Robespierre nasce fragile ad Arras e, segnato dalla morte della madre e dall’abbandono del padre, si costruisce un’armatura di disciplina. A Parigi si immerge in Rousseau e torna come avvocato dei poveri, difensore della scienza e nemico della pena di morte. Nel 1789 arriva alla Rivoluzione: deriso, insiste finché diventa “l’Incorruttibile”. Ma la fuga del re, la guerra e il caos lo spingono al limite. Al processo di Luigi XVI, spezza le proprie convinzioni: “Luigi deve morire perché la patria viva”. E non c’è ritorno.