24 novembre 2020. Una normale mattina a Lugano si trasforma in un incubo. In un grande magazzino del centro, una donna radicalizzata aggredisce con un coltello due donne, Céline e Ylona. L’attacco, che verrà poi giudicato di matrice terroristica, nelle vittime ha lasciato ferite profonde, fisiche e psicologiche. Attraverso testimonianze dirette e documenti ufficiali, cinque anni dopo Falò ripercorre quella drammatica giornata. Céline, colpita gravemente, racconta il momento in cui ha temuto di perdere la vita. Ylona, vittima e testimone, dà voce a una paura che ancora oggi le accompagna. Il caso ha sollevato interrogativi sulla radicalizzazione e sulla salute mentale dell’aggreditrice, già nota alle autorità. Il Tribunale penale federale ha respinto la tesi della difesa, che parlava di schizofrenia, sottolineando la gravità dell’atto. Una vicenda che va oltre la cronaca: per la prima volta parlano le vittime, un racconto sulla vulnerabilità della nostra quotidianità e sulla forza di chi, come Céline e Ylona, trova il coraggio di andare avanti. Nel frattempo, in Svizzera, le autorità considerano tuttora elevata la minaccia terroristica jihadista.
di Katia Ranzanici e Marco Tagliabue
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