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S. Veca: Individui e società civile nel Settecento

POPOLO E POTERE NELLA FILOSOFIA DELL’OCCIDENTE - Seminario a cura di Fulvio Papi. Popolo e potere nella filosofia e nella politica dell’Occidente hanno avuto significati e referenze molto diversi. Il “demos” greco non è riproducibile nel “peuple” della rivoluzione francese, così come nel “volk” romantico tedesco. Le stesse irriducibili trasformazioni valgono per il potere. Eppure, come per il passato storico, popolo e potere costituiscono anche per noi una relazione essenziale del nostro vivere sociale, intorno alla quale l’interrogarsi è fondamentale. Salvatore Veca: Individui e società civile nel SettecentoMilano, 1 febbraio 2012

Visita: www.casadellacultura.it

Raccontare la Palestina. Tra vita personale e vicende storiche - incontro con Suad Amiry

Suad Amiry, architetto e scrittrice palestinese, racconta la Palestina. La sua conversazione prende spunto dai suoi due originalissimidiari publicati anche in Italia: "Sharon e mia suocera. Diari di guerra da Ramallah" e "Se questa è vita. Vivere a Ramallah in tempo dioccupazione". Ne esce una narrazione viva, concreta, inconsueta della vita quotidiana nella Palestina occupata. All'esposizione di Suadsegue un dibattito vivacissimo, coordinato da Maria Nadotti, che affronta anche le più urgenti questioni politiche: vittoria elettoraledi Hamas, futuro dei territori ocupati, relazioni nternazionali dei palestinesi ecc.
Incontro registrato presso la Casa della Cultura di Milano
Visitia il sito: www.casadellacultura.it

R. Ronchi - Il dio di Bergson

Settimo incontro del seminario di filosofia RELIGIONE E FILOSOFIA NELLA TRADIZIONE DELL’OCCIDENTE a cura di FULVIO PAPI: Rocco Ronchi - Il dio di Bergson. Mistica, biologia e tecniche nelle "Due fonti della morale e della religione".Coordina Silvia Agliotti.Milano 17 novembre 2010

Visita: www.casadellacultura.it

Do ut des ''Riti e conviti mafiosi''

Spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi
Scritto da Giulio Cavalli con la collaborazione di Francesco Lanza. Do ut Des racconta la storia di Totò Nessuno, giovane aspirante mafioso. Attraverso gli occhi di Totò - interpretato da Giulio Cavalli - lo spettatore scopre dall’interno la ritualità della mafia, ridendo di una liturgia agghiacciante. Una rilettura in chiave comica della storia della parola di cinque lettere che non esiste nei documenti ufficiali, che non appare sulle lapidi, ma uccide. Difficile distinguere tra verità e finzione, districarsi tra le frasi realmente pronunciate - magari da qualche politico - le parole lette nei ‘pizzini’ e la fantasia degli autori. Non ci si sofferma troppo su vicende particolari, che comunque appartengono alla storia recente dell’Italia e sono note al pubblico, ma si cerca di far confluire tutto in un ritratto assurdo e assurdamente vero della mafia. Fonte di ispirazione prima è stata la lezione di Peppino Impastato , che sulle frequenze di Radio Aut colpiva la mafia attraverso un’'ironia pungente e sottile. Lo spettacolo usa le stesse armi, lasciando nelle mani di Totò e della sua controparte, un clownesco maestro di cerimonia interpretato da Matteo Barbè , il compito di scardinare il concetto di Onore. Le musiche, composte per lo spettacolo, sono eseguite dal vivo. Di Giulio Cavalli e Francesco Lanza.

Con Giulio Cavalli e Matteo Barbè
Regia: Giulio Cavalli
Musiche in scena: Giorgio Merati, Maurizio Piantelli, Davide Savarè
Prodotto da Comune di Gela e Comune di Lodi e Bottega dei Mestieri Teatrali

