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Tutti i filmati di Alessandro Barbero

Totale: 24

Studi Danteschi

Dare notizie utili e nuove, desunte dalle fonti prime; togliere errori di fatto e d'apprezzamento, risalendo, attraverso i copiaticci, ai documenti originali; combattere pregiudizi tradizionali, ritornando alla parola di Dante rettamente interpretata col sentimento storico dei tempi, con la visione compiuta di ciò che fu nel pensiero e nell'anima di lui nei vari momenti della sua vita; contribuire con nuove e più profonde indagini a una illustrazione più sicura e precisa della vita e delle opere del grande autore... far conoscere della letteratura dantesca dei secoli scorsi quello che meriti diffusione e giovi a mettere lo studioso di Dante in condizione di adempiere meglio il suo ufficio, questa è la missione degli gli Studi Danteschi. (Conferenza Ottobre 2020)

Salvemini tra medievistica e meridionalismo

Salvemini Sostenne per tutta la vita la centralità della Questione Meridionale, in tenace contrapposizione con il liberismo allora imperante, che aveva determinato, accrescendolo di giorno in giorno, l’odioso distacco civile ed economico tra nord e sud del Paese. Vide nel progettato suffragio universale uno degli strumenti per collegare le lotte operaie del Nord con l’esigenza di riscatto dei contadini meridionali, succubi dei clericali e dei latifondisti. (Conferenza Dicembre 2019)

L'invasione dei Goti

I Goti (in latino Gothones) furono una federazione di tribù germaniche orientali che invase l'Europa centro-meridionale nell'ultimo periodo dell'Impero romano d'Occidente. Secondo le loro stesse tradizioni, queste tribù erano originarie dell'isola di Gotland e della regione di Götaland in Svezia. A ondate sbarcarono sulle coste del Mar Baltico e da qui si spinsero a sud imponendosi sulle popolazioni che trovarono sul loro cammino. Due tribù strettamente apparentate, i Gutar e i Götar, che rimasero in Scandinavia, sono anche annoverate fra i Goti con i nomi, rispettivamente, di Gotlandi e Geati. (Conferenza Marzo 2018)

Sei storie medioevali

Fra' Salimbene da Parma, il francescano che ha conosciuto papi e imperatori, vescovi e predicatori, e su ognuno ha da raccontare aneddoti, maldicenze e pettegolezzi; Dino Compagni, il mercante di Firenze che ha vissuto in prima persona i sussulti politici d'un comune lacerato dai conflitti al tempo di Dante; Jean de Joinville, il nobile cavaliere che ha accompagnato Luigi il Santo alla crociata, testimone imperturbabile di sacrifici, eroismi e vigliaccherie; Caterina da Siena, che parlava con Dio e le cui lettere infuocate facevano tremare papi e cardinali; Christine de Pizan (si chiamava in realtà Cristina da Pizzano), la prima donna che ha concepito se stessa come scrittrice di professione, si è guadagnata da vivere ed è diventata famosa scrivendo libri; Giovanna d'Arco, che comandò un esercito vestita da uomo e pagò con la vita quella sfida alle regole del suo tempo. (Conferenza Marzo 2015).

Il posto del Piemonte

Gira per internet una tenacissima voce secondo cui, al momento dell’unificazione dell’Italia, il Sud dei Borboni sarebbe stato più ricco e sviluppato del Nord e che sarebbe diventato povero perché rapinato dal Nord dopo l’unità. Ma è andata davvero cosi? (Conferenza Maggio 2017)

Voci della Storia

Il nuovo giorno è sorto da poco quando, nelle acque di Lepanto, un porto ionico all’ingresso del golfo di Corinto, ha inizio una delle più grandi battaglie navali che la storia ricordi. A fronteggiarsi sono la flotta dell’impero ottomano e quella delle maggiori potenze cristiane, federate nella Lega Santa voluta da papa Pio V. Lo scontro rappresenta l’estremo tentativo da parte del mondo cristiano di arginare l’espansione turca. La battaglia vedrà la schiacciante vittoria delle potenze cristiane. Ma il prezzo delle vite umane sarà elevatissimo da entrambe le parti: duecentomila morti tra i turchi e ottantamila fra i cristiani. (Conferenza 2014)

Crociate e Jihad

L' avventura di quei cristiani che hanno accettato l'appello del papa, sentendone il fascino, e si sono messi in gioco, facendo cose che oggi ci sembrano assai discutibili e che invece a loro sembravano sacrosante. Il fatto è che i musulmani non sono rimasti inerti quando un'orda di barbari sanguinari venuti da chissà dove, per di più miscredenti, è entrata in terra islamica seminando distruzione." Le Crociate, raccontate in modo diretto e brillante da Barbero, sono tremende esplosioni di violenza, forma sui generis di pellegrinaggio, valvola di sfogo per una Europa sovraffollata; ma sono anche il momento in cui due mondi rivali, che non sanno di avere profonde radici comuni, si incontrano e si descrivono a vicenda. (Conferenza Gennaio 2017)

Brigantaggio

Con brigantaggio post-unitario italiano, nel linguaggio storiografico o risorgimentale si identifica una forma di brigantaggio, spesso associato a fenomeni di banditismo armato ed organizzato, un tempo attivo nei territori del Mezzogiorno italiano precedentemente amministrati dal Regno delle due Sicilie. Benché fosse già presente negli Stati italiani preunitari, il brigantaggio meridionale assunse connotati tipici durante il Risorgimento, in special modo in seguito alla realizzazione dell' Unità d'Italia. (Conferenza Maggio 2013)

Divina Commedia

Il titolo originale, con cui lo stesso autore designa il suo poema, fu Comedia; e così è intitolata anche l'editio princeps del 1472. L'aggettivo «Divina» le fu attribuito dal Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante, scritto fra il 1357 e il 1362 e stampato nel 1477. Ma è nella prestigiosa edizione giolitina, a cura di Ludovico Dolce e stampata da Gabriele Giolito de' Ferrari nel 1555, che la Commedia di Dante viene per la prima volta intitolata come da allora fu sempre conosciuta, ovvero "La Divina Comedia". Composta secondo i critici tra il 1304/07 e il 1321, anni del suo esilio in Lunigiana e Romagna, la Commedia è il capolavoro di Dante ed è universalmente ritenuta una delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale, tanto da essere conosciuta e studiata in tutto il mondo. (Conferenza Ottobre 2018)

Il Vincitore

Costantino è il primo imperatore cristiano. È il sovrano che si è convertito prima della battaglia di Ponte Milvio, dopo aver visto in cielo la croce con la scritta In hoc signo vinces, e che ha messo fine alle persecuzioni, concedendo libertà di culto ai cristiani. Ma cosa sappiamo realmente di lui? In passato la storiografia diffidava di Costantino, giudicandolo un cinico politicante guidato da calcoli elettorali. Ma dall'ultimo dopoguerra fra gli storici si è diffuso un clima di ammirazione e di ossequio verso il protagonista di quella che molti ritengono la più grande svolta storica mai avvenuta. Alessandro Barbero ci dice che è impossibile ricostruire con certezza il personaggio di Costantino e che la storiografia recente dà prova di un'inquietante mancanza di spirito critico, sia nei toni celebrativi con cui presenta la figura dell'imperatore, sia nell'ingenuità con cui accetta come autentiche, fonti che meriterebbero un approccio ben più scettico e che, in realtà, se prese alla lettera, lungi dal giovare alla sua immagine, dipingerebbero il profilo poco edificante di un tiranno disturbato. (Conferenza Marzo 2017)