Il 12 dicembre 1937 la cannoniera americana USS Panay viene attaccata dagli aerei giapponesi sul fiume Yangtze, mentre evacua civili da Nanchino in fiamme. Tokyo parla di “errore”, paga un risarcimento e chiude il caso. Ma fu davvero un incidente? O il primo segnale della volontà nipponica di sfidare anche le potenze neutrali?
Nanchino, 12 dicembre 1937. Mentre le forze imperiali giapponesi stanno per entrare nella capitale, sullo Yangtze alcune navi fluviali stanno evacuando i cittadini stranieri e i dipendenti cinesi delle grandi compagnie petrolifere. A guidare la flottiglia è la "USS Panay", una cannoniera leggera che mostra la bandiera statunitense persino sui teloni di copertura dei ponti. Improvvisamente gli aerei della Marina nipponica prendono di mira le navi e le attaccano, colpendole e affondando la "Panay", provocando la morte tra gli altri del giornalista italiano Sandro Sandri. L'azione viene gabellata dai giapponesi come fortuita e viene pagato un risarcimento alle vittime. Ma si trattò davvero di un incidente? O fu soltanto un esempio della volontà nipponica di imporre con la forza il proprio dominio anche a scapito di Paesi neutrali, in una sorta di prova generale?