Esperimenti su esseri umani, armi biologiche e un silenzio durato decenni.
La storia dell’Unità 731 è una delle pagine più oscure e rimosse della Seconda Guerra Mondiale.
Dal 1938 al 1945 nella Manciuria occupata i giapponesi condussero esperimenti proibiti. All'interno di una struttura nei sobborghi della città di Harbin l'esercito imperiale nipponico affidò una missione segreta al tenente generale Shiro Ishii e ai suoi sottoposti: studiare e realizzare le peggiori armi chimiche e batteriologiche mai viste prima. L'Unità 731, questo il nome in codice del reparto, si rese protagonista di mostruosità contro civili inermi e prigionieri di guerra, in un distorto concetto di liceità della condotta bellica. Le risultanze delle ricerche dell'equipe di Ishii furono sfruttate nel Dopoguerra senza che le vittime dell'Unità 731 ricevessero mai giustizia.