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Tag: case

Totale: 37

01)- Musiche di Giorgio Incerti

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
A Bologna si sono incontrati per parlarne: Vittorio Agnoletto, Katia Zanotti e Paolo Cento.
Modera: Luca Bombonato.
Visita il sito: www.piazzacarlogiuliani.org
Visita il sito: www.veritagiustizia.it
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06)- Intervento di Arnaldo Cestaro

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
A Bologna si sono incontrati per parlarne: Vittorio Agnoletto, Katia Zanotti e Paolo Cento.
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02)- Introduzione del dibattito e intervento di Paolo Cento

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
A Bologna si sono incontrati per parlarne: Vittorio Agnoletto, Katia Zanotti e Paolo Cento.
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04)- Intervento di Katia Zanotti

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
A Bologna si sono incontrati per parlarne: Vittorio Agnoletto, Katia Zanotti e Paolo Cento.
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03)- Intervento di Vittorio Agnoletto

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
A Bologna si sono incontrati per parlarne: Vittorio Agnoletto, Katia Zanotti e Paolo Cento.
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Jah Cure

Per vari motivi Jah Cure è uno dei più discussi artisti reggae dei nostri tempi ed anche uno dei cantanti roots su cui gli appassionati di musica giamaicana pongono le maggiori aspettative per il futuro. Il suo vero nome è Siccaturie Alcock, è nato a Montego Bay nel 1979 ed ha passato l'infanzia e l'adolescenza a Kingston. Il suo nome inizia ad acquisire credibilità nel biennio 1997-1998 con l'uscita di una serie di singoli che brillano per intensità: stiamo parlando di brani come 'Chant Rastaman', 'Trod in the valley', 'Western region', 'Zion way', 'Cease all wars' e soprattutto i grandi duetti con Jah Mason 'Run come love me' e con Sizzla 'King in this jungle'. Questo ultimo brano è particolarmente importante perché consolida il rapporto con Beres Hammond come suo produttore privilegiato attraverso la etichetta Harmony House mentre l'incontro con Sizzla introduce Jah Cure alla confraternita Rasta dei Bobo Dreads con cui tanti altri artisti come Capleton, Anthony B e Junior Reid simpatizzano. La militanza dei suoi testi e la vibrante sincerità della sua voce fanno di questo giovane cantante uno dei migliori nuovi artisti new roots sulla scia di personaggi come Luciano e Garnett Silk ed è uno shock quando nel novembre del 1998 Jah Cure viene arrestato nella zona di Montego Bay ed incriminato dello stupro di una giovane donna ottenuto attraverso la minaccia di una pistola. Mentre la prova principale della sua colpevolezza è il suo riconoscimento da parte della vittima Jah Cure si dichiara innocente e vittima di un complotto perpetrato ai suoi danni dal poliziotto che lo ha arrestato congiuntamente alla madre della vittima motivato dalla discriminazione per la sua militanza Rasta. Nell'aprile 1999 viene dichiarato colpevole da un processo che sentenzia per lui una pena di quindici anni di carcere da trascorrere al St. Catherine Adult Correctional Centre. Nel frattempo si mobilita, senza risultati, l'attivismo di tanti artisti reggae tra cui Capleton, i Morgan Heritage e Sizzla per richiedere il rilascio sulla base delle sue continue dichiarazioni di innocenza. Nel 2000 intanto esce il suo primo album 'Free Jah Cure' ed è sostanzialmente una raccolta dei suoi migliori brani prima dell'arresto e della condanna così come 'Ghetto life', pubblicato nel 2003. Intorno al 2002 Jah Cure viene trasferito al Tower Street Adult Correctional Centre dove è presente uno studio di registrazione digitale che i detenuti possono usare: questo punto vari produttori si recano in questo carcere per registrare nuovi brani che l'artista ha composto durante la sua detenzione. Jah Cure torna alla ribalta nel 2004 per grandi canzoni come 'Jamaica', 'Good morning Jah Jah' e soprattutto la struggente 'Longing for' prodotta da Don Corleon sul celebratissimo Drop Leaf riddim. La ritrovata vena dell'artista durante la detenzione è ribadita dall'uscita nel 2005 di 'Freedom blues', raccolta di nuovi brani e di cavalli di battaglia antecedenti la reclusione: tra le proteste della vittima e dei colpevolisti la voce di Jah Cure torna di grande attualità in Giamaica ed in tutte le piazze calde del reggae mondiale mentre si profila la possibilità di una sua uscita anticipata dal carcere grazie alla sua buona condotta. Il cantante intanto registra sempre in carcere ottimi brani con una certa regolarità: ancora per Don Corleon registra 'Love is', sulla etichetta Rockers Rebel esce la combination con Al Borosie 'Life' mentre per Downsound il singer registra la combination con Fantan Mojah 'Dem nuh build great man', 'Congo man' e soprattutto la struggente ballata sulla sua condizione di recluso 'True reflections'. E' proprio questo brano che intitola nell'estate dello scorso anno il suo nuovo CD che la VP pubblica in contemporanea con la sua scarcerazione. A grande sorpresa il suo primo concerto da uomo libero va in scena in Olanda al Sundance Festival e richiama a questa manifestazione il pubblico reggae di tutta europa mentre la grande festa organizzata in Giamaica per la suqa liberazione viene addirittura posticipata a causa della concomitanza con la campagna elettorale. Mentre i suoi singoli più recenti continuano a mettere in evidenza il suo grande talento Jah Cure è atteso nuovamente in europa ed al Rototom Sunsplash la prossima estate.

