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Categoria: Fondazione Zoé

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Io, da medico a paziente malato di Covid-19 - Enzo Soresi

La sua esperienza raccontata a partire dal pomeriggio del 24 marzo: brividi di freddo, la febbre che sale di ora in ora, fino a 38,5. Ha affrontato il Covid-19 senza finire in unità di terapia intensiva grazie a settimane di protocolli mirati ma anche ad un adeguato stile di vita e alla riduzione al minimo della sua condizione infiammatoria, dovuto a un migliore controllo degli AGEs (Advanced Glication end Products) come spiega nel suo ultimo libro “Come ringiovanire invecchiando”.

ENZO SORESI è Medico specialista in Anatomia patologica, Pneumologia e Oncologia clinica, primario emerito presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. Autore, tra gli altri, del libro “Il cervello anarchico”.

Isolamento, paura, libertà: niente sarà più come prima? - Michela Marzano

«Niente sarà più come prima? È una di quelle frasi che abbiamo sentito ripetere tante volte durante il periodo di lockdown, e che ho io stessa spesso pronunciato, facendo fatica anche solo a proiettarmi nel futuro. Per tanto tempo, quando qualcuno mi chiedeva come immaginavo il “dopo”, rispondevo che bisognava innanzitutto trovare il modo per raccontare il “prima”. Il problema, però, è che di fronte al dolore, si cerca spesso di voltare pagina rapidamente, sperando in un “dopo” migliore e diverso.»
Ma come riavvicinarsi all’altro quando l’altro incarna il pericolo del contagio? Perché di fatto il virus c’è sempre, circola, e la prima grande sfida è quella di imparare a convivere con questa fragilità.
Ne parliamo con Michela Marzano, in collegamento da Parigi.

MICHELA MARZANO è Professore ordinario di Filosofia morale all’Université Paris Descartes. Collabora con “la Repubblica”. Ha scritto numerosi saggi e romanzi sia in francese sia in italiano, tradotti poi in molte lingue. Con “L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore”, UTET ha vinto il Premio Bancarella 2014.

Prima, durante e dopo la pandemia: la cura con parole oneste - Sandro Spinsanti

L’emergenza della pandemia sembra aver spostato il centro di gravità della cura dall’high touch all’high tech. Eppure la cura è intrinsecamente costituita da farmaci e parole. E affinché possano curare, le parole devono essere oneste.
Quali sono le parole da evitare e quali da privilegiare nella medicina che vorremmo?

SANDRO SPINSANTI è laureato in Teologia morale e Psicologia, con formazione psicoterapeutica. Ha insegnato Etica medica nella facoltà di Medicina all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Bioetica all’Università di Firenze. Ha fondato e dirige la rivista di Medical Humanities Janus (ed. Zadig).

Disturbo Post-traumatico da stress? Mindfulness e EMDR per guarire

MONICA MARTELLI E RENATO MAZZONETTO
Monica Martelli, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Esperta nella terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) per la cura del Disturbo da Stress Post-Traumatico, la sua formazione si estende all’intervento di soccorso in caso di catastrofi naturali o incidenti provocati dall’uomo.

Renato Mazzonetto, docente al Master in “Neuroscienze, mindfulness e pratiche contemplative” dell’Università di Pisa e ai Master in Mindfulness Based Therapy dell’Istituto Italiano per la Mindfulness. Rappresentante ufficiale in Italia del Centro di Buddhismo Tibetano Scozzese Kagyu Samye Ling

Con l’emergenza Covid-19 ci siamo trovati ad affrontare una vasta gamma di impatti provocati dalla quarantena, dal distanziamento sociale, dalla paura del contagio, di ammalarsi e di morire. Potrebbero essersi attivati sentimenti di rabbia, impotenza, tristezza e solitudine, sintomi d’ansia, depressione e, talvolta, un Disturbo da Stress Post-Traumatico. Riconoscere queste emozioni ci permette di affrontarle nel migliore dei modi.
Durante l’incontro parleremo anche della tecnica EMDR (desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), dal 2013 riconosciuta come metodo elettivo nella risoluzione dei Disturbi da Stress Post Traumatico, e della Mindfulness (Meditazione di Consapevolezza), illustrando i suoi effetti benefici a livello fisiologico e psicologico in tempo di crisi.

e basi neurali delle emozioni - Maria luisa Gorno Tempini

Negli ultimi anni, anche grazie alle nuove tecnologie di indagine, si è molto sviluppato lo studio delle basi neurobiologiche dei processi mentali in generale, e quello dei processi regolativi delle emozioni in particolare. L’ipotesi da cui si parte è quella della perfetta corrispondenza tra i fatti mentali ed i fatti neuronali. Ma quali sono gli ultimi sviluppi della ricerca? E cosa sono davvero le emozioni, dal punto di vista neurobiologico? Esistono nel nostro cervello delle strutture predisposte anche a regolare le risposte emotive e il comportamento che ne deriva? Maria Luisa Gorno Tempini è Professore ordinario di Neurologia e Psichiatria all’Università della California San Francisco. Neurologa comportamentale, con vasta esperienza nell’uso di paradigmi comportamentali e neuroimaging, attualmente dirige il Laboratorio di Neurobiologia del linguaggio e il Dyslexia Center. Studia e cura funzioni cerebrali superiori come il linguaggio, la memoria e il comportamento sociale.

