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Tag: sacerdote

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Despedida de Mariano Puga un cura obrero que se las jugó por los humildes. Chile

El pueblo unido despide al cura obrero.

Villa Grimaldi
15 marzo 2020

Se nos fué el cura para quedars en norotros.

Homenaje a un imprescindible: Mariano Puga, el cura obrero

17 marzo, 2020 Natalia Pravda Homenajes, Memoria e historia

En nombre de la locura: in memoriam de Mariano Puga Concha-

Por Javier Agüero.

Un querido colega me señaló: "Nadie quiere que mueran personas como Mariano Puga". Es cierto, sin embargo, creo que su muerte, en este momento clave de la historia de nuestro país, donde se han sacrificado cientos de pupilas y muchos han muerto soñando un nuevo Chile, es la más de bella de las herencias que nos toca, éticamente, administrar. No podría haber partido en un mejor momento, dejándonos la enorme responsabilidad de hacer de su vida un testimonio permanente de valentía, convicción y amor por el margen. Cómo no reconocer en su trayectoria un remezón inmenso para las instituciones, para la Iglesia que tanto amó, pero, de igual manera, a la que no dejó de tensionar por su falta de relato frente a los abusos y el estallido; para el Estado; para la política, en fin, para todos, también para los que, en mayor o menor medida, lo vimos ser un gigante en la lucha contra la represión, callejeando, gritando, amando, entregando lo que no tenía.

Ver nota completa: https://sergiomedinaviveros.blogspot.com/2020/03/homenaje-un-imprescindible-mariano-puga.html

Publicado por: Identidades Gráficas, el 16 de marzo 2020.

UNA CHIESA DIVERSA - 22 maggio 2010

Una chiesa diversa, una chiesa che non fa differenze... in occasione dell'ordinamento della prima donna sacerdote in Italia , vi presento una chiesa, quella vetero cattolica, che non discrimina.Qui sotto l'articolo de Il Messaggero riferito all'evento:Maria Vittoria Longhitano, siciliana, 35 anni, sposata da quattro, è la prima donna sacerdote italiana. Da domani dirà messa e darà la comunione nella parrocchia vetero-cattolica di Milano. E' stata ordinata con una solenne celebrazione nella chiesa anglicana All Saints, nel centro di Roma, alla presenza del vescovo Fritz-Renè Muller, delegato per l'Italia della Conferenza Episcopale internazionale dell'Unione di Utrecht, a cui si rifà la Chiesa vetero-cattolica, in dialogo ecumenico con il Vaticano ma di fatto in comunione con la chiesa anglicana. La piccola comunità crede nei sette sacramenti ma non riconosce l'assoluta infallibilità del papa e non obbliga al celibato i propri sacerdoti. E, in contrasto con quanto prescritto dalla Chiesa di Roma, permette anche ad una donna di vestire l'abito talare. "Ho aperto la strada, cattolicità vuol dire universalità e senza donne è mutilata" sono state le prima parole della raggiante ed emozionata neosacerdote. La Longhitano, da diacona, "si è distinta per la sua attenzione ai malati e ai bisognosi», ha ricordato il vescovo esortandola a svolgere «il ministero di Dio con umiltà», compito che la prima donna prete assolverà - ha assicurato - con «un po' di paura» iniziale ma soprattutto «con senso di responsabilità». Per i vetero-cattolici ricevere la comunione dalle mani di una donna non è una novità. In Italia c'è la presbitera madre Teodora Tosatti, ordinata prima della Longhitano ma non in Italia. In altri Paesi europei, come Germania e Olanda, le donne prete sono invece numerose. Del resto, quello del sacerdozio maschile non è l'unica regola vaticana negata dalla confessione vetero-cattolica, fedele ancora alla Chiesa del primo millennio e indipedente dalla Santa Sede dal 1873. La struttura ecclesiale dei vetero-cattolici si rifà all'Unione di Utrecht, fondata nel 1889 da un'intesa di tutte le chiese vetero-cattoliche nazionali. Forte è invece la comunione con la comunità anglicana che, in occasione dell'ordinazione della Longhitano, ha prestato la chiesa di All Saits, più adatta ad ospitare una celebrazione dal forte impatto mediatico. Il clamore della stampa non ha intimidito la neosacerdote, convinta anzi che «l'Italia ha una base popolare pronta ad accogliere un ministero femminile». Per il quale nessuno ha storto il naso, neppure nella sua terra d'origine, la Sicilia dove «la domanda che mi viene posta ora è: Noi cattolici romani perchè non abbiamo la gioia di avere donne prete?». La Longhitano domani a Milano celebrerà la sua prima messa all'aperto, nel giardino antistante la parrocchia. Mentre oggi, nel giorno della prima donna sacerdote, è tornata a suonare l'organo in un luogo di culto Luana Ricci che, dopo anni passati a dirigere il coro del Duomo di Lecce, fu allontanata dalla curia quando decise di cambiare sesso. «È una giornata che deve far riflettere tutti» ha detto l'organista, all'anagrafe Marco della Gatta.Fonte: www.ilmessaggero.it

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