Visita: www.rototom.com

05)- Intervento di Valerio Montaventi

Nella pressoché totale indifferenza dei mezzi di comunicazione e dei partiti politici è iniziato il processo per gli indagati circa i fatti della caserma Bolzaneto, risalenti al luglio 2001.
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Michael Rose

Michael Rose è un nome storico del roots reggae giamaicano ed ha raggiunto la fama come cantante solista della miglior formazione dei Black Uhuru a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta: con questa formazione ha vinto un Grammy Award nel 1983 per l'album 'Anthem'. Questo straordinario cantante comunque ha ripreso quota dopo aver lasciato i Black Uhuru con un nuon numero di ottimi albums come solista. Michael è nato a Waterhouse, turbolento ghetto di Kingston l'11 luglio del 1957 ed e' uno dei tanti artisti reggae cresciuto in questo quartiere. Prima di unirsi a Black Uhuru lascia svariate tracce come solista (tra cui una versione embrionale di 'Guess who's coming to dinner') in singoli prodotti, tra gli altri, da Niney The Observer, Lee Perry e Prince Jammys.Quando la primissima versione di Black Uhuru, composta da Duckie Simpson, Garth Dennis e Don Carlos si scioglie, Michael entra a far parte dell'organico ricostituito insieme al membro fondatore Duckie Simpson ed a Errol Nelson. Mentre questa prima formazione registra con Jammy nel 1977 il primo fantastico album 'Love crisis', il gruppo muta ancora forma, al posto di Errol Nelson arriva la statunitense Puma Jones ed insieme a Sly & Robbie registra una serie di incredibili album culminata nella vittoria del Grammy Award nel 1983 con 'Anthem'. A questo punto Michael Rose abbandona Black Uhuru e si prende un momento di riflessione: la sua carriera riprende intorno al 1990 con alcuni singoli autoprodotti e il crossover album 'Proud' pubblicato dalla RCA. Anche da solista Michael è molto prolifico ed il suo stile compositivo non dimostra discontinuità rispetto ai brani composti nel periodo Black Uhuru. Dal 1995 si lega all'etichetta americana Heartbeat per cui fa uscire solidissimi lavori come 'Michael Rose' (1995), 'Be yourself' (1996), 'Dance wicked'(1997) e 'Party in session live' (1998) registrato dal vivo. Nel 1999 esce un nuovo ottimo CD prodotto da Sly & Robbie intitolato 'X-Uhuru'. E' difficile sorprendere Michael Rose in un momento debole: la sua carriera continua nel nuovo millennio con CDs sempre all'altezza tra cui citiamo 'Never give it up' e 'African roots'. Oltre a pubblicare i suoi albums fa capolino di tanto in tanto nel mercato dei singoli giamaicani con ottime prove. Nel 2005 si riconcilia con Duckie Simpson e ricompone con quest'ultimo i Black Uhuru: la sua ultima apparizione al Rototom Sunsplash risale proprio a quell'anno come Black Uhuru. L'ottima performance di Michael e Duckie fu accompagnata, come del resto il loro ultimo tour italiano del 2007, dalla backing band inglese Ras Ites. Nel 2007 Michael ha pubblicato i due CDs 'Passion of life' e 'The saga'.

