Tra il 1942 e il 1945, Zhukov vive il suo apice e la sua condanna. Mentre pianifica il geniale accerchiamento di Stalingrado, trasforma Rzhev in un tritacarne, sacrificando centinaia di migliaia di uomini in attacchi frontali. A Kursk, abbandona la fretta, logora i tedeschi con difese in profondità e spezza la Wehrmacht. Nel 1945, vince la corsa per Berlino al costo di massacri inutili. Eroe della vittoria, diventa una minaccia politica: viene umiliato, esiliato, cancellato dalla storia e ritorna solo dopo la morte di Stalin. Alla fine, muore come leggenda - usata e scartata dal potere che aveva salvato.