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Categoria: Festival del cinema latino americano di Trieste - Edizione 2010

Totale: 62

Nosotros los del Bauen

Ubicato nel cuore della città di Buenos Aires, l’hotel Bauen fu costruito sotto la dittatura militare per accogliere i turisti della Coppa del Mondo di Calcio del 1978. Per 25 anni i suoi impiegati hanno servito la crema della società argentina e hanno accolto turisti arrivati da ogni parte del mondo. Da Marzo del 2003 lavorano in forma autogestita, si dividono compiti e salari votando in assemblea generale tutte le decisioni che li riguardano. Elena, Osvaldo, Santiago, Marcelo, sono alcuni dei lavoratori della cooperativa. Oggi lottano contro gli ex padroni, desiderosi di ritornare in possesso dell’edificio per i loro interessi personali. Diritto al lavoro contro il diritto alla proprietà: chi avrà la meglio? A partire da questa sollecitazione, il film cerca di entrare nel cuore dell’autogestione e riferire sull’Argentina di oggi.Paese Francia, ArgentinaRegia Didier Zyserman e Jérémie ReichenbachSoggetto Didier Zyserman e Jérémie ReichenbachFotografia Jérémie ReichenbachMontaggio Chantal PiquetProduttore Philippe DjivasProduzione Dynamo ProductionAnno di produzione 2010
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Sulle tracce del Che in Bolivia

La storia del Che, dal Novembre 1966 ad Ottobre 1967, in terra di Bolivia, raccontata da alcuni protagonisti e testimoni quali: gen. Gary Prado Salomon, Loyola Guzmán Lara, gen. Shiriqui Moises, “Chato Peredo”, l’infermiera Susana Osinaga e altri.Paese ItaliaRegia Claudio TuraSoggetto Claudio TuraFotografia Claudio TuraMontaggio F.C.E.Produttore Claudio TuraProduzione Claudio TuraAnno di produzione 2010Guarda la versione con sottotitoli in italiano
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Salmonopoly, fiebre de salmón

John Friedriksen è uno degli uomini più ricchi del mondo e la sua multinazionale, Marine Harvest, è la produttrice di salmoni più grande del mondo. In Norvegia, sua patria, ha formato un’alleanza con l’organizzazione ambientale WWF. Marine HarvEst intende essere un’impresa “verde” e sostenibile. Il sud del Cile è un paradiso per gli investitori. Qui John Friedriksen mostra la sua faccia cattiva e brutale: paga solamente il 10% degli stipendi che dovrebbe pagare in Europa. Nelle sue gabbie che contengono milioni di salmoni, muoiono lavoratori, soprattutto i palombari, per mancanza di sicurezza.Marine Harvest ha prodotto un disastro ecologico: tonnellate di antibiotici, pesticidi, insetticidi e tranquillanti hanno contaminato l’oceano e distrutto la flora e la fauna. I pescatori artigianali non hanno più nulla da pescare. E, cosa ancor peggiore, il 90% dei pesci pescati nella costa del Cile vanno alle fabbriche di farina nelle quali vengono trasformati in cibo per i salmoni. Per produrre un chilo di carne di salmone bisogna uccidere 5 chili di altri pesci. L’industria del salmone in Cile non è sostenibile, è un incubo ecologico. Il documentario investigativo segue per un anno i passi del “gran lupo” John Friedriksen.Paese GermaniaRegia Wilfried Huismann e Arno SchumannSoggetto Wilfried Huismann e Arno SchumannSceneggiaturaFotografia Michael DreyerMontaggio Elke SchlooMusica André FeldhausProduttore Arno SchumannProduzione Anaconda International Film, BremenAnno di produzione 2010
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La Matanza y la Cartonera

Maggy è una giovane “cartonera” (raccoglie e vende cartoni per strada) che vive, insieme ai genitori e agli undici fratelli, in una capanna di un fatiscente quartiere a La Matanza , Provincia di Buenos Aires.Le sue giornate sembrano tutte uguali; tutti loro si aggrappano ad una routine imperturbabile che li guida nella loro necessità di sopravvivere.La ragazza porta un fardello pesante sulle proprie spalle, ma non lo dimostra, niente la distoglie dal proprio cammino e, con la naturalezza propria di coloro che non hanno nulla da perdere, si impone in un contestopieno di minacce. Una Domenica, la sua attività viene interrotta a causa di una elezione, deve votare per la prima volta. Maggy trova così un’opportunità di sopravvivere un giorno in più.Regia Leandro Querido e Juan Pedro QueridoSoggetto Leandro QueridoMontaggio Matias FerraroInterpreti Karen Molina, Oscar García, Luis Costa, Sol CostaProduttore Juan Pedro QueridoAnno di produzione 2009
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El corte

Durante l’infanzia, Claudia muore un poco il giorno dell’incidente con il fratello. Tempo dopo, a 28 anni, deve fare i conti con una circostanza inattesa: un viaggo con un’amica, un viaggio erotico, estremo al punto da far riemergere l’istinto della vita e permetterle di confrontarsi con decisioni limite, quali l’eutanasia della madre. Paese Cile - Regia Consuelo Castillo - Soggetto Consuelo Castillo e Cynthia Rimsky - Fotografia Juan Carlos Bustamante - Montaggio Danielle Fillios - Musica Andreas Bodenhofer - Interpreti Daniela Jacques, Barbara Santander, Jorge Alis, Coca Rudolphy - Produttore Consuelo Castillo. Anno di produzione 2009
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Norma Arrostito. Gaby, la montonera

