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Tutti i filmati inviati da Pietro Orsatti

Totale: 14

DE MÄ - TRASFORMAZIONE O DECLINO

"La nave trasporta tubi di acciaio. Sono lì, sul fondo della stiva, in gran parte sciolti. Per raggiungerli bisogna calarsi per una scaletta ricavata sulla paratia, verticale. Si scende senza una sicurezza. Non ci sono imbragature o corde o moschettoni: si scende e basta. «Qui se scivoli sei del gatto», sospira un lavoratore mentre guarda un suo collega calarsi e aspettando il proprio turno per infilarsi nel boccaporto".
Scritto e diretto da Pietro Orsatti.
Produzione SenzaMedia e Pietro Orsatti.
Si tratta del film che tante polemiche ha suscitato nelle scorse settimane a Genova. La versione che viene qui pubblicata è quella "rivista" alla luce del "ritiro" di alcune interviste di lavoratori dopo le pressioni esercitate sugli stessi affinché non fossero presenti in voce e in video nel film. Pressioni che a volte sono degenerate in vere e proprie forme di minacce e intimidazioni su alcuni di loro.
Attraverso il racconto corale dei lavoratori, sia di quelli che hanno assistito alla trasformazione che dei più giovani che in qualche modo l'hanno subita, viene mostrata questa realtà assolutamente sconosciuta sul piano nazionale. La realtà derivante da una delle più feroci e radicali privatizzazioni avvenute nel nostro paese, quella del settore portuale. Un percorso che ha generato precarietà, crisi economica, annullamento di diritti e insicurezza sul lavoro.Una situazione limite e modello quella del porto di Genova. La deregulation dell'intero settore portuale è in essere da più di 15 anni. Deregolamentazione contrattuale (e nessuno vero e proprio contratto collettivo fino a pochissimi anni fa che, anche se oggi esistente, in alcune realtà come il Porto di Genova non viene molte volte applicato) e precarietà, turni massacranti, uso intensivo di orari di straordinario spesso non retribuiti o retribuiti come ore normali, sicurezza in declino, nessuna assistenza ai lavoratori, frammentazione: un quadro desolante oggi per quella che era considerata una categoria particolare, quasi una "aristocrazia" del movimento operaio.
Per informazioni su proiezioni e distribuzione del DVD visita i siti...
Visita il sito: http://filmdema.blogspot.com
Visita il sito: http://orsatti.blogspot.com

Fome Zero Sede Zero

Scritto e diretto da Pietro Orsatti
Produzione Miliaplus - Italia 2004
Con la collaborazione della CICA (Comunità Internazionale Capodarco)
Il documentario, girato in Brasile nell'autunno 2004 a ridosso delle elezioni amministrative, racconta le speranze, i bisogni, le contraddizioni legate al programma Fome Zero, fiore all'occhiello delle politiche del presidente Lula. Il programma Fame Zero è visto, nel film, come una metafora delle speranze dei movimenti sociali e della gente comune che ancora oggi lotta per superare l'eredità di più di vent'anni di dittatura militare.
Un lungo reportage nelle megalopoli brasiliane, nel nord est semiarido e nell'interno dello stato di Minas Gerais e Goìas.
Visita il sito: www.aracna.net

CI DICHIARIAMO NIPOTI POLITICI

Di: Monica Lanfranco e Pietro Orsatti
Regia e montaggio: Pietro Orsatti
Riprese: Sonia Lattanzi, Anteo Lenzi Lanfranco, Maura Pazzi, Pietro Orsatti
Produzione: Marea e Senza Media con la collaborazione di Arcoiris.tv
L'idea è nata dalla mancanza di un prodotto unitario che racconti la storia di Lidia Menapace, una delle risorse viventi della storia italiana politica e sociale della sinistra e del femminismo. Arrivata finalmente e con grande ritardo a ricoprire la carica di senatrice, nonostante da anni ci fossero state richieste pressanti, raccolte di firme e appelli per la sua candidatura a senatrice a vita per la sua lunghissima esperienza spesa per i diritti delle donne, per la libertà e la laicità, Lidia Menapace è stata recentemente oggetto di una campagna denigratoria per le sue nette affermazioni pacifiste e antimilitariste, che le sono costate la presidenza della Commissione Difesa del Senato.
Nell'intervista non solo un ritratto ma l'esposizionbe di un vero e proprio "manifesto" politico, Un racconto che si srotola attraverso il suo ricco, variegato, mai scontato e coerente percorso di vita: un percorso che attraversa oltre sessanta anni di storia politica e sociale dell'Italia.
Un modo anche divertente e attuale per arrivare alle giovani generazioni e raccontare la parte migliore delle lotte per i diritti, la l'autodeterminazione delle donne e la laicità di questo paese.
Chi è Lidia Menapace
Lidia Menapace è nata a Novara nel 1924, partecipa alla Resistenza, è poi impegnata nel movimento cattolico, pubblica amministratrice, docente universitaria,fondatrice del "Manifesto"; è tra le voci più alte e significative della cultura delle donne, dei movimenti della società civile, della nonviolenza in cammino. Nelle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 è stata eletta senatrice. La maggior parte degli scritti e degli interventi di Lidia Menapace è dispersa in quotidiani e riviste,( tra cui Marea, Liberazione, Il paese delle donne) atti di convegni, volumi di autori vari; tra i suoi libri cfr. Il futurismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968; L'ermetismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968; (a cura di), Per un movimento politico di liberazione della donna, Bertani, Verona 1973; La Democrazia Cristiana, Mazzotta, Milano 1974; Economia politica della differenza sessuale, Felina, Roma 1987; (a cura di, ed in collaborazione con Chiara Ingrao), Ne'indifesa ne'in divisa, Sinistra indipendente, Roma 1988; Il papa chiede perdono: le donne glielo accorderanno?, Il dito e la luna, Milano 2000; Resisté, Il dito e la luna, Milano 2001; (con Fausto Bertinotti e Marco Revelli), Nonviolenza, Fazi, Roma 2004, Donne Disarmanti, a cura di Monica Lanfranco e Maria G. Di Rienzo, Intramoenia, 2004.