Visita: www.bottegadeimestieriteatrali.it

Incontro con Tzvetan Todorov e Eyal Sivan

Spunto della riflessione è il film di Sivan: "Izkor, les esclaves de la memoire". Il film, mai programmato in Italia, è stato presentato per la prima volta, su iniziativa della Casa della Cultura, proprio lunedì 27 a Milano presso lo spazio Oberdan.
Izkor significa in israeliano "Ricordati". Il film affronta il ruolo della memoria nella fondazione e nell'irrigidimento del nazionalismo israeliano. Todorov nell'avvio della discussione analizza con finezza e rigore, sollecitato anche dal regista Sivan e poi dal pubblico, il ruolo della "memoria delle vittime" nella fondazione del nazionalismo israeliano. Da qui il suo ragionamento si dispiega in una più ampia riflessione sull'importanza della memoria e sugli usi distorti cui essa può essere piegata.
L'incontro è stato introdotto dal professore Fulvio Papi. Maria Nadotti ha curato il progetto complessivo delle due serate: presentazione del film e dibattito tra il regista e Todorov.
Incontro registrato presso la Casa della Cultura di Milano
Visitia il sito: www.casadellacultura.it

La forza del destino

Leonora di Vargas e Don Alvaro, per evitare l'opposizione al loro matrimonio del padre di lei, il marchese di Calatrava. si preparano a fuggire, ma i due vengono sorpresi dal marchese. Alvaro getta a terra la sua pistola, da cui parte un colpo che uccide il vecchio. I due sventurati amanti scompaiono nella notte. Il fratello di Leonora, Don Carlo, deciso a vendicare la morte del padre, si mette alla ricerca dei due amanti. Leonora viene accolta in un monastero da Padre Guardiano e vive in eremitaggio Don Alvaro è capitato nei granatieri spagnoli, convinto che la giovane sia morta. Giunge Carlo, ma i due non si conoscono. Alvaro cade ferito in battaglia dopo aver salvato Carlo e l'affida una valigia con un plico sigillato contenente un segreto che non dovrà mai essere rivelato: Carlo, pero, apre la valigia, dentro la quale trova un ritratto di sua sorella Leonora. Nell'accampamento, intanto, la zingara Preziosilla predice il futuro e incita i soldati alla battaglia. Giunge Carlo e sfida Alvaro, che e guarito, a duello. Sopraggiunge la ronda che le separa e Alvaro scappa e trova rifugio in un monastero. Don Carlo scopre il nascondiglio di don Alvaro, che adesso si fa chiamare Padre Raffaele, e lo sfida nuovamente a duello. In un primo momento don Alvaro rifiuta il confronto ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, ferisce Carlo a morte. Cerca un confessore per dare all'agonizzante gli ultimi conforti. Esce Leonora che, inaspettatamente riconosciuta dal giovane, si accinge a ricongiungersi con lui. Si precipita dal fratello che, ancora ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala. Raggiunta dal padre Guardiano, Leonora spira tra le braccia di don Alvaro, augurandosi di ritrovarlo in cielo. Egli, rimasto definitivamente solo sulla terra, maledice ancora una volta il proprio destino. Ecco il tenore di fama internazionale Manrico Tedeschi interpretando Don Alvaro, uno dei suoi cavalli di battaglia, e uno dei ruoli piu impegnativi del suo repertorio.

L'invenzione della filosofia in Platone

Mercoledì 3 ottobre 2007
Prima lezione del seminario a cura di Fulvio Papi: Il tempo dei classici.
Mario Vegetti svolge la lezione: L'invenzione della filosofia in Platone.
Presenta l'incontro Fulvio Papi
Realizzato da Arcoiris Milano
Incontro registrato presso la Casa della Cultura di Milano
Visita il sito: www.casadellacultura.it

E. FRANZINI - Rousseau. Rivoluzione e popolo. La filosofia della Rivoluzione francese

E. FRANZINI - Rousseau. Rivoluzione e popolo. La filosofia della Rivoluzione francesePOPOLO E POTERE NELLA FILOSOFIA DELL'OCCIDENTE - Seminario a cura di Fulvio Papi. Milano, 19 ottobre 2011


Visita: www.casadellacultura.it

Presentazione del libro - Le labbra del tempo - di Eduardo Galeano

Presentazione del libro "Le labbra del tempo" di Eduardo Galeano
Registrato presso la 5° Edizione di Carovane 2004 svoltasi a Piacenza dal 29/08/2004 al 05/09/2004
Visita il sito: www.carovane.pc.it

02)- Intervento di Paola Bilancia

Una Costituzione per l'Europa?
Potenzialità e limiti del nuovo ordinamento dell'Unione
Presentazione del volume a cura di Federico Petrangeli
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