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Categoria: U.R.I.H.I.

Totale: 59

Madri dal sud, diritti.

A cura di Elisabetta Galasso.Montaggio Fabrizia Centola.
Hanno collaborato: Alice Barrese, Giovanna Cossia, Marco De Poli, Aldina Maldotti, Cecilia Silva.
Realizzato con un contributo del Ministerio Affari Esteri - Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e con il Patrocinio della Commissione Nazionale Pari Oportunità tra Uomo e Donna.
Nel mondo sono milioni le donne e i bamnini che hanno abbandonato, e abbandonano ogni giorno, il paese in cui sono nati: per sfuggire alla guerra, o alla ricerca di una vita migliore.
Ma una volta spenti i riflettori della immediata attualità, questa immigrazione sparsisce nell'anonimato delle nostre città.
Nel nostro paese, le condizioni di vita e di lavoro negano a molte donne immigrate la posibilità di crescere i figli.
Nel servizio che segue, madri immigrate in Italia dal sud del mondo raccontano le loro storie ed esperienze; e presentano le iniziative che hanno promosso, in collaborazione con instituzioni pubbliche e private, per aiutare se stesse e le altre donne.
Visita il sito: www.urihi.org

Cinquanta anni di diritti umani

A cura di Giovanna Cossia e Marco De Poli.Il documentario fa parte della collana CITTA' E CITTADINANZE ed è stato realizzato nell'ambito di un progetto di educazione allo sviluppo cofinanziato dal Ministerio degli Affari Esteri - Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo.
A cinquant'anni dalla proclamazione della dichiarazione Universale dei Diritti Umani, si sono ottenuti notevoli progressi sul piano giuridico, mentre la sua attuazione pratica è ancora disattesa in molte parti del pianeta. Il documentario presenta una ricostruzione storicam, illustra le tappe percorse e puntualizza le lotte in corso per riaggiungere i nuovi diritti di cittadinanza.
Visita il sito: www.urihi.org

Donne Mediterranee

www.urihi.org
A cura di Giovanna Cossia. Testi di Paola Melchiori, Elisabetta Galasso.
Questo video è stato realizzato nell'ambito di un progetto di educazione allo sviluppo dal titolo "Donne Mediterranee", promosso da: GVC- Gruppo volontariato Civile, Organismo di cooperazione e documentazione internazionale.
Con il contributo del Ministero di Affari Esteri, Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo.
Visita il sito: www.urihi.org

Migranti e native: vivere, convivere e construire.

A cura di Giovanna Cossia.
Realizzato con il contributo di: Rete nazionale "Portando a casa Pechino", Rete donne immigrate, Comune di Corsico, CRSDA Regione Lombardia, Provincia di Milano.
L' associazione URIHI si occupa da anni dei problemi di sottosviluppo, con particolare attenzione ai problemi delle donne.
Realizzato in occasione del primo forum nazionale tra donne immigrate e italiane tenutosi a Torino il 22-23 e 24 marzo 1996, con oltre le partecipanti, come singole e in rappresentanza di associazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
Oltre a proporre un'immagine"dall'interno" di Torino città multietnica, il documentario raccoglie testimonianze di donne italiane e straniere residenti nel nostro paese, che hanno discusso insieme di temi quali : appartenenze e convivenze; la famiglia e famiglie; diritti di cittadinanza; salute, sessualità e maternità; libertà e costrizione nei valori; pratiche politiche.
E' il punto di partenza per aprire uno scambio construttivo che vada oltre l'emergenza e la solidarietà, per costruire un progetto politico comune.

Visita il sito: www.urihi.org

Gli eredi dei Maya.

www.urihi.org
Regia: Marco De Poli.
Commento: Giovanna Cossia.Fotografia: Eugenio Bongiovanni.
Dalle imponenti e maestose rovine di Copan e Tikal, che testimoniano la straordinaria civiltà fiorita tra le popolazioni Maya precolombiane, alle attuali condizioni di vita quotidiana: il mercato Chortì a Jocotàn e quello Quichè di Chichicastenango, con le cerimonie nella chiesa di San Tomas e il "baile de moros y cristianos" nella piazza principale.
Ci si sposta pi nel triangolo Ixil, sul altipiano al confine sol Messico, duramente colpito dalla repressione militare contro la guerriglia. Siamo nei giorni intorno al Natale, e possiamo così assistere a cerimonie in cui si mischiano elementi della fede cristiana e della religiosità autoctona india: la "Cerimonia dei maggiordomi" e le "posadas" a Nebaj; la messa della "noche buena" a Chajul.
A queste espressioni della festa fanno da contraltare quelli del lavoro, sopratutto tessile, dato che l'abito tradizionale costituisce per le donne del Guatemala il simbolo della propria collocazione sociale e l'orgogliosa difesa della propria cultura tradizionale.
Visita il sito: www.urihi.org

Messico, mestieri e maestria.