Un altro inizio - Documentario sulla Comunità di Capodarco Roma

Documentario girato in occasione del trentennale della nascita della Comunità Capodarco Roma, una delle realtà sociali più attive nella capitale. Dalla disabilità fisica e psichica ai ragazzi a Rischio, dalle tossicodipendenze ai Rom. Un progetto nato nelle Marche nel'66 con la nascita della Comunità di Capodarco di Fermo e ampliatosi oggi in 14 regioni italiane.
Il film si concentra sulla vita di relazione, sui sogni, i progetti e le dinamiche della Comunità. Girato in 45 giorni cerca di fotografare una realtà in continua mutazione e sviluppo.
Regia: Pietro Orsatti
Produzione Miliaplus - Italia 2004
Con la collaborazione della CICA (Comunità Internazionale Capodarco)
Riprese di Andrés Arce Maldonado, Andrea Boni, Niccolò Patriarca e Pietro Orsatti
Montaggio: Pietro Orsatti
Vsita il sito: www.comunitadicapodarco.com

Sulla stessa barca - Voci dal Porto di Trieste

Sulla stessa barca - Voci dal Porto di TriesteScritto e diretto da Pietro Orsatti
Continuazione ideale del percorso iniziato con il documentario sul porto di Genova (De Mä - trasformazione e declino) questo reportage affronta la realtà del lavoro e degli appalti delle privatizzazioni nel porto di Trieste.
La privatizzazione degli scali italiani è stata fra le più radicali e profonde mai attuate in Italia. Una privatizzazione non governata: si è passati da un sistema porto dai grandi conflitti e dove avevano cittadinanza anche le più estreme forme di corporativismo come quelle dei lavoratori portuali delle Compagnie degli anni '70, a un Far West senza un governo e con sempre meno diritti. A Trieste la Compagnia si è trasformata da ente di diritto pubblico a impresa passando da 1600 a 80 soci in meno di 15 anni. E contemporaneamente si è costruita una rete di circa 15 cooperative ciascuna in concorrenza con tutte le altre imprese operanti in porto. Se a metà degli anni '80 un portuale portava a casa in media 3 milioni al mese oggi con fatica arriva ai 1000 euro.
La funzione di governo, il dominus del porto, è affidato all'Autorità Portuale, e le cariche come spesso accade in Italia sono di nomina politica. A volte può andare bene, può capitare che nell'allegra distribuzione delle poltrone una persona competente si ritrovi al posto giusto, altre volte invece ci si può trovare davanti a casi quantomeno bizzarri: fino a tutto il 2006 il presidente dell'Autorità di Trieste è stata Marina Monassi (in quota al centro destra) biologa e nonostante precedenti incarichi al Ministero della Marina mercantile, senza l'adeguata esperienza nella gestione di un demanio complesso come quello di un porto e senza specifica formazione nel settore delle infrastrutture logistiche. Questi i punti dai quali decolla il racconto del documentario.
Guarda il film De Mä - Trasformazione e Declino
Visita il sito: www.orsatti.blogspot.com

La televisione più piccola del mondo

Piccolo documentario sull'attività e sulle minacce e gli attentati subiti recentemente da TeleJato e Pino Maniaci. Con le foto di Maura Pazzi e la regia di Pietro Orsatti per www.strillone.it

Visita: www.orsatti.info

Rita Borsellino

di Pietro Orsatti
Fare l'amministratrice in Sicila oggi, il paradosso della "mafia silente" edi una strana "commissione antimafia regionale"
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Fome Zero

Regia, riprese, montaggio e sonorizzazione di Pietro Orsatti
Video art sullo spettacolo di Danza Fome Zero della Compagnia Luar, Rio de Janeiro
Per informazioni visita il blog di Pietro Orsatti
orsatti.blogspot.com

Marcelo Barros

regia di Pietro Orsatti
Lunga intervista collettiva al teologo della Liberazione Marcelo Barrosrealizzata nella sede dell'Agenzia Adista. Il direttore Giovanni Arena,alcuni redattori e Pietro Orsatti conducono l'incontro in cui emergono tuttii temi dell'attuale percorso politico di Barros, dalla situazione brasilianaal bolivarismo, dall'economia internazionale all'attuale situazione dellachiesa cattolica sotto il pontificato di Ratzinger.
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www.adista.it
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Oliviero Beha

di Pietro Orsatti
In che stato versa l'informazione in Italia. Fra provocazioni e"arrabbiature" il percorso attuale del giornalista televisivo Oliviero Beha
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