A Gaza si combatte un’altra battaglia, lontano dal fronte: quella di ritrovare i dispersi e identificare i morti. I cadaveri non identificati di migliaia di palestinesi vengono sepolti in fosse comuni, contrassegnati da un numero, nel “cimitero degli sconosciuti” di Deir al-Balah. Le famiglie cercano di restituire un’identità ai propri cari. In mancanza di mezzi, tutto si basa sul riconoscimento visivo: un capo d’abbigliamento, una ciocca di capelli, resti di corpi, ossa… L'ONU stima che quasi 11.000 palestinesi siano ancora dispersi. Chi rifiuta l’anonimato della morte compie un atto di resistenza e di memoria nel cuore dell’orrore.
Visita: www.arte.tv