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Sulle strade di Gino

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Arcoiris - TV
un film di: Tommaso D'Elia Ugo Adilardi Elena Caronia Simone Pallicca Daniela Preziosi
regia: Tommaso D'Elia
fotografia: Ugo Adilardi Elena Caronia Tommaso D'Elia
montaggio: Simone Pallicca
prodotto da Arcoiris.tv

Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti ma se siamo stati credibili
Il documentario "Sulle strade di Gino" parte dalle parole di Luigi Ciotti, amico e compagno di strada del fondatore di Emergency. Sarajevo sotto le bombe, l' Afghanistan in guerra. Proprio lì, nel pieno del conflitto, Gino capisce che c’è una guerra anche nel suo paese. E decide di aprire presidi nei luoghi di frontiera italiani. Percorriamo 8.700 chilometri  guidati da medici e volontari che cercano, tra gli ultimi della terra, chi ha bisogno di cure e non può permettersele, chi ha bisogno di aiuto. Da Mestre a Castelvolturno, dall’ospedale fantasma calabrese di Cariati, alla Riace di Mimmo Lucano, a Ragusa. E fra i migranti dimenticati di sempre appaiono tragicamente i "nuovi" profughi, in fuga dall’Ucraina, e da una ennesima nuova guerra.

Visita: www.emergency.it

34 commenti


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20 Maggio 2022
15:24

Un film di luce umana che da' speranza e mostra la strada per migliorare la vita di tutti. Di chi da e di chi riceve. Bravo Tommaso sempre di più sai svegliare il cuore di tutti con tocco leggero grazie Gaia

Gaia Ceriana

19 Maggio 2022
19:36

Questo film va dritto al cuore ed è talmente denso di contenuti che dovrebbe essere proiettato nelle scuole. Uno dei concetti forti nei miei anni '70 era il concetto di internazionalismo. Oggi è diventato utopia. Sparita l'dea di internazionalismo trionfa il nazionalismo ed eccoci alle soglie di una guerra che rischia di diventare ancor più devastante di tutte le altre. Il pensiero unico denigra chi non è d'accordo con le armi e mi chiedo: i media (meno Avvenire e Il Fatto Quotidiano) che non danno spazio alle parole di Papa Francesco:"Tacciano le armi! Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza", come tratterebbero Gino Strada, se lui fosse ancora qui?

Chantal

19 Maggio 2022
12:20

Bellissimo Tom complimenti!!! Molto commovente, riprese ottime, appropriato al momento terribile che stiamo vivendo.

Vitta

19 Maggio 2022
08:16

Coinvolgente ed è sconvolgente quanto oblio possono comunicare le fonti ufficiali che dovrebbero informarci. Grazie per questo sapere.

Anna Rita

17 Maggio 2022
19:18

Come sempre bellissimo documento, regia, contributi e scelte musicali eccellenti per rendere il giusto omaggio ad un eroe moderno.

massimo

17 Maggio 2022
01:12

Molto bello, regia, montaggio, scelta delle musiche. interessante per chi conosceva Gino Strada e per chi non lo conosceva e non sapeva il grande lavoro umanitario da lui avviato e proseguito da persone dedicate alla "emergenza" dei poveri. Bravi.

paolopaci

16 Maggio 2022
21:11

Gino Strada , un grande uomo che con il suo impegno ha dimostrato che si possono raggiungere obiettivi che sembrano irraggiungibili . L'utopia con lui è diventata realtà!Il documentario è molto interessante ,lui sarebbe felice del vostro lavoro così accurato e attento alla realtà di tutti i territori che vivono nel disagio e nella totale disumanità, ignorati dallo Stato.

Marilida

16 Maggio 2022
17:15

Medico combattente, Gino ha doppiato la sua vita umanitaria con quella di un instancabile combattente pacifista: uno che, oltre a curare gli orrori della guerra, ha continuato a ripetere che la guerra è una merda, che il 90% delle vittime degli ultimi conflitti sono i civili più deboli e indifesi. Per cui non ha senso parlare di ricerca delle prove dei crimini di guerra e contro l'umanità: è la guerra stessa, tutte le guerre, che è un crimine e un reato, il peggiore dei reati. "La guerra è come il cancro: - dice - deprime l'umanità e crea montagne di vittime". Questa la prima lezione che si impara ripercorrendo le strade di Gino: il suo pacifismo implacabile, sempre e comunque, contro tutte le guerre. L'altra lezione è quella del fare. Senza lasciarsi annientare dalle chiacchiere ("Indagare se la Libia è un porto sicuro è come indagare se l'acqua è bagnata!") o dalla burocrazia ("E' più facile aprire un reparto di cardiochirurgia in Sudan che un letto d'ospedale in Italia"). E in questo il film di Tommy e degli altri giornalisti e filmaker è davvero esemplare: la sua capacità di esserci sempre, esattamente laddove bisogna essere. Nei massacri del Ruanda e Sarajevo come tra i dannati della terra del nostro Meridione. Perché, come cantano gli 'A67, "i veri morti non sono quelli cui hanno sparato, ma quelli che sono spenti dentro da una vita che li ha uccisi prima e poi li ha dimenticati". Grazie a tutta la banda di opponiamoci. Dateje! gdomenico

Giandomenico Curi

16 Maggio 2022
16:40

Fondamentale ricordare chi la guerra l'ha conosciuta da vicino e proprio perciò l'ha sempre rifiutata: voglio immaginare che questo racconto possa essere visto da chi considera i pacifisti adolescenti in fuga dalla realtà. Il film è bello, intenso, talvolta commovente ma sempre lucido e soprattutto fa pensare che tutto diventa possibile quando si ha a cuore la dignità di ogni persona, qualsiasi parte del mondo gli sia stata designata. Grazie

paola morico

16 Maggio 2022
16:38

Bel documentario, bravi.

Alberto