Visita: www.rototom.com

"LE TERRE DI DON PEPPE DIANA" - Festival dell'impegno civile

Casal di Principe e Terra di Lavoro 27/28/29 giugno DIBATTITO DI SABATO 28 POMERIGGIOCasapesenna (Ce) “Casa centro anziani” via Cagliari 15Incontro dibattito: “La figura di Don Peppe Diana: Per amore del mio popolo”Saluti del sindaco di CasapesennaAvv. Giovanni ZaraInterverranno:Raffaele Sardo (giornalista di "La Repubblica")Gianmaria Roberti (giornalista del “Roma”)Un festival di impegno civile per raccontare le Terre di Don Peppe Diana, un prete assassinato dalla camorra quattordici anni fa, riappropriandosi proprio di quei luoghi che, per tanto tempo, sono stati identificati come simboli di morte e paura. I beni confiscati alla criminalità organizzata diventano, così, grazie all’impegno dell’associazione “Libera” e del “Comitato Don Peppe Diana”, luoghi dove proseguire la costruzione di comunità alternative alla camorra, luoghi dove ritrovarsi per far nascere laboratori di idee con le quali programmare il futuro.Da Casal di Principe a San Cipriano D’Aversa, da Trentola Ducenta a Casapesenna, i centri dove la cittadinanza attiva si ritroverà, finalmente, per lavorare a favore di questo territorio che vuole con dignità sentirsi, definitivamente, parte integrante di un Paese che per troppo tempo lo ha considerato un’appendice malata. Un altro Sud, insomma, che si incontra, discute, dibatte di cultura, giustizia e legalità con l’obiettivo di accendere i riflettori su coloro che resistono e che vorrebbero finalmente vivere in un territorio libero da ogni sopraffazione e da qualsiasi violenza. Dibattiti, spettacoli, proiezioni e degustazioni per raccontare una terra dove vive una società civile che vuole proporre progetti di qualità, di emancipazione sociale e culturale, che non accetta, in alcun modo, aiuti pre confezionati che un’idea di assistenzialismo asfissiante continua ad offire e ad imporre a questo e ad altri territori del Sud. Un comitato scientifico di prim’ordine a sostegno del festival che vedrà impegnati Tano Grasso, Raffaele Cantone, Ferdinando Imposimato, Ulderico Pesce, Renato Natale, Gianni Vattimo, giornalisti come Roberto Morrione, Onofrio Dispenza, Peppe Ruggiero, scrittori come Sergio Nazzaro ed Emiliano Morrone ed infine artisti come Carlo Faiello e lo stesso Ulderico Pesce per una tre giorni ricca di appuntamenti e che vedrà, semplicemente, il territorio protagonista indiscusso di questa kermesse con la quale si vuole semplicemente scrivere una nuova pagina di vita facendo tesoro di quanto avvenuto in passato e di quanto, invece, è accaduto nelle ultime settimane. Riprese e montaggio di Diego Nunziata

Visita: www.dongiuseppediana.it

Visita: www.libera.it

La piuma e la montagna - prima parte

Presentazione del libro "La piuma e la montagna" con Giovanni de Luna e Gian Carlo Caselli: Questo lavoro ha due comuni denominatori. Il primo è la memoria storica di chi ha pagato con la vita il suo impegno pubblico. Il secondo un'esigenza di giustizia e verità: infatti quasi tutte le morti qui raccontate sono rimaste impunite. Attraverso la voce di chi le ha conosciute e ha condiviso quella stagione di militanza politica, il volume ricostruisce le storie di Giuseppe Pinelli, Franco Serantini, Mario Lupo, Roberto Franceschi, Tonino Micciché, Piero Bruno, Francesco Lorusso, Walter Rossi, Fausto e Iaio, uccisi dalle forze di polizia nel corso di manifestazioni o vittime di agguati fascisti."La mancanza di certezze giudiziarie su quelle morti - scrive Giovanni De Luna nell'introduzione - equivale alla sparizione dei corpi, all'assenza di una tomba".Guarda la seconda parte

Visita: www.associazionebraghin.org