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Non rimarrò in silenzio: Le verità di Mimmo Lucano

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In un viaggio verso la Locride, che procede per tappe di avvicinamento geografico, storico e sentimentale, incontriamo i testimoni i maestri e gli allievi di Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace ideatore di un modello di accoglienza apprezzato da sindaci e intellettuali di mezzo mondo. Ma in Italia Mimmo è sotto processo, e con una quindicina di capi d’accusa. L’approdo del viaggio è la sua testimonianza, ruvida fragile e intensissima, la sua verità. Così si scoprono le fonti laiche e religiose che hanno ispirato il Villaggio Globale di Riace. Ma anche il feroce uso strumentale che del suo ‘modello’ hanno fatto i ministri dell’interno di opposti governi, da Minniti a Salvini; il suo calvario giudiziario, il travaglio della sua anima. Mimmo promette: “Io non starò zitto”.

un film di: Tommaso D’Elia, Daniela Preziosi, Simone Pallicca, Ugo Adilardi
regia: Tommaso D’Elia
prodotto da: Arcoiris.tv
fotografia: Tommaso D’Elia, Ugo Adilardi, Angelo Marotta, Simone Pallicca
interviste: Tommaso D’Elia, Daniela Preziosi
montaggio: Simone Pallicca

86 commenti


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10 Aprile 2021
09:05

Visto una prima volta, poi rivisto con calma: emozione e interesse, ma intravedo soprattutto la possibilità di utilizzarlo per aprire discorsi con chi- come gli studenti- non è affatto detto che sappiano come sono andate le cose.Mi sembra soprattutto importante la ricostruzione del contesto dei fatti. E' utilizzabile, quindi, mostrandolo e discutendo lo pezzo per pezzo.Un cinema effettivamente come "fonte".Diretta. L' ho segnalato subito ad alcuni amici nella scuola...

Gianfranco Torri

19 Febbraio 2021
10:02

Ho incontrato Giovanna Marini qualche giorno fa e mi ha pregato di portare il suo apprezzamento, la sua vicinanza e la sua commozione profonda a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del film, "Non rimarrò in silenzio". Giovanna purtoppo ha qualche problema con la vista e fa fatica a scrivere. Per questo mi ha pregato di farmi portavoce del suo pensiero. E poiché ero stato io a fare da intermediario tra Tommaso e Giovanna per poter utilizzare la sua bellissima "Ballata di Riace" nella parte finale del film, mi ha chiesto appunto di riferire che è molto contenta che anche la sua ballata faccia parte di questo film documentario (probabilmente il più intenso e lucido dei tanti realizzati su questa straordinaria esperienza di Mimmo Lucano). Mi ha detto tra l'altro che la sua ballata sta benissimo lì dove sta, cioè subito dopo la fine dell'intervista fortissima di Mimmo. Perché a quel punto diventa una sorta di commento, di prolungamento e amplificazione del "messaggio" del film, dal punto di visto politico e poetico (due punti di vista che nelle canzoni di Giovanna Marini coincidono quasi sempre). Un saluto fraterno e un abbraccio anche da parte di Giovanna Marini.

Giandomenico Curi

17 Febbraio 2021
14:59

L'unica verità è che l'immigrazione clandestina non è solo un buisness per l'accoglienza ma lo è anche con la conseguente regolarizzazzione per motivi di lavoro, l'immigrazione clandstina è un buisnes ricco per migliaia di presdeti di cooperative sparse in tutta italia attive nei settori più disparati... in Italia essendoci per le cooperative la possibilità di fare contrattazioni autonome con minimi salariali scollati dai CCNL c'è l'opportunità per ex sinacalisti di diventare "padroni e pdrncini" sfruttando legalmente manodopera a 3€/h imponendo così la schiavitù anche per gli Italiani che prima faevano quei lavori per 7-10€ l'ora! L'immigrazionismo ed il globalesimo sono gli ultimi definitivi tadimenti della sinistra verso il popolo ed i lavoratori!!

Alessandro

10 Febbraio 2021
18:48

Grazie a Tommaso D'Elia per questo importante e prezioso documento. E grazie a Mimmo Lucano e al suo coraggio. Stare dalla parte del popolo è difficile e rischioso. Come prevedibile, giornali e tv non parlano nè di lui nè del suo processo. Al contrario hanno partecipato a una indegna campagna di denigrazione del modello Riace.

Chantal Personè

27 Gennaio 2021
15:31

Un film necessario, ben costruito, la figura dolente di Lucano sembra quella di un visionario profeta medievale ma anche di un lucido umanista capace di un progetto politico attualissimo. Ma tutti i personaggi hanno una forte motivazione, una dignità e autenticità narrativa sorprendenti

Maurizio Carrassi

22 Gennaio 2021
19:59

Oggi piú che mai c'è bisogno di raccontare di quest'altra Calabria, di quest'altra Italia! E lo fanno beníssimo in modo schietto e intenso Mimmo Lucano e gli altri protagonisti di questa grandissima esperienza. Un film documentario molto ben riuscito!!! Complimenti a Tommaso, Ugo e tutti!

susi fantino

21 Gennaio 2021
16:36

Veramente molto toccante. Un viaggio ravvicinato nell'anima di un luogo, di un progetto di inclusione, di un esperimento di accoglienza che era un modello per il mondo intero - e che la solita 'cattiva politica' è riuscito ad affossare. E un'occasione rara di avvicinare coloro che sono stati protagonisti di quel progetto, e che adesso possono solo rievocare, al passato. Un film molto amaro, sull'amarezza della sconfitta. Meriterebbe di essere visto anche fuori Italia, auguro agli autori che ciò possa avvenire.

