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NADiRinforma incontra l'ultimo campanaro di Masera

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NADiRinforma prosegue il suo cammino tra la gente, raccontando storie che ci appartengono, facendo emergere l'essenza del nostro esserci, essendo qui ... come siamo, come stiamo e perché siamo! Siamo in provincia di Verbania, alto Piemonte ed incontriamo l'ultimo campanaro di un grazioso paesino della Val d'Ossola: Masera, considerato il Paese dei fiori, vista la splendida posizione nella quale sorge, immersa tra le sette valli dell'Ossola. Piero Cortella ci racconta la sua esperienza; il suo racconto così verace e semplicemente vero, come, forse, solo certe persone sanno essere, ci ha coinvolto e travolto facendoci respirare il sapore di tempi andati ma, fortunatamente, ancora patrimonio della nostra cultura.

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2 commenti


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16 Marzo 2010
11:17

Ammesso che si possa parlare di mestiere per le attività artistiche, purtroppo, la pratica di cui nel servizio sta andando in estinzione essenzialmente per due motivi. Il primo è riconducibile alla scarsa propensione a remunerare adeguatamente i musicisti, peggio che mai quelli che prestano servizio liturgico; in secondo luogo, l'interesse da parte dei giovani per la Cultura è fortemente diminuito e questo si ripercuote in maniera maggiore su dei settori che alcuni definirebbero di nicchia, infine, la colpevole assenza dei Conservatori, nei quali sono istituiti corsi di diploma in Strumenti a Percussione, dove le Campane non sono nemmeno menzionate. Il tutto con il risultato di affidarsi alla memoria di anziani che non sono nemmeno in grado di esprimersi in lingua Nazionale, i quali,a loro volta, hanno imparato da altri come loro, senza avere la benché minima nozione musicale o, se presente trattasi di cultura molto superficiale. Un discorso a parte merita la sostituzione del castello in legno con quello metallico e l'applicazione indiscriminata dell'automazione, con distruzione della tastiera antica: oltre ad aver irrimediabilmente danneggiato degli Strumenti musicali storici, ne è stata alterata la resa sonora, esattamente come quando, spacciandole per operazioni di restauro, si aumentano le pressioni agli Organi e, si distrugge la catenacciatura per applicare la trasmissione elettrica.

Roberto Borri

15 Marzo 2010
13:42

Complimenti vivissimi per questa documentazione, anche noi della Federazione Campanari Ambrosiani ci occuppiamo della salvaguardia dei ricordi dei vecchi campanari della Diocesi di Milano. E' sempre un gran tesoro trovare queste memorie! I migliori auguri al campanaro di Masera e al vostro ben sito.

Marvin