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La coscienza fuori da noi. Dalla filosofia all'ingegneria, un approccio atipico alla questione della mente umana

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La coscienza scompare quando ci addormentiamo e ritorna al risveglio. La coscienza viene modificata da alcol, droghe, malattie. Detta così, è chiaro di cosa stiamo parlando. Eppure la reale natura della coscienza è uno dei temi su cui più si interroga la ricerca scientifica. La maggior parte degli studiosi è convinta che la coscienza sia il prodotto del nostro cervello, un fenomeno puramente biologico che emerge dalla complessità delle nostre sinapsi. Ma non tutti la pensano così: Riccardo Manzotti, docente di filosofia teoretica allo Iulm di Milano, da molti anni propone un approccio nuovo e controverso, ma stimolante per le sue ricadute scientifiche. La sua teoria è illustrata nel libro La mente allargata. Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa. Secondo Manzotti, bisogna fare tabula rasa delle definizioni di coscienza proposte da filosofi e neuroscienziati per accogliere l’idea che gli esseri umani siano identici agli oggetti esterni che esistono relativamente al loro corpo. Con l’autore cercheremo di capire come la sua teoria possa essere sottoposta a una verifica scientifica e perché, secondo lui, per risolvere il rebus della coscienza bisogna cominciare a pensarla in modo diverso.

Con Riccardo Manzotti - Modera Daniela Ovadia

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