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A cura di Giovanna Cossia e Marco de Poli.
Realizzato con il contributo di COE e IFAD.
Oggi il Messico è il più grande paese di lingua spagnola del mondo, con 90 millioni di abitanti - al meno 15 dei quali sono indigeni, discendenti degli abitatori originari - in bilico tra sottosviluppo del mondo contadino e ambizioni di una grande nazione.
Contradizzioni largamente presenti nello stato di Puebla, dove è stato girato il documentario, abitato da varie etnie, ognuna delle quali conserva ancora la propria lingua ed i propri costumi, parte del ricco e variegato panorama del Messico indigeno.
Dal lavoro nei campi alla cucina, alle varie attività artigianali: cesteria, stuoie, ricamo e tessitura - ma anche la prattica di "parteras"e"curanderas" tradizionali - delle donne nahua e otomì, emerge un ritratto della donna indigena, un difficile equilibrio tra tradizione e modernità, ma in lotta per un futuro migliore.
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Marocco: una realtà velata.

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A cura di Giovanna Cossia e Marco de Poli.
Realizzato con il contributo di IFAD - International Fund for Agricultural Development.
Al di là di immagini turistiche, molte realtà del paese, come i volti di tante donne marocchine, continuano a rimanere velate. In un'economia ancora prevalentemente rurale, le donne non solo prendono parte attiva al duro lavoro nei campi e all'allevamento, ma fanno della propria casa il centro di un universo femminile che sta lentamente cambiando. La alfabetizzazione e il sistema sanitario si stano sviluppando, e molte donne cominciano a riunirsi in cooperative di lavoro artigianale - si fano poprattutto ricami e i celebrati tappeti - che mettono a frutto la grande abilità manuale e la loro fantasia per integrare lo scarso bilancio familiare: primo passo verso un'autonomia economica e sociale che migliori la loro vita e valorizzi la loro condizione.
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Somalia: figli e corpi

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A cura di Marco Poli e Giulia Squadroni.
Realizzato in collaborazione con COOPI e WPF/PAM.
La maggior parte dei somali vivono nomadi, in sconfinate e torride distese semitedesertiche, al seguito di capre e camelli, in cerca di poveri pascoli e acqua.Le donne condividono questa vita estrema, ma la cultura islamica e le credenze tradizionali hanno costruito forti differenze tra la loro condizione e quella maschile, con gravi conseguenze sul loro corpo, già nascosto dall'abito tradizionale.All'età di otto/nove anni le bambine subiscono l'escissione, una mutilazione genitale che elimina le parti del corpo a cui è legata la sessualità. La vagina viene inoltre "cucita" (infibulazione), per preservarne la verginità fino al matrimonio, che malgrado tutto rappresenta la loro massima aspirazione, il pieno inserimento in una società, che peraltro prevede la poligamia e il repudio della moglie. E' nella maternità, quindi, che la donna somala trova il maggiore appagamento dell'esistenza; anche se i numerosi figli ne aumentano i già drammatici problemi.
Il documentario fa parte di un lavoro di indagine sulla condizione femminile nel mondo che ha prodotto finora la serie di documentari.
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Guatemala: vedove senza lacrime

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A cura di giovanna Cossia e Marco De Poli.
Realizzato con il contributo di COE e IFAD.
Nel colorito mosaico etnico che constituisce la realtà indigena del Guatemala (oltre il 70 per cento della popolazione) le donne constituiscono il centro della vita economica e sociale, le eredi e le custodi delle tradizioni culturali.
Un incontro di donne indigene a Nebaj, sul tema delle diferenze tra uomo e donna, e tra donna indigena e donna "ladina" (cioè occidentalizzata), ci offre una prima introduzione alla difficile condizione femminile nel paese centro-americano. Ma è solo entrando nella casa di una di queste donne, ascoltando la storia della sua vita, che si rivela la drammatica dimensione di un problema storico: negli ultimi vent'anni il paese è stato sconvolto da una lunga violenza, che ha causato oltre 100.000 morti e ha colpito sopratutto la popolazione indigena.
Moltissimi uomini sono stati uccisi o sono scomparsi senza lasciare traccia per opera della polizia o dell'esercito, lasciando intere famiglie distrutte, bambini e ragazzi orfani; ma sopratutto vedove senza lacrime, che ci raccontano questi avvenimenti terribili con orgoglioso pudore ma senza rassegnazione, traendone anzi la forza per proseguire la propia lotta. Una lotta di cui è diventata il simbolo Rigoberta Menchù, prima indigena americana ad essere insignita nel 1992 del Premio Nobel per la Pace.
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Viaggiatori italiani in America: Gaetano Osculati

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Realizzati grazie a un contributo dell'Assesorato alla Cultura della Regione Lombardia illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
Gaetano Osculati: L'Amazonia mitica e quella reale
Gaetano Osculati (Monza 1808 - Milano 1884) ha legato il suo nome alla prima traversata completa dell'Amazonia da parte di un viaggiatore italiano. Partito dal porto di Guayaquil sul Pacifico nel 1847, osculati valicò le Ande, e navigando lungo il Rio Napo raggiunse il rio delle Amazzoni percorrendo in tutta la sua lunghezza fino all'Oceano Atlantico, sulle tracce del conquistatore spagnolo De Orellana, scopritore del più grande fiume del mondo. Girato in Equador, Perù e Brasile, il documentario illustra il viaggio compiuto dall'esploratore lombardo, mettendo a confronto l'Amazonia mitica da lui descritta 150 anni fa nel suo diario di viaggio, con la realtà e i problemi attuali della più grande foresta tropicale del mondo.
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