Riconoscimento e conoscenza nella relazione con l'altro - Pino Varchetta

La specificità distintiva del comportamento umano consiste nella disposizione ad assumere il punto di vista dell’altro.
Mai come quest’anno abbiamo assistito, di persona o attraverso i media, ad una generale condizione di dolore, di paura, di incertezza. Quanto abbiamo saputo – o voluto? – esercitare questa nostra peculiarità?

PINO VARCHETTA è Psicologo dell’organizzazione di formazione psico-socioanalitica. Dopo una lunga esperienza nell’area della formazione, dello sviluppo organizzativo e della gestione del personale, è stato professore a contratto presso l’Università Statale Bicocca di Milano e presidente di ARIELE.

Solitudini interconnesse. I giovani nella società tecnocrática - Anita Gramigna

La tecnologia ha introdotto cambiamenti epocali dei quali siamo poco consapevoli, sia nelle dinamiche sociali sia nei processi di costruzione della conoscenza, nei comportamenti sia, infine, nella elaborazione del pensiero. La conseguenza è che questa esposizione massiva ha contribuito a forgiare l’antropologia e dunque la mentalità dei nostri giovani sul valore tutto strumentale dell’efficacia operativa, della gratificazione immediata, della continua distrazione. Il principio del piacere si è installato in modo permanente in una emozionalità poco consapevole e in un’etica pragmatica.
Sempre interconnessi, disorientati e soli, i nostri giovani faticano a trovare i punti di riferimento per orientarsi con consapevolezza critica nel presente e per costruire il sogno di un mondo migliore.

Anita Gramigna è Docente di Pedagogia generale e Metodologia della ricerca, Direttrice del Laboratorio di Epistemologia della formazione, Università degli Studi di Ferrara.

False verità e odio online. Webinar con Walter Quattrociocchi e Giovanni Ziccardi

L’avvento di Internet, e soprattutto dei social network, ha facilitato l’accesso a una grande massa di informazioni senza mediazioni e ha reso possibile un dialogo ininterrotto, che si alimenta sui blog, sui forum, nelle chat, sui display degli smartphone. Ma questa iper connessione sta tradendo le aspettative di molti, producendo una disinformazione pericolosa, trasformando la verità in un concetto labile e sfuggente, concedendo spazio ad espressioni di odio razziale e politico, offese, molestie, bullismo e altre forme di violenza.
Come nascono e perché si diffondono le false notizie? Quali sono i meccanismi cognitivi su cui fanno leva? Odiare è un diritto? E quali sono i limiti che pongono gli ordinamenti giuridici? Negli ultimi anni è mutato il livello di tolleranza e sono cambiati irreversibilmente i toni della discussione? Tante domande alle quali due esperti proveranno a dare risposte, per aiutarci ad essere più consapevoli quando navighiamo in rete.

Esiste un cervello razionale? Come prendiamo decisioni in situazioni di incertezza

DANIELA OVADIA
Giornalista scientifica e docente di Neuropsicologia forense e Neuroetica; Condirettore del Laboratorio Neuroscienze e Società, Università di Pavia, Direttore del Center for Ethics in Science and Science Journalism, Milano

La maggior parte delle persone è convinta di prendere sempre decisioni razionali, basate sulla corretta elaborazione dei dati disponibili. Ma è davvero così? Gli studi di neuroscienze e psicologia cognitiva dimostrano che siamo una specie poco incline alle decisioni razionali e che abbiamo sviluppato nel corso dell’evoluzione dei meccanismi che ci aiutano a essere rapidi nel pensare, ma non sempre efficienti nel decidere.

Daniela Ovadia esplorerà questo affascinante tema, sfatando molti luoghi comuni.

Mappare il cervello per comprendere l'autismo

ALESSANDRO GOZZI
Direttore del laboratorio di Neuroimaging funzionale, Centro per le neuroscienze cognitive e di sistema, Istituto Italiano di Tecnologia, Rovereto

Grazie a tecniche di mappatura cerebrale sempre più sofisticate, è oggi possibile guardare dentro il cervello e studiarne i circuiti. Questo approccio ci ha permesso di capire che l’autismo colpisce innanzitutto la connettività cerebrale, ovvero l’intricatissima rete di connessioni che governa lo scambio di informazioni tra aree del cervello. Con qualche sorpresa: in alcuni casi le connessioni sembrano essere insufficienti, in altri sembrano invece essere sovrabbondanti. Questo apparente paradosso è in realtà un’importante scoperta che permetterà finalmente di “spacchettare” l’autismo in sottotipi omogenei da un punto di vista genetico e biologico, un fondamentale passo avanti verso lo sviluppo di terapie personalizzate.