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Categoria: PACE - CONFLITTI - GUERRE

Totale: 242

NEOTOPIA - La Nonviolenza di Gandhi per la democrazia partecipata oggi

Sessant'anni fa, attorno alle cinque pomeridiane del 30 Gennaio 1948, nel giardino di casa Birla dove ogni giorno teneva i suoi incontri di preghiera aperti atutte le religioni, Mohandas Karamchand Gandhi, il Mahatma, veniva assassinato da un fanatico indù. Motivo di tanto odio l'amore incondizionato, e il profondo senso di giustizia ed equanimità che Gandhi dimostrava nei confronti dei musulmani; troppo amore, dunque, la sua colpa agli occhi dei fanatici intolleranti.
Per questa assurda ragione il mondo fu privato della guida dell'uomo di cui Albert Einstein avrebbe detto: "Le generazioni a venire difficilmente potranno credere che un uomo simile abbia camminato in carne e ossa sulla Terra". E' probabilmente vero che Gandhi, come egli stesso affermò più volte, non abbia inventato nulla di nuovo: la Verità e la Nonviolenza, soleva dire, sono antiche come le montagne. Ma oggi più che mai è chiaro al mondo che la sua lettura in chiave spirituale dei nodi politici, economici e sociali che affliggono la società moderna rimane di straordinarie attualità e utilità. Questo convegnosi pone dunque come momento di confronto e progettualità per il risveglio di una coscienza spirituale, etica e sociale che favorisca la conversione delle odierne società strutturalmente violente in comunità nonviolente basate sui valori da sempre insegnati dai Maestri spirituale dell'umanità.

Intervengono: Padre Anthony Elenjimittam, monaco domenicano e discepolo diretto del Mahatma Gandhi, fondatore della Missione Sat-Chit-Ananda di Assisiper il dialogo interreligioso;
Federico Fioretto, ricercatore, vicepresidente dell'Associazione Ariel, Gazzola (PC);
Daniele Novara, direttore Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti, Piacenza;
Giovanni Salio, presidente Centro Studi Sereno Regis, Torino, membro del MIR - Movimento Nonviolento e della rete Transcend;
Gaetano Rizzuto, giornalista e direttore del quotidiano piacentino Libertà.

Produzione: Arcoiris Piacenza

Visita il sito: www.latanadelsatyro.blogspot.com

Chiudere Guantanamo, ora!

Mobilitazione di Amnesty International a Bologna L'11 gennaio 2008,in occasione del sesto anniversario del primo trasferimento al centro di detenzione a Guantànamo Bay , Amnesty International ,attraverso migliaia di soci e simpatizzanti ha proposto una grande serie di iniziative in tutto il mondo per chiedere la chiusura di Guantànamo,
presentando al Congresso degli Stati Uniti, all' Amministrazione e ai candidati alla presidenza USA una dichiarazione,
forte del sostegno di 1200 parlamentari di tutto il mondo (Bahrein, Germania, Giappone, Isreaele, Italia e Regno Unito tra gli altri).La guerra al terrore che ha avuto inizio dopo l' 11 settembre 2001, portata avanti dagli Stati Uniti e dai loro più stretti alleati ,
ha posto come scopo principale la sicurezza globale , ponendo gravi deroghe ai diritti umani e alle libertà individuali, con la deportazionedi prigionieri nella base di Guantànamo , senza formali incriminazioni o processi giudiziari che indichino le loro responsabilità ,
ma la prigione situata a Cuba rappresenta solo la punta dell' iceberg:attorno ad esse ruota il sistema delle extraordinary renditions (che in Italia conosciamo per il caso di Abu Omar e per quello del cittadinoitaliano Abou Elkassim Britel), ovvero un sistema di sparizioni forzate, oltre al programma di detenzioni e carceri segrete.In occasione della mobilitazione , con relativa raccolta di firme per "Chiudere Guantànamo ora!" svolta dalla sezione bolognese di Amnesty International,sabato 12 gennaio in Piazza Maggiore abbiamo documentato l' evento e intervistato Barbare Golluscio, referente dell' iniziativa per Amnesty Bologna.
Produzione:
Arcoiris Bologna

Intervista: Angelo Boccato
Riprese e montaggio: Francesca PiattiVisita il sito: www.mediconadir.it
approfondisci su:
www.amnestybologna.it


www.amnestybologna.it


www.giustiziaperkassim.net


www.latanadelsatyro.blogspot.com

Incontri-scontri: la Moschea a Bologna

N.A.Di.R. informa: la redazione di Bologna di Arcoiris Tv dopo avere assistito alle Assemblee organizzate in zona San Donato (Bo)sulla questione della costruzione della Moschea a Bologna, dopo avere intervistato alcuni cittadini... tra i quali p. Ottavio Raimondo, Direttore dellaEMI, non può esimersi dal proporrre una sintesi della situazione in atto cercando, come d'uso, di mantenersi adesa all'integrità dei messaggi.La richiesta della Comunità Islamica della nostra città di potere godere di un luogo di culto adeguato alle necessità ha fatto emergere quella pauraparalizzante e fautrice di pregiudizio che purtroppo pare imperare sul territorio. Cercare e trovare una sola verità è difficilissimo, fermarsi alsentito dire è mortifero, spargere menzogne per fare propaganda è criminale e si trasforma in un bieco attacco all'inerme cittadinanza.Nel rispetto dei cittadini tutti, cercando di comprendere le loro paure come i loro desideri, nel servizio che vi proponiamo cerchiamo di mettere a confrontoi diversi punti di vista senza, per questo, volere sostenere con faziosità l'una o l'altra opinione, in quanto l'obiettivo comune vuole essere sicuramente pertutti quello di viverci una città in pace e serenità.
Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it

