A prima vista, schiavo e servo sembrano uguali: lavorano senza stipendio, sotto la minaccia della paura e della violenza. Ma esiste un abisso. Nella schiavitù, la persona diventa “cosa”: può essere venduta, separata dalla famiglia e persino uccisa come proprietà. Nella servitù medievale, l'uomo non appartiene al signore — appartiene alla terra: è legato al feudo, ma ha una casa, coltivazioni ed eredità. Un sistema crudele, ma “contrattuale”. Alla fine, la differenza è la speranza: per lo schiavo, fuga o morte; per il servo, continuità.