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Tutti i filmati di International Journalism Festival

Totale: 57

Teen news lab. Quando il giornale prende il posto del libro di testo

Come, dove, su cosa si informano gli adolescenti? Che funzione ha, dal loro punto di vista, un giornale? E a loro volta, gli adolescenti, che funzione hanno nell’informazione? Informano? Come e dove lo fanno? Può l’informazione giornalistica diventare strumento didattico? Giornalistinellerba.it è stata, a COP24, la 24esima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, l’unica testata italiana a seguire giorno dopo giorno i negoziati. È stata l’unica testata italiana presente a Katowice la sera del 15 dicembre, quando tutti i paesi del mondo hanno approvato il regolamento per l’applicazione dell’Accordo di Parigi. Buona parte dei suoi lettori sono stati gli studenti di classi secondarie di primo e secondo grado, teen agers, che hanno trasformato, in tempo reale, insieme ai loro insegnanti, reportage, interviste, analisi, articoli in argomenti di studio. Il giornalismo -in quello come in altri casi- ha sostituito i libri di testo scolastici, portando in classe aggiornamenti live sul tema che più riguarda il futuro delle giovani generazioni. Il lavoro degli inviati ha informato e messo “al lavoro” gli 8.000 studenti, giovani e giovanissimi coinvolti nel progetto Giornalisti Nell’Erba e i loro insegnanti, che ne hanno fatto laboratorio didattico.

Con: Giorgia Burzachechi (vicedirettrice Giornalisti nell'Erba), Giovanni Mazzitelli (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Walter Quattrociocchi (Università Ca' Foscari di Venezia), Ilaria Romano (Giornalisti nell'Erba)

La corruzione è un furto di futuro, un furto di democrazia. Intervista a Raffaele Cantone

Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, combatte da anni la corruzione in Italia e spiega che per colpire questo fenomeno insidioso la prevenzione è più efficace della cura. Capire quanta corruzione abbiamo di fronte è solo una parte della sfida. Le sanzioni non sono sufficienti se non vengono accompagnate da un insieme di regole che anticipino gli eventi delittuosi.

Con: Raffaele Cantone (presidente Autorità Nazionale Anticorruzione), Amalia De Simone (Corriere.it)

Cambiamento climatico: come raccontare la nuova sfida dell’adattamento

Il cambiamento climatico non è più un tema confinato alle pagine di scienza e ambiente ma la grande sfida globale dei prossimi anni nella quale si intrecciano geopolitica e finanza. L’Europa è in prima linea per ridurre le emissioni di CO2 ma con la prossima Commissione europea dovrà attuare politiche di adattamento in grado di far fronte all’impatto di temperature più alte sull’agricoltura, l’ambiente e le ricadute economico-sociali. Il workshop fornirà ai partecipanti le basi e gli strumenti per seguire i diversi piani delle politiche di adattamento che saranno implementate nei prossimi anni.

Con: Mauro Buonocore (Fondazione CMCC), Vitalba Crivello (Parlamento Europeo), Angelo Romano (Valigia Blu), Guido Romeo (giornalista e scrittore)

La fine del calcio italiano? Capire la crisi con numeri, dati e fatti concreti

Il 2018 è stato un anno epocale per il calcio italiano per via dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, celebrato dalla stampa e dagli addetti ai lavori come il segno di rinascita del nostro movimento. Ma come si può parlare di rinascita per un singolo acquisto a fronte di una estate letteralmente disastrosa per il nostro calcio? In estate abbiamo assistito a fallimenti di importanti piazze (Avellino, Bari, Modena, Reggiana, Cesena), al caso plusvalenze del Chievo che si sta trascinando da mesi con sentenze per molti incomprensibili, alla Serie B bloccata dal TAR, alle serie minori che hanno per settimane rimandato la partenza e la compilazioni dei calendari, al calcio femminile che a differenza di quello maschile da un lato andrà ai Mondiali ma che ancora non è stato promosso a calcio professionistico, al naufragio delle squadre B, alla crisi profonda e apparentemente irreversibile della Nazionale Maggiore, al passo indietro del VAR, ostaggio di un cambio di protocollo che ne ingabbia le potenzialità mostrate lo scorso anno. La stampa sportiva spesso oscilla tra toni entusiastici e catastrofici, riporta dichiarazioni e allarmi (“in Italia giocano pochi italiani”) e numeri sporadici ("guarda gli stipendi della A") che spesso sono più curiosità per appassionati che strumenti per capire a fondo il sistema.

Con: Marco Bellinazzo (Il Sole 24 Ore), Enrico Bergianti (Formicablu), Luca Marelli (ex arbitro Serie A)

In video veritas? Quattro storie di giornalismo e videomaker

GVpress è l’associazione dei giornalisti videomaker italiani. È nata con lo scopo di promuovere il riconoscimento della figura professionale del giornalista videomaker e conta attualmente 50 iscritti su tutto il territorio nazionale che lavorano per le principali testate nazionali online e televisive. Il lavoro di GVpress sarà raccontato attraverso 4 progetti video (selezionati da e tra i nostri soci). Questi video rappresentano nello specifico cosa vuol dire essere un giornalista videomaker che lavora sul campo, tutti i giorni, in totale autonomia e racconta storie di cronaca, immigrazione, del sociale, della politica/economia e lavoro. Organizzato in collaborazione con GVpress. Riconoscimento crediti formativi da parte dell’Ordine dei Giornalisti, prenotazione tramite il sito SIGEF (40 posti riservati all’Ordine).

