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Segreti dello IOR: i crimini finanziari del vaticano

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Lo IOR, noto come la banca del Vaticano, è al centro di una serie di crimini finanziari che coinvolgono lo Stato della Città del Vaticano. Dal 1929, con i Patti Lateranensi, fino ai giorni nostri, il Vaticano ha usato donazioni globali e investimenti, inizialmente gestiti dall'Obolo di San Pietro e poi dall'Istituto per le Opere di Religione (IOR), creato nel 1942 da Papa Pio XII.

Negli anni '60, per sfuggire alle tasse italiane, lo IOR ha creato una rete di società fantoccio in paradisi fiscali, continuando a investire in Italia sotto copertura. Questo sistema ha facilitato il riciclaggio di denaro, con l'aiuto del banchiere Michele Sindona, legato a Cosa Nostra.

La collaborazione tra lo IOR e Sindona ha portato a numerosi scandali finanziari, culminati con il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi negli anni '80. Calvi, coinvolto in attività illecite, viene trovato morto in circostanze misteriose a Londra.

Gli scandali finanziari dello IOR continuano anche dopo la morte di Calvi, emergendo attraverso fughe di notizie come l'archivio Dardozzi e i due casi di Vatileaks.

Documenti rubati mostrano come le finanze vaticane siano state gestite in modo irregolare, con fondi di beneficenza dirottati per usi personali da parte di esponenti del Vaticano. Papa Francesco I ha cercato di porre fine a questi scandali con nuove riforme, ma resta da vedere se saranno davvero efficaci.

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