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Tag: lesbiche

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ROMA - FLASH MOB CONTRO L'OMOFOBIA - 8/12/2010

Primo evento ufficiale di: Im-Gay-Any-Problems-vinciamo-L-Omofobia vi ricordiamo che: E' aperto a tutti, omosessuali, bisessuali, transessuali e eterosessuali. Non c'è bisogno di venire in coppia non è una cosa x coppie, siamo uniti tutti x gridare e far vedere il nostro: NO ALL'OMOFOBIA! Allo scoccare delle 17:00 partirà: Un bacio collettivo contro l'omofobia del vaticano e dello stato!

LABORATORIO DELLE IDEE - Puntata 3

Preparazione al primo evento : 1° DicembreQuarto Appuntamento del workshop contro l'omofobia del DGP, si avvicina il primo evento con il quale si può finalmente testare il capitale umano prodotto in queste prime settimane.Il 1° Dicembre infatti è la giornata mondiale contro L'omofobia ed i gruppi collaborano alla realizzazione dell'evento che comprende la proiezione del recente film documentario. sull'AIDS ( positivo o negativo) e dell'approfondimento con relativo dibattito sugli strumenti legislativi a tutela dei cittadini sieropositivi per il rispetto dei loro diritti...

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G.A.Y. Good As You 2 - 7° Puntata - Cristina e l'attivismo di periferia

Cristina ha 24 anni e vive alla Magliana dove è cresciuta, un quartiere popolare romano di periferia, spesso con realtà difficili per i giovani che soprattutto negli ultimi anni si devono confrontare con una crescente disoccupazione, ma anche dove ci sono pacifiche convivenze tra italiani e comunità extracomunitarie molto estese.Cristina ha sempre trovato nell'attivismo sociale una strada tramite la quale reagire ad una società ed un mondo che non la comprendeva. Dalla lotta dei centri sociali sul diritto alla casa, con una corretta e autogestita politica di case occupate per chi non ne ha, alla ciclofficina del suo quartiere che oltre a dare biciclette a chi non può permetterselo è anche un'alternativa a condizioni e situazioni famigliari non spesso facili.Di certo un carattere cosi forte non poteva non imporsi su una società che le impone di negare una parte cosìimportante di se stessa come la sessualità. Come dice davanti alla mia videocamera, una volta cominciato ad esplorare la realtà LGBT romana , quasi per gioco ha poi cominciato a sentire sua una causa di diritti ed ingiustizie imposta da una società eteronormativa e concretizzato nella politica conservatrice ed invadente del vaticano un nemico da combattere, un'ottima reazione ad un tentativo costante di annullamento che questa potente lobby pretende da parte dello stato nei confronti delle necessità e dei bisogni di persone non Eterosessuali.Quando il Cardinal Bertone dai microfoni di una tv Sudamericana dichiaro che l'omosessualità è inevitabilmente concausa della pedofilia, per giustificare i comportamenti dei preti del recente scandalo pedofilia nella chiesa, Cristina non ci ha visto più come tanti ha sentito il bisogno di reagire e di dare qualcosa... Fonda cosi una pagina Fan su facebook. CI SONO PIU GAY AL VATICANO CHE A MUCCASSASSINA.... Che gestisce... e che vede un grande successo con più di 8000 iscritti in pochi mesi e che continua a crescere costantemente...Il suo attivismo indipendente e critico nei confronti di associazionismi e figure più o meno affermate nel panorama polical/attivistico LGBT la rendono un soggetto interessante e soprattutto libero che con grande passione coinvolge tantissime persone a scegliere di reagire e non subire passivamente un'omologazione di stato che spesso viene imposta e fatta passare come giusta.

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G.A.Y. Good As You 2 - 6° Puntata - I Ragazzi del KèBARI

G.A.Y. Good As You 2 - 6° Puntata - I Ragazzi del KèBARI - (parte 1 di 2)Il KèBari nasce appena dopo l'estate del 2009, nel clima di allarmismo mediatico dell'omofobia scaturito dall'aggressione del Gay village da parte di svastichella. Un gruppo di ragazzi in parte conosciutosi proprio quell'estate decide sull'onda dell'emozione e delle fiaccolate anti-omofobiche in tutta Italia di fondare una nuova realtà associativa nel capoluogo pugliese.Christian diventa cosi presidente di questa associazione. In solo un anno sono riusciti a fare moltissimo, flash mob, eventi pubblici, sensibilizzazioni sulla sessualità, incontro con le scuole e tanto altro, ma non senza problemi e delusioni da parte di altre realtà da cui invece si aspettavano una mano tesa.Oggi il Kèbari si sta evolvendo in una delle realtà associative più attive pugliesi, Christian, Teresa, Simone, Pietro e Luciano ci raccontano il loro lavoro e la loro esperienza, ma soprattutto le loro speranze, in una grande realtà urbana del sud.