Correva l’anno 1970. Da un giorno all’altro il nome di Norma Arrostito salì agli onori della cronaca creando una schiera sostenitori e detrattori e molta curiosità da parte di tutti. Giovane e piacente, la donna aveva pianificato, con altri, di sequestrare e giustiziare Pedro Eugenio Aramburu, il Generale della “Revolución Libertadora” che il popolo definì “Fusiladora” con allusione alle vittime dei bombardamenti e delle fucilazioni al margine dell’espulsione del Presidente Perón dal governo.Norma, alias “La Gaby”, partecipò alla nascita dell’organizzazione politico-militare Montoneros proveniendo dalla gioventù comunista che celebrava l’emergenza dei movimenti di liberazione nazionale del Terzo Mondo e assumeva obiettivi di equità sociale, contro la povertà e l’oppressione dei governanti. Il documento, oltre ai riferimenti biografico-politici, è incentrato sulla vita di Norma dopo la morte pubblicamente annunciata: ma “Gaby” era in realtà rinchiusa nelle stanze terrificanti della ESMA.Regia César D’AngiolilloSoggetto Graciela Maglie e César D’AngiolilloRicerca Cristina ZukerFotografia María Inés TeyssiéMontaggio Celeste Maidana e César D’AngiolilloMusica Gustavo PomeranecSuono Adrián Rodríguez e Gustavo PomeranecInterpreti Julieta Díaz, Ricardo DíazProduttore Carola Salomon, Rolo AzpeitíaProduzione Centro Cultural Caras y Caretas, InstitutoNacional de Cine y Artes AudiovisualesAnno di produzione 2008
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La guerra por otros medios

Con Notebooks, radio, giornali, videocamere, cellulari… i popoli indigeni stanno incorporando i mezzi di comunicazione per l’amplificazione delle loro rimostranze e la rivendicazione dei loro diritti. Paradossalmente, la realtà dei comunicatori indigeni, i loro mezzi e le loro produzioni risultano praticamente sconosciuti fuori dai confini di quella realtà.A partire da quattro esperienze - Francisca nella “Red Aymara de ERBOL” Bolivia, Almir in Amazonia con Internet, Matías nella “Radio Mapuche de Patagonia” e Ariel che lavora con il video nei villaggi del Brasile – il documentario cerca di rappresentare il modo in cui i popoli indigeni utilizzano i propri mezzi di comunicazione per resistere all’invasione dei propri territori, al saccheggio delle proprie risorse, alla persecuzione legale, alla discriminazione culturale, alla mancanza di riconoscimento ufficiale delle proprie istituzioni: la denuncia delle diseguaglianze e la rivendicazione delle proprie peculiarità.Paese ArgentinaRegia Crstian Jure-Emilio Cartoy DiazSoggetto Emilio Cartoy Diaz-Silvina Rossi-Cristian JureFotografia Sergio StagnaroMontaggio Jeronimo CarranzaMusica Victor Heredia - ArbolitoProduttore Silvina RossiProduzione Masato Media SrlAnno di produzione 2009
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Paraguay. Nosotros también podemos

País: Argentina Dirección: Emilio Cartoy Diaz e Cristian Jure Guión: Emilio Cartoy Diaz, Cristian Jure, Silvina Rossi Fotografía: Kees Dos Santos, Sergio Stagnaro, Arnoldo Mareco Montaje: Jeronimo Carranza Música: Oscar Y Mauricio Cardozo Ocampo Productor: Silvina Rossi Producción: Masato Media Srl Año de producción: 2009

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Detrás del muro

Qualcosa si muove “dietro al muro”: una presenza, una forza. Le orme del passato si riflettono negli spazi, negli oggetti e nelle persone che abitarono in quei luoghi. L’antico laboratorio di anatomia patologica dell’Ospedale Psichiatrico Femminile Dr. Braulio Moyano e l’ex Centro Clandestino di Detenzione e Tortura Club Atletico. Spazi di reclusi e di dolore, di violenza e di sofferenza. Questi luoghi, testimoni muti della storia, si manifestano. Quando il ricordo insiste, il passato si materializza ed interagisce con il presente. Un’indagine nello spazio, un viaggio soggettivo in cui la relazione fra interno ed esterno, fra ieri ed oggi, diventa inevitabile e necessaria.Paese Argentina Regia Eleonora Menutti Soggetto Eleonora MenuttiFotografia Juan Pablo BordigaMontaggi Eleonora Menutti Suono Abel Tortorelli Produttore Eleonora MenuttiAnno di produzione 2010
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LT 22 Radio La Colifata

Buenos Aires, Argentina. Dai giardini dell’ospedale psichiatrico J.T. Borda inizia la trasmissione de “LT22 Radio La Colifata”. Una emittente realizzata íntegralmente dai degenti dell’ospedale. Uno spazio radiofonico nel quale viene offerta la parola a coloro ai quali è stata negata da molto tempo: “i pazzi”. I protagonisti, i “colifatos”, ci raccontano il funzionamento di questa radio che trasmette in tutto il mondo. Apprendiamo che la radio acquista nuove funzioni,rompe i muri che separano gli infermi mentali dalla società, servendo anche come terapia efficace per i pazienti. Seguiamo i “colifatos” nel loro viaggio in Europa, dove verificano la ripercussione del loro progetto pionieristico: altri ospedali psichiatrici hanno seguito la loro idea e hanno creato proprie emittenti radiofoniche. Il viaggio finisce a Buenos Aires, nello stadio di calcio. Manu Chao offre un concerto affollatissimo in favore di “Radio La Colifata” e divide il palcoscednico con i nostri protagonisti.Paese SpagnaRegia Carlos LarrondoSoggetto Carlos LarrondoFotografia Carlos LarrondoMontaggio Carlos Larrondo, Alejandro LejidoMusica Manu ChaoInterpreti Horacio Surur, Hugo Lopez, Alfredo OliveraProduttore Loris OmedesProduzione Bausan Films e Fimanova InvestAnno di produzione 2007
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