Žukov è ricordato come bronzo divino nella Piazza Rossa, ma la sua origine fu argilla e fuoco. Nato nella miseria di Strelkovka, cresciuto da una madre dalla forza brutale, imparò presto che sopravvivere in Russia richiede durezza. A Mosca divenne un apprendista vanitoso, sognando di imborghesirsi, finché la guerra non lo chiamò. Rifiutò una tangente non per patriottismo, ma per orgoglio. Nell'esercito fu umiliato, rispose con violenza e scoprì che il rispetto nasce dalla paura. Al fronte divenne un freddo cacciatore, guadagnò medaglie strisciando nel fango e ne uscì ferito da una mina: vivo, indurito, pronto per il caos della rivoluzione.