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Baghdad - 2003 di Dario Bellini

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Sulla canzone “Baghdad” di Ilham Al Madfai, i tre minuti finali del documentario “Baghdad” girato interamente a Marzo/Aprile del 2003, nei primi due mesi della occupazione militare dell'Iraq. Nel video di quei giorni scene di vita comune, la sofferenza e i sorrisi baghdadi; sul Tigri il palazzo presidenziale bombardato; la fuga dalla città; i feriti all'ospedale; la nascita di Maya. Le immagini (tra gli altri) sono di Guido Cravero e di Tiago Ferreira (la nascita di Maya). L’intero documentario è stato presentato al FilMed Festival di Roma nel 2003 e trasmesso negli USA da Deep Dish Television nel 2004. È stato anche proiettato al Whitney Museum e al MOMA PS4 di NY. Ha ricevuto un premio speciale della giuria al Festival “Hai visto mai” di Siena nel 2005.

Qui di seguito il testo della canzone:
“BAGHDAD” di Ilham Al Madfai
Stendi il tappeto e riempi i miei bicchieri
Dimentica la colpa, metto da parte il rimprovero
I tuoi occhi, Baghdad, da quando ero bambino
Come due soli che dormono nei miei occhi
Non negare il mio volto, sei la mia amata
Sei le rose sulla mia tavola e il mio bicchiere di vino
Baghdad, vengo da te come una nave stanca
Nascondo le mie ferite sotto i vestiti
Volato giù a terra come un uccello verso suo nido
All’alba è il matrimonio di Adnan e Kabbabi
Baghdad sei volata sulle ali di una veste di seta
Mi sono fatto strada sulle trecce Zainab e Rabab
Cosa devo dire di te nei libri della passione?
Non basteranno mille libri per raccontare il mio amore.

Ilham Al Madfai, chitarrista, cantante e compositore è uno dei musicisti iracheni più conosciuti. inizia della sua carriera negli anni '60 come musicista "pop" iracheno con la band dei Twisters che per primi interpretavano la musica araba con strumenti moderni come chitarra, batteria, basso e pianoforte. Oggi vive tra Baghdad e Amman, nel 2020 ha fatto diverse tournée in Inghilterra, Francia, Germania, Italia e paesi del Golfo. “Abbiamo tutti lasciato il nostro Paese per una serie di motivi. È vero che vivo in Giordania, ma rimango un iracheno legato in tutto e per tutto alla mia terra natale. Il mio cuore è sempre lì al Cafè Al-Zahawi”, all'angolo della famosa Moutanabi Street, la via dei librai di Baghdad dove ogni venerdì davanti alle librerie si vendono libri in strada.

3 commenti


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21 Gennaio 2023
21:29

la vita combatte tanta, troppa morte e distruzione...

Teresa

20 Gennaio 2023
09:45

La vita è più forte di tutto. Grazie Dario.

Rocco

17 Gennaio 2023
13:39

Bello, nonostante la guerra la vita continua. Grazie Dario

Tom