui il pluralismo etico si è tradotto in estraneità morale. Persone con le quali avevamo condiviso orientamenti politici e preferenze estetiche, persone che non avremmo esitato a chiamare amici di lunga data, di fronte alle questioni di spiegazione della pandemia, della necessità di vaccinarsi, di indossare la mascherina e di adottare misure precauzionali per non infettare e non essere infettati, hanno fatto affiorare un’estraneità insanabile. Ci siamo scoperti stranieri morali, sull’orlo di considerarci reciprocamente nemici morali. Ancora più dolorosa e drammatica è stata la pressione che questa estraneità ha esercitato sui medici e sul personale sanitario.

Luigina Mortari - La politica della cura. Prendere a cuore la vita

Il tempo che stiamo vivendo si fa spesso opaco, a tratti buio. Accade quando si perde l'attenzione per le cose davvero importanti. La pratica della cura è fondamentale per la vita: avere cura di sé, degli altri, delle istituzioni, della natura. Senza cura non può esistere una vita buona per l’essere umano.
Quando le essenziali attività di cura -quelle che procurano ciò che nutre la vita, quelle che riparano le situazioni difficili, quelle che edificano mondi- non trovano il giusto riconoscimento, si perde la capacità di promuovere una vita pienamente umana.

Scienza senza maiuscola. L'etica della ricerca per una cittadinanza scientifica

Onestà, valore, affidabilità, giustizia, principio di beneficenza, rispetto, fair play, confronto tra pari, lealtà, decoro professionale, trasparenza, obbedienza alla legge, confidenzialità. Questi i principi che ispirano le buone prassi scientifiche.

Daniela Ovadia e Fabio Turone, giornalisti scientifici esperti di etica della ricerca, ci mostreranno un ritratto della scienza come opera essenziale ma intrinsecamente umana e, come tale, soggetta a tutti gli errori e a tutte le distorsioni di ogni umana attività, bisognosa di strumenti di autocontrollo più efficaci e di un’attenta vigilanza esterna, nell’interesse dei cittadini e, in fin dei conti, della scienza stessa.