Nel cuore della Bibbia, nascosto tra leggi, genealogie e profezie, c’è un testo che sorprende chiunque lo apra senza preavviso: una poesia sensuale, piena di corpi, desiderio, profumi e immagini ardenti. È il Cantico dei Cantici, il libro “più umano” dell’Antico Testamento: un dialogo d’amore tra un uomo e una donna che si cercano, si perdono, si ritrovano… e si desiderano.
Da qui parte un viaggio che ribalta molti luoghi comuni: il sesso nella Bibbia non è un dettaglio marginale, ma un tema che attraversa storie, leggi e drammi familiari. Poligamia, concubine, adulterio, rapporti proibiti, norme rituali, punizioni, e soprattutto una visione del mondo in cui la donna è spesso trattata come proprietà: prima del padre, poi del marito. Eppure, tra le righe, emergono anche l’intensità dell’amore, l’ambiguità delle interpretazioni, e il conflitto continuo tra desiderio e ordine sociale.
Attraverso episodi potentissimi — da Davide e Betsabea alle vicende di Tamar, da Sodoma e Gomorra al racconto atroce di Ghibea — scopriremo che molte scene bibliche non parlano solo di “morale sessuale”, ma anche di potere, violenza, ospitalità negata, controllo dei corpi e paura della trasgressione.
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