ANNALISA CAMILLI, giornalista di internazionale dialoga con gli sfollati
Dibattito pubblico - 18 febbraio 2026
Dopo l'incendio nella torre B e l'ordinanza di sgombero delle torri A e C, centinaia di persone hanno lasciato la loro casa con l'intervento massiccio della polizia. Nel freddo di febbraio, sotto la pioggia, intere famiglie in lacrime hanno lasciato la loro casa per un dormitorio, un rifugio, un alloggio temporaneo, senza prospettive per il futuro, tradite dalla loro città che ha chiamato la tragedia di almeno 600 persone una "questione privata". Per questo il Comune ha improvvisato cercando all'ultimo momento, addirittura durante lo sgombero, un riparo almeno per le famiglie con minori, anche separando i genitori.
E ADESSO?
Adesso tutta la città, e le sue istituzioni, tutti devono impegnarsi per cancellare questa vergogna e trovare soluzioni abitative dignitose e permanenti.
Senza casa non c'e futuro e l'umanità che abitava il grattacielo è parte di questo futuro, del futuro di questa città.
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