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Terzo classificato con 325 voti al concorso on-line di Collecchio Film Festival - Premio Arcoiris
B Same
Autori:
Antonio Giuseppe Valenti
www.antoniogiuseppevalenti.it
Visita il sito: www.collecchiovideofilm.it

13 commenti


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6 Settembre 2006
18:09

b same?? Ostenta quella mancata rivalsa che, in fondo, i "burattini in carne ed ossa", perennemente in lotta, cercano nella vita. Inquietante!

Luca P.

1 Settembre 2006
10:42

Caro Antonio, non sono certo in grado di poter esprimere un giudizio critico su questo tuo lavoro. Ti assicuro, comunque, che il cortometraggio che ho attentamente .... gustato, riesce ad attrarre inequivocabilmente l'attenzione di chi lo osserva con gli occhi attenti .... dell'animo! Bravo! In bocca al lupo per i prossimi progetti.

Gianni Petitta

10 Agosto 2006
16:59

Complimenti Antonio! Abbiamo saputo del 1° posto alla Retrospettiva Sys 2006... fantastico! Un riconoscimento che b same senz'altro si è meritato: la ricerca nel linguaggio, il ritmo coinvolgente, l'inquietudine... che dire? Continua così!

Anna

10 Agosto 2006
12:04

Be same - Forse l?umanità non ha ben interpretato il proprio ruolo. Quello di Antonio Valenti è impersonare lo stupefatto testimone che si accorge della imperdonabile mancanza nei confronti della vita da parte della coscienza che, impigrita di fronte all?ardua ascesa verso il sublime, banalizza la vita della razza umana con una guerra continua, combattuta in nome della superficialità. Antonio ci dice: coraggio, ce la possiamo ancora fare.

Gaetano Di Giorgio

7 Agosto 2006
17:35

caro antonio, è bello sulla fiducia. Ad maiora!

tino

5 Agosto 2006
19:31

b same di corto ha solo la durata. Ciò che esso esprime oltrepassa i limiti dell'immaginazione, spingendoti alla riflessione e, quindi, alla scoperta di quei valori che di solito si disperdono nella prolissità del messaggio. I tuoi pupazzi e marionette parlano al cuore e lasciano il segno.

Nino

4 Agosto 2006
20:36

Caro Antonio Giuseppe, sono lieto che un provetto burattinaio come lei abbia apprezzato il teatrino in cui ho fatto prendere forma alla mia piccola storia. Mi sento per questo obbligato - e in parte onorato - a ricambiare il suo attento giudizio sulla mia opera. Entrambi, in qualche maniera, siamo dei cantastorie, dei bugiardi, degli imbonitori senza pietà. E se facciamo tutto questo è perchè infondo ci piace raccontare, metterci in mostra, pavoneggiarci. E nel farlo ricorriamo molto spesso a tecniche spettacolari, alte, ma al tempo stesso così vicine alla nostra sensibilità. L'uso che lei fa della luce nel suo conrtometraggio è davvero ammirevole: i tagli, le intensità, le variazioni cromatiche... meravigliose! Nulla è casuale... tutto è affidato al ritmo della musica di fondo, alla libertà narrativa che è tipica solo di certe forme di racconto (come il flusso di coscienza)... dopotutto solo l'universalità di una storia può permetterci di trasgredire le regole che ne stanno alla base! E lei c'è riuscito... e in qualche modo anch'io! Scusi la confidenza un po' spudorata, ma l'affinità intellettuale e artistica è cosa assai rara! I nostri cortometraggi esaltano il fascino paonesco e seducente della finzione, dell'inganno, della mascherata. Le auguro buona fortuna e buon lavoro, Giuseppe G. Stasi

giuseppe g. stasi

4 Agosto 2006
20:11

Probabilmente il mio commento non può dirsi genuinamente obiettivo (per il semplice fatto di essere stata l'aiuto regista in b same), ma desidero ugualmente esprimere il mio più intenso sentimento: esso mi ha costantemente accompagnata tanto durante le riprese, nel semibuio della location, quanto durante la visione del finito. Una pena latente, nell'inevitabile processo di mia immedesimazione con la parte debole (Pinocchio), classicamente in attesa di riscossa. Ti rimprovero soltanto una cosa: di avere girato il finale senza di me. Perdonato: sei il mio CLIMAX.

Marisa Mangano

4 Agosto 2006
16:27

Gentile intervenuto, ringraziandoti per la passione del tuo commento, sono lieto di informarti che b same (che mi piace pensare sia stato votato dai frequentatori del mio PsychoCinema) è, tra l'altro, opera finalista alla Biennale Adriatica di Arti Nuove - Premio Internazionale di Videoarte, nonchè alla Rassegna Retrospettiva Sys - Shorts with Music Around. Colgo l'occasione per invitarLa alle relative proiezioni, che avranno luogo, nel cporrente mese di agosto, nelle rispettive sedi di programmazione. Cordialmente.

Antonio Giuseppe Valenti

3 Agosto 2006
18:47

Bello, veramente bello! Complimenti, Antonio, mi hai stupita! Sebbene penalizzato dalla bassa risoluzione che è possibile visualizzare in fase di streaming e/o download (ho provato entrambi), mi è parso subito innovativo: non sono un'addetta ai lavori, ma non ho mai visto utilizzare dei pupazzi in questo modo. Sebbene l'atmosfera sia un pò noir, mio figlio (che ha soli 5 anni) l'ha visto e rivisto (dopo il download)... non so cos'abbia compreso, ma mi ha chiesto: "chi si è sposato?" Credo sia sembrato più normale a lui che a me il fatto che Barbie abbia sposato Hulk... Scherzi a parte: l'atmosfera è pervasa da sentimenti struggenti, all'inizio ha l'aria di essere uno di quei filmetti del solito sfigato di turno sempre solo e senza ragazza (sebbene, conoscendoti, so che non è così!) Ma l'evoluzione è davvero geniale: il ritmo incalzante con cui si alternano i volti dei 3 protagonisti (...protagonisti???) che, al limite dello spasmo, vira nella stasi del sogno è molto ben fatto e riuscito (quel funerale al rallentatore, poi, mentre al lato scorrono le immagini col filtro rosso... a dir poco imprevedibili.) Ho provato pure a collegarmi al tuo sito www.antoniogiuseppevalenti.it: è ben costruito, se l'hai realizzato tu (come sostieni) comprendo come tu abbia fatto a partorire un'idea del genere. Un consiglio : continua così ~ AD MAIORA. Un'amica.

Oriana