La lezione odierna verte sul lato più pericoloso delle conferenze di pace. Versailles (1919), Washington (1921-22) e Monaco (1938) dovevano creare un mondo più giusto, più pacifico e con nuovi equilibri. Alla fine, ogni conferenza pose più o meno involontariamente le basi per nuovi conflitti. A Versailles, le necessità francesi di risanare la nazione dilaniata dai danni inflitti dall'esercito imperiale tedesco sfociarono in umilianti condizioni a carico della Germania sconfitta, agevolando l'opera degli agitatori come Hitler. A Washington, la necessità di limitare la corsa agli armamenti navali ridisegnò equilibri tali da scontentare alcuni attori e da scatenare gli appetiti giapponesi oltre alla rivalità franco-italiana. Infine a Monaco gli Alleato occidentali preferirono accontentare gli appetiti territoriali di Hitler nella speranza di evitare una nuova guerra, riuscendo soltanto a rafforzare le posizioni dei dittatori tedesco e italiano scontentando al contempo sia la Cecoslovacchia che l'Unione Sovietica.