Da avvocato idealista e nemico della pena di morte, Robespierre si afferma nella Rivoluzione Francese come “l’Incorruttibile”, guidato dalla virtù e dalla volontà popolare. Stretta tra guerre, tradimenti e fame, la Repubblica gli consegna il potere, e la virtù si fonde con il Terrore. Leggi d’eccezione, paranoia ed esecuzioni di massa divorano alleati e amici. Isolato, malato e temuto, Robespierre crolla a Termidoro, ghigliottinato dagli stessi che aveva contribuito a salvare. Con la sua morte, la Rivoluzione perde l’anima - e apre la strada a Napoleone.