Dalle profondità bibliche emerge il Leviatano: drago indomabile, fuoco in bocca e corazza impenetrabile, prova della sovranità divina che umilia Giobbe e ogni superbia umana. Secoli dopo, in piena guerra civile inglese, Hobbes prende il mostro come metafora dello Stato: un «uomo artificiale» a cui cediamo libertà in cambio di pace, capace di contenere il caos - e di opprimere. Da allora, ogni dibattito sul governo ravviva quella tensione tra sicurezza e libertà. Il Leviatano persiste: mito, filosofia e specchio della nostra stessa società.