Cominciamo da qui cominciamo da noi

Il Comitato reggiano incontra Lisa Clark
coordinatrice nazionale Comitato ''Un Futuro Senza Atomiche''
presso la sala ''Europa'' dell'auditorium della Cisl
La messa al bando di tutte le armi nucleari è un'aspirazione condivisa da tutta l'umanità.
Per questo lanciamo una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare,affinchè si dichiari l'Italia ''Paese libero da armi nucleari''
e cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche, come Austria, enella buona compagnia di tutti gli stati dell'America centro-meridionale, dell'Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico
Visita il sito: www.unfuturosenzatomiche.org

Un futuro senza atomiche

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un'aspirazione condivisa da tutta l'umanità.
Per questo lanciamo una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare,affinchè si dichiari l'Italia ''Paese libero da armi nucleari''
e cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche, come Austria, enella buona compagnia di tutti gli stati dell'America centro-meridionale, dell'Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico
50.000 il numero minimo di firme da raccogliere per far discutere il testo in Parlamento
1975 anno di ratifica da parte dell'Italia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare
90 le testate nucleari di tipo B-61 presenti nel suolo italianonei siti di Ghedi e di Aviano
53 leorganizzazioni(reti, associazioni, media) che promuovono l'iniziativa di legge popolare
Visita il sito: www.unfuturosenzatomiche.org

Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica

Dal 1945 ad oggi, dopo Hiroshima e Nagasaki, abbiamo rimosso il nucleare.
Viviamo come se non esistesse.
Ti proponiamo un percorso per prenderne coscienza ed impegnarti come ha fatto Sadako Sasaki, morta a 12 anni per effetto delle radiazioni dellabomba di Hiroshima.
Il documentario si articola in cinque capitoli:
1 - L'esplosione: l'atomica in carne viva.
2 - La vertigine: la diffusione dell'atomica.
3 - La coscienza: l'umanità si attrezza contro l'atomica.
4 - L'alibi: l'atomica per l'alleanza.
5 - La scelta: siamo tutti Sadako
Una proposta dell'associazione Beati i Costruttori di Pace
Per acquistare una copia di questo DVD scrivi a: segreteria@beati.org
Visita il sito: www.beati.org

Conferenza stampa ''un futuro senza atomiche'' - coordinamento modenese

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un'aspirazione condivisa da tutta l'umanità.
A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l'ammodernamento deipropri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale.
In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l'Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi(art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l'Italia le deve rifiutare.Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure.
I negoziati internazionali per liberare l'umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessunaltro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l'impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmonucleare totale e globale.
Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.
Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d'iniziativa popolare. Affinché si dichiari l'Italia "Paese Libero da Armi Nucleari". Diventeremo, come l'Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buonacompagnia di tutti gli Stati dell'America centro-meridionale, dell'Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico.E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.
Aderiscono al coordinamento modenese:
Acli, Amnesty International, Arci,
Arcoiris TV, Associazione per la Pace, Casa per la Pace,
Fiom-Cgil, Gavci, Greenpeace,
Legambiente, Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie, Pax Christi,
Rete Lilliput, Udi.
Visita il sito: www.unfuturosenzatomiche.org

Spot Pro Birmania

Uno spot realizzato da Articolo 21 con alcuni testimonial che hanno prestato gratuitamente la loro immagine a difesa del popolo birmano.I testimonial sono Don Luigi Ciotti, Carla Fracci, Rula Jebreal, Marco Tardelli, Simone Cristicchi, Giuliano Montaldo e Duilio Giammaria.
Visita il sito: www.articolo21.info

Visita il sito: www.articolo21.info

Rifugiati

N.A.Di.R. informa il filmato proposto si riferisce ai rifugiati dei Paesi vittime del conflitto Centroamericano. A sostegno delle immagini dellevittime del conflitto che insanguinò il Centramerica negli anni '80 le testimonianze dei protagonisti, di grandi intellettuali, tra i quali spicca lo scrittoreuruguayano Edoardo Galeano.
Il materiale ci è stato gentilmente concesso a titolo gratuito da Claudio Coronati
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2 Ottobre giornata mondiale della nonviolenza

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, "Giornata Mondiale della Nonviolenza" invitando Stati, personalità ed associazioni a celebrarne la ricorrenza.
Nella crisi globale che sta attraversando l'umanità, la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra viad'uscita per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità e realizzare un mondo senza violenza. La nonviolenza è un percorso intenzionale, che richiede un profondo cambiamento personale, la riconciliazione con se stessi e con gli altri, imparando a trattare gli altri come si vorrebbe esseretrattati. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti, nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione. Il cammino della nonviolenza è stato indicato da due grandi guide, Gandhi e Martin Luther King e prosegue oggi con la figura di Silo, ispiratore delNuovo Umanesimo Universalista.
La Giornata Mondiale per la Nonviolenza può essere un segnale lanciato da tutte le organizzazioni e i singoli individui che hanno a cuore il futuro dell'umanità per dare il via ad azioni concrete e non puramente formali.
Il 2 ottobre sono previste centinaia di iniziative, realizzate dagli umanisti in tutto il mondo insieme ad altre forze e personalità. In alcuni paesi - Francia, Ungheria, Olanda, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Grecia, Italia, Cile, Argentina, Senegal e Costa d'Avorio - la Giornata della Nonviolenza sarà celebrata insieme ai rappresentanti dell'ambasciata indiana, per rendere omaggio alla figura ispiratrice di Gandhie ai rappresentanti della Bolivia, il cui presidente Evo Morales sta facendo del ripudio della violenza la base della sua politica.

Visita il sito: www.silo.ws