Giuseppina è una donna cresciuta tra le montagne, totalmente scollegata dal mondo esterno.
Siamo in Val Seriana, non c'è una strada che porta direttamente alla sua antica casa di pietra, non ha telefono, radio, tv. La contattiamo grazie ad alcuni abitanti della zona.
"Come mai così lontano?" ci chiede colpita dalla distanza che abbiamo percorso per incontrarla.
Da subito entriamo in un mondo estraneo a quello moderno, un mondo semplice, autentico, duro. In casa non c'è una cucina, un piano cottura, solo un camino che scalda la stanza dove si mangia. La camera da letto, come il resto della casa, non è riscaldato. Nelle fredde notti invernali ci spiega che le basta aggiungere coperte per stare al caldo, è arrivata addirittura a sedici.
Trascorre tutta la giornata all'esterno, lavora sempre, dal mattino alla sera, da quando è bambina. Nella vita, in effetti, non ha fatto altro. Osservarla spaccare la legna, recuperare i tronchi dal bosco, prendersi cura delle mucche, raccogliere le foglie secche con una antica gerla, sono momenti di vita quotidiana che non ci lasciano indifferenti. Siamo profondamente colpiti dalla forza di volontà e dall'indipendenza di una donna che vive in un'altra epoca, che quando osserva la città a valle di sente persa, e si ritrova nell'essenzialità di una vita antica, difficile e vera.
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