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LA STAFFETTA DEI DIRITTI - Roma Pride 2010

La staffetta dei diritti: 10 squadre composte da 10 persone che corrono 1000 metri ognuna. Ci sono gli studenti dell'istituto tecnico A.B. Nobel, i podisti del Cus Atletica Roma, i Peanuts (squadra di pallavolo prestata alla corsa), e poi gay, lesbiche, trans ed etero appartenenti agli ambienti più disparati.Una staffetta dal forte valore simbolico, tante persone insieme che, apportando tutte un piccolo contributo, possono raggiungere grandi obiettivi, in questo caso correre 100 Km.Non è una gara, corriamo e ci passiamo un testimone, uniti dallo stesso scopo, che è coinvolgere più gente possibile nella lotta per i nostri diritti.Le minoranze non sono fisse e prestabilite, chiunque può trovarsi ad appartenere a minoranze. Partecipare a questa staffetta, come scendere in piazza per i gay pride, è importante perchè i nostri diritti sono i diritti di tutti. Non c'è una squadra vincitrice, partecipando vinceremo tutti.

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ROMA PRIDE 2010 -- 3 Luglio 2010 -- Ogni bacio una rivoluzione

Dopo mesi di polemiche e divisioni tra le realtà associative LGBT romane scende finalmente in piazza il Roma Pride 2010, lo fa con una partecipazione sufficiente a dar voce a cittadini fantasma della nostra società, e lo fa con lo slogan "OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE" in risposta agli eventi che hanno interessato la cronaca omofobica nel nostro paese ed in particolare a Roma, e che hanno interessato persone che si scambiavano baci e gesti d'affetto in pubblico.Novità di quest'anno è l'associazione ARCIETRO nata poche settimane fa alla luce dell'ultima aggressione ai danni di un giovane ventiduenne seguito all'uscita dal coming out e preso a calci da un gruppo di persone nel pressi della gay street rischiando nei giorni successivi di perdere un occhio, e che vede scendere in campo anche etero a favore dei diritti gay.La manifestazione partita da piazzale dei partigiani ha raggiunto piazza Venezia passando accanto a via di San Giovanni in Laterano, oggi meglio conosciuta come gay street, spina dorsale di una piccola realtà rainbow tutta romana che tra attività commerciali, B&B ed eventi pubblici sta strappando a questa città metro dopo metro, mura e san pietrini per creare uno spazio aggregativo e sociale per tutte le persone che vogliono essere libere di vivere la loro vita alla luce del sole.La notte prima del pride atti vandalici sui cartelli della manifestazione e la comparsa di uno striscione firmato Militia Christi che dichiara il pride come una richiesta di diritti alla perversione, hanno fatto la comparsa nei pressi della gay street, vicino al colosseo. Contemporaneamente al gay village dei grossi petardi vengono lanciati sulla pista da ballo in mezzo alla gente dall'esterno della recinzione che si affaccia su un parco pubblico, causando due feriti lievi.Questa è l'espressione una cultura dell'intolleranza che tradisce la paura di impotenza per una società che sta cambiando e che è sempre più disposta ed aperta ad una completa emancipazione dei gay nella comunità sotto tutti gli aspetti di vista.Il pride è la più importante manifestazione del movimento LGBT, è il giorno in cui la gente invade le strade delle città per reclamare diritti,rispetto,visibilità e soprattutto libertà. Soprattutto in questo momento non possiamo permetterci il lusso di saltarne un'edizione o comunque contribuire a renderlo meno importante di quello che è.Buon pride a tutti....VISITA IL MIO CANALE YOUTUBE:www.youtube.com/eustachio79

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FORUM ITALIANO DEI CRISTIANI OMOSESSUALI

Per un cristiano cattolico Romani, l'omosessualità è un peccato grave, secondo il vaticano l'omosessuale può essere accettato solo se rinnega la sua natura e rifiuta la cultura gay.Un'atteggiamento in netto contrasto con se stesso, che alimenta l'ipocrisia e la politica del "dont' say e don't tell".Ma in Italia gli omosessuali sono moltissimi, rappresentano più di 5 milioni di persone e sono una minoranza enorme, molti di loro sono anche cristiani, come riescono a conciliare il loro essere gay con la loro fede?A fine marzo 2010 si è svolta presso Albano laziale il forum italiano delle associazioni omosessuali cristiane, una vera e propria realtà LGBT, indipendente ma che comunque aperta al resto del movimento che rappresenta una vera e propria rivoluzione della nostra società.