Con: Simona Berterame (Fanpage), Fabio Butera (giornalista e film-maker freelance), Manolo Lanaro (Il Fatto Quotidiano), Antonio Nasso (video-giornalista e documentarista)

Un dibattito su giornalismo e diritti umani

Il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ha nel corso degli anni notato una generale mancanza di attenzione e di conoscenza tecnica sul tema dei diritti umani. Tali mancanze sono emerse di recente in tutta la loro ampiezza, ad esempio, in occasione delle celebrazioni per i 70 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dello scorso 10 dicembre. Al riguardo si è pensato, d’intesa con l’Associazione “Ossigeno per l’Informazione”, che si potrebbe usare il volano del Piano d’Azione Nazionale Quinquennale 2016-2021 su Impresa e Diritti Umani per favorire, su base volontaria, la formazione in questa materia del personale delle imprese che operano nel campo dei media. In effetti, tanto i giornali quanto le televisioni o le radio sono "imprese" e come tali rientrano nel campo d’azione del Piano Nazionale, nel quale, durante la revisione dello scorso anno, è stata introdotta proprio una misura ad hoc a tal fine. Naturalmente la formazione deve intendersi toccare tutti i principali aspetti dei diritti umani, a cominciare dai documenti fondanti, quali la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Con: Angelica Bonfanti (Università degli Studi di Milano), Laura Guercio (Università di Perugia), Fabrizio Petri (Ministero degli Affari Esteri), Alberto Spampinato (fondatore Ossigeno per l’Informazione)

La riforma europea sul copyright: i diritti e le libertà dei cittadini

La Riforma europea sul Copyright. I diritti e le libertà dei cittadini schiacciati tra le pressioni dell'industria del copyright e degli editori da un lato e quelle delle aziende tech dall'altro. L'uso dei filtri nella regolamentazione della rete: dalla riforma del copyright alle norme per il contrasto al terrorismo. Rischi e problemi dei sistemi di filtraggio. Una riforma delle norme europee in materia di copyright è ormai indifferibile, essendo risalenti ad un'epoca nella quale Internet era completamente diversa da come è oggi. L'evoluzione delle tecnologie digitali ha portato a un cambiamento epocale, con una distribuzione capillare dei contenuti digitali e la cancellazione dell'"utente finale" a favore di un utente "prosumer", con una rete che consente nuovi modelli di business (crowdfunding, volontariato, servizi di distribuzione e advertising, ecc...) e che stimola la partecipazione sociale e politica, alimenta il dibattito di massa, la condivisione della cultura.

Tra complessità e semplificazione: il giornalismo nell’era dell’automazione

Come cambia (anche) il giornalismo nell’era dell’automazione, della iperconnessione e del dominio del tecnologicamente controllato? Quali conoscenze e competenze sono necessarie? Come ri-definire e ripensare i percorsi formativi? Ma, soprattutto quale approccio/quali approcci adottare? La civiltà ipertecnologica sembra sempre più basarsi sulla progressiva marginalizzazione dell’Umano e dello spazio della responsabilità e le dinamiche, che caratterizzano l’ecosistema globale dell’informazione e della comunicazione, (ri)disegnano scenari e orizzonti difficilmente comprensibili e prevedibili. Contrariamente a certe narrazioni sulla trasformazione digitale, ancora poca la consapevolezza che tale processo (complesso) abbia determinato un aumento della complessità e non una semplificazione. Allo stesso tempo, ancora poca la consapevolezza che, proprio nell’era della cd. dis-intermediazione (?), ci sia un disperato bisogno di figure (preparate), processi e istituzioni che continuino a svolgere proprio quella funzione essenziale di mediazione. Il giornalismo, in tal senso, pur attraversando una fase di transizione non semplice, continua ad avere una funzione strategica proprio nel tentativo di gestire il sovraccarico informativo e la disinformazione.

Con: Piero Dominici (Università di Perugia), Anna Masera (garante del lettore La Stampa), Bruno Mastroianni (giornalista e social media manager)

Infiltrazioni della criminalità organizzata, tifoserie e copertura mediatica

Gli intrecci tra ‘ndrangheta e tifoseria calcistica sono stati al centro di una puntata di Report trasmessa lo scorso anno, che partiva dal misterioso suicidio di un tifoso juventino. L’inchiesta di Federico Ruffo, per il quale il giornalista ha subito minacce e intimidazioni, è tornata sotto i riflettori con l’arresto di un capo ultrà, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Quanto è esteso il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle curve degli stadi? Le società sportive e il giornalismo stanno sottovalutando il fenomeno? Ne parliamo con Sigfrido Ranucci e Federico Ruffo (rispettivamente conduttore e inviato di Report), la giornalista d’inchiesta Amalia De Simone e Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport.
Con: Amalia De Simone (Corriere.it), Sigfrido Ranucci (Report Rai 3 (via Skype)), Federico Ruffo (Il Posto Giusto Rai 3), Ivan Zazzaroni (direttore Corriere dello Sport-Stadio)

Prima che gridino le pietre. Manifesto contro il nuovo razzismo

Padre Alex Zanotelli ha trascorso una vita a fianco degli ultimi e per gli ultimi - dalle baraccopoli di Nairobi al rione Sanità di Napoli, passando per Sudan, Kenya e l’esperienza di Riace. Una vita da cui ha appreso l’importanza di una chiesa come rifugio protetto, che sappia accogliere e costruire. Ed è proprio proteggendo gli ultimi che Alex Zanotelli ha imparato a conoscere il razzismo come macchina del consenso, funzionale a ogni sopraffazione, ogni guerra. Nella sua testimonianza, raccolta dalla giornalista Valentina Furlanetto in Prima che gridino le pietre (Chiarelettere, 2018), c’è un’Italia impegnata che non cede il passo alla barbarie e porta avanti l’insegnamento della disobbedienza civile.

Con: Valentina Furlanetto (giornalista e scrittrice), Alex Zanotelli (missionario )