Daniela Bezzi

15 Gennaio 2021
18:36

Mi hanno coinvolto e commosso nel profondo, provenendo dall'Isola dei Sardi, la storia di Mimmo Lucano, di Badolato, di Riace, della Calabria e del Mediterraneo tutto: Mare nostrum, che tante volte "sopra loro-noi si chiuse", o assiste a tanti sbattuti sulle spiagge infreddoliti e impauriti. Qualche volta, raramente, anche accolti. E' esemplare, al riguardo, l'esperienza di Mimmo Lucano che mette in pratica non solo la solidarietà, ma anche l'accoglienza e la reciprocità'. Nell'esperienza straordinaria di Mimmo Lucano si coniugano attività istituzionale e intervento dal basso, rendendo i profughi non oggetto di assistenza, ma protagonisti di una nuova vita. Mette in pratica un motto proposto da don Luigi Liegro alla Caritas: "meno carità e più giustizia". Un'esperienza, che nonostante le sue travagliate e contrastate vicende, ha avuto una risonanza internazionale e lasciato un segno nella coscienza di tanti. La forza straordinaria di questo film è costituita non solo dall'intrecciarsi e incrociarsi di tante testimonianze, ma anche dalla scelta felice di raccontare la storia di Mimmo Lucano attraverso la sua autorappresentazione, mai enfatica e retorica e le percezioni esterne del suo impegno operoso e delle sue idealità in cui il più autentico messaggio cristiano si coniuga con i valori universali e perenni dell'eguaglianza, della giustizia e della solidarietà.

Carlo Felice Casula

12 Gennaio 2021
15:49

Voci dell' "altra Calabria" ci accompagnano in questo viaggio per raccontarci entusiasmi e impasse di un'esperienza esemplare nata nel 2004 e bruscamente interrotta dopo poco più di un decennio : il "modello" Riace e la storia di Mimmo Lucano che ne è protagonista e vittima. Cinquantasette minuti per un racconto coraggioso che si muove tra ragione e passione. Il modello Riace infastidisce lo scenario politico istituzionale che nei confronti dell'immigrazione sta progressivamente chiudendo tutti gli spazi. Da destra e dalla così detta sinistra di governo. Alla ricerca del consenso elettorale si apre una gara a chi fa più respingimenti, tutti incuranti dei cimiteri marini che inghiottono sempre più persone e intransigenti rispetto al reato di clandestinità. Lo denuncia, senza ipocrisie e infingimenti, lo stesso Lucano nella sua intensa intervista, raccontando l'affermazione del ministro dell'interno Minniti, alla vigilia delle elezioni del 2018 " con Riace perdiamo i consensi..". Il sovranismo di "prima gli italiani" ha già vinto sul piano culturale prima ancora che politico, producendo una sostanziale omologazione come se, si rammarica Lucano "..dall'immigrazione dipendessero tutti i mali del paese". E allora, con l'avvallo di tutte le forze politiche - eccettuata la residuale sinistra alternativa che gli sarà vicina in tutte le sue vicende - diventa facile attaccare Mimmo Lucano sul terreno per lui più scivoloso, quello della rigorosa applicazione delle norme. Due casi emblematici: la consegna della carta d'identità ad una migrante che si vuole allontanare, bypassando per urgenza il controllo dei carabinieri; e la stessa cosa per un bambino che si deve ricoverare. "io stesso in conflitto con me stesso", confessa Lucano, evidenziando la contraddizione che esiste, dai tempi di Antigone, tra legalità e giustizia. Espressione di disobbedienza civile che spesso accompagna i comportamenti che mirano a far cambiare le leggi, violandole. Nella emozionante intervista in cui Lucano parla della sua storia non solo giudiziaria, riesce a dare conto della sua verità: analizza e puntualizza con un'ansia di far capire -tra esitazioni e certezze - i singoli passaggi di un'esperienza in cui ha messo in gioco tutto se stesso. Risulta vero, passionale, spigoloso ma anche, a tratti, disarmante di fronte ad una politica cinica e un po' ottusa che mira a delegittimare il suo operato, togliendogli dignità e libertà e a isolarlo. L'operazione è riuscita solo in parte : lo dimostra questo filmato che si conclude con una bella interpretazione di Giovanna Marini: soli non siamo. Anche grazie a film come questo, ci adopereremo in tanti perché questa vicenda non venga dimenticata e se ne continui a parlare seguendo anche il suo percorso giudiziario: Mimmo Lucano non è solo.

Silvana Pisa

11 Gennaio 2021
22:06

Un film-documento che mi ha preso il cuore. Da calabrese emigrata dall'infanzia e straniera in ogni luogo, ho sentito sulla pelle i graffi della sofferenza e della passione di Mimmo Lucano. In lui ho ammirato tutti gli uomini e le donne di Calabria, compresi i e le migranti, che con semplicità e coraggio hanno resistito e resistono agli attacchi di tutti i poteri. Di quei poteri che intanto Mimmo ha citato con nomi e cognomi e di moli altri, che hanno sbeffeggiato una terra che non trova pace. Grazie a chi ha pensato e realizzato questo documento che dovrebbe essere divulgato, perché il momento è sempre ORA! Vorrei sapere se può essere condiviso. Grazie!

Maria Teresa Pellegrini Raho