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G.A.Y. Good As You - 5° puntata - I ragazzi del DGP

G.A.Y. Good As YouIl gruppo giovani del DGP (Di Gay project) è un bellissimo esempio di questo fenomeno, nato per lappunto nel 2002, è cresciuto insieme ad una vera e propria generazione di ragazzi, lingresso nella socializzazione omosessuale ora non è più limitata alla frequentazione di locali e chat, spesso luoghi inadatti per giovani adolescenti, ma trova un vero e proprio spazio alla luce del sole, un muretto della comitiva che ha avuto leffetto di abbassare notevolmente in pochissimi anni letà media di autocoscienza e socializzazione omosessuale dellintera comunità LGBT. Renato e Claudia sono approdati in questo circolo in cerca di amici e ora sono i principali gestori del gruppo giovani che negli ultimi anni si è evoluto notevolmente. Insieme a Lorenzo, Daniele ed Edoardo si occupano dellaccoglienza di nuovi arrivi, di informazione dattualità affrontando temi quali coming out, omosessualità e lavoro, organizzano attività ricreative ed aggregative sia interne come cineforum che esterne come gite e quantaltro. Non mancano di svolgere attività politica sia informando che partecipando e coinvolgere nuove persone in manifestazioni pubbliche ed attività culturali atte ad affermare i diritti LGBT. Il DGP è un circolo giovane, gestito anche da giovani che sono cresciuti insieme e che saranno gli attivista gay di domani.

G.A.Y. Good As You - 4° puntata - UFFICIO NUOVI DIRITTI

La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare un’omofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, l’attuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.QUARTA PUNTATALa nostra società è eteronormativa, ossia a misura di eterosessuale, questo si riflette su tutti gli aspetti della vita quotidiana soprattutto in quella professionale. La diversità in questo campo può causare fenomeni che in tali ambienti spesso competitivi e di confronti inter-relazionali possono sfociare in atti di violenza psicologica se non addirittura fisica (MOBBING). Dirigenti che dichiarano di non avere pregiudizi sull’identità e orientamento sessuale di una persona, tendono spesso ad utilizzare anche questo aspetto come importante parametro per la valutazione professionale, che può influire sulla carriera vera e propria del soggetto interessato. Salvatore Marra sindacalista della CGIL, è responsabile dell’ufficio nuovi diritti, organismo amministrativo dedicato alla lotta contro le discriminazioni in ambiente di lavoro di matrice omofobica. Uno strumento nato e cresciuto negli ultimi 10 anni e che si sta rivelando sempre più indispensabile, in continua evoluzione e relazione con organi internazionali europei per lottare contro un fenomeno molto diffuso ma strisciante ed atavico, difficile da dimostrare ma che interessa milioni di persone in tutta l’unione europea.Il nostro paese ha risposto ai numerosi richiami europei sull’adeguamento delle normative in questo settore in modo molto trascurabile, se non addirittura aggirandole con strumenti legali quasi impossibili da utilizzare, le diverse sanzioni che sono state emanate in risposta a tale mancanza d’attenzione, non sono state sufficienti a cambiante l’atteggiamento tendenzialmente omofobico che forze politiche e religiose hanno sull’affermazioni di qualsiasi tipo di diritti civili per persone LGBT. Un episodio molto significativo di questo scontro tra richieste europee e politica italiana è stato l’episodio del 2004 , dove la candidatura come europarlamentare dell’onorevole Rocco Buttiglione in materia di sicurezza, giustizia e libertà, fu respinta dalla commissione europea proprio a causa delle sue dichiarazioni ed atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali.In questa Puntata Salvatore ci racconta la sua esperienza ed il suo lavoro, e cosa noi tutti possiamo fare per far rispettare i nostri diritti e non subire discriminazioni in un ambito cosi importante della nostra vita come quello professionale.

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G.A.Y. Good As You 3° puntata Dietro le maschere

La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare un’omofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, l’attuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.TERZA PUNTATATutti noi prima o poi ci scontriamo con una società che fin dalla nascita, ci ha già confezionato un ruolo sociale, che da per scontato cosa vogliamo dalla vita (spesso solo in base al nostro sesso o anche ceto sociale), senza mostrare possibilità alternative o anche solo dare modo di replicare. Per le persone omosessuali in particolare questo diventa uno scontro inevitabile tra il desiderio interiore molto difficile da comunicare ed un’imposizione esterna che spesso ci si trova a vivere in assoluta solitudine, senza opportunità di confronto o aiuto da parte di amici, ma soprattutto dalla famiglia. Laura è una giovane donna cresciuta in una provincia italiana come tante. Una realtà spesso più limitata dove il peso esterno della società si sente maggiormente. Ha scoperto la sua diversità durante l’adolescenza e ha vissuto in prima persona l'indifferenza e l’ignoranza esterna che le si materializzavano davanti attraverso un rifiuto di voler capire a volte anche violento da parte di amici e parenti. Tutti noi portiamo una maschera per affrontare questo aspetto della società, ma per gli omosessuali portare questa maschera spesso significa negare non solo al mondo ma anche a se stessi una parte tanto importante quanto intima della propria natura. Laura ha vissuto dietro una maschera per molti anni della sua adolescenza, con le sue amiche la sua famiglia ed il suo ragazzo. Poi ha deciso di toglierla e di mostrare al mondo ma soprattutto a loro ciò che nascondeva, questa scelta l’ha portata a vivere delle sofferenze soprattutto in famiglia, ma alla fine ha combattuto e ha vinto questa battaglia, ora ha uno splendido rapporto con i suoi genitori e ha deciso di raccontarci la sua storia. ROMA 10 MAGGIO 2009

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