Ragionamento tenuto il 2 marzo 2026 sull'attacco all'Iran sferrato due giorni prima, il 28 febbraio 2026.
Eccone alcuni punti.
1) L'impossibilità di concludere l'attacco distruttivo all'Iran e di raggiungerne gli scopi attraverso i soli attacchi missilistici e aerei. 2) La grande estensione dell'Iran, con una superficie che equivale a quelle dell'Italia, della Francia, della Spagna e di mezza Inghilterra messe insieme. 3) L'enorme territorio iraniano come fortezza naturale, che regge su quattro grandi catene montuose e su un gran numero di montagne che chiudono l'intero perimetro del paese, incluso quello costiero del Golfo Persico. 4) I due immensi deserti iraniani circoscritti dalle grandi catene montuose come trappole strategiche contro gli invasori, per le temperature altissime, fino a 70 gradi al suolo, e per la posizione strategica degli innumerevoli "canyon" che li circondano. 5) La linea di contatto con la Russia attraverso il Mar Caspio, del tutto inaccessibile agli invasori e percorribile invece per i rifornimenti e la logistica. 6) La strategia del "vuoto" di origine russa e la versione cinese del "vuotare le città e fortificare i villaggi" che già affiorano da una serie di suggerimenti rivolti dai Guardiani della rivoluzione, alle popolazioni, come quella di abbandonare Teheran. 7) L'armamento di massa, che potrebbe mobilitare nelle catene montuose 5 - 6 milioni persone, e forse più, su una popolazione di 100 milioni di abitanti.
In definitiva, è già partita, anche se "invisibile", taciuta e forse non compresa ancora dai media propagandistici occidentali, la risposta strategica che con il senno della storia ci si poteva aspettare dalla Repubblica Islamica. Ogni compromesso, dopo l'uccisione di Khamenei, capo spirituale dell'Iran shiita, è impossibile. La guerra, presentata dalle propagande come un evento provvisorio, sarà lunga anche se i due Stati aggressori dovessero battere in ritirata. In realtà, se le condizioni che vanno creandosi persisteranno, neppure l'atomica di Netanyahu su Teheran, minacciata in modo mimetico già a giugno 2025 e purtroppo possibile, potrà salvare Israele dal fuoco iraniano perenne e l'America di Trump dalla sconfitta più letale e catastrofica dell'intera storia statunitense.