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Libri.itIL LUPO IN MUTANDA 5 – IN BRAGHE DI TELAQUELLO CHE VUOILA CACCIAIL PESCEPICCOLE STORIE DI NATALE
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Tutti i filmati di URIHI

Totale: 99

Bambine delle Ande

Bambine delle Ande
Discendenti degli abitatori del grande imperio degli Inca, che comprendeva l'attuale Bolivia, il Perù e l'Ecuador, le bambine delle Andes spesso percorrono chilometri per andare a scuola. Questa non è l' unica difficoltà. Molte devono lasciare il vilaggio, per lavorare come domestiche in città, in particolare in Perù, dove la grave crisi economica ha costretto migliaia di persone ad emigrare dalle Ande verso la costa in cerca di lavoro. A Lima, sono così nati smisurati e precari insediamenti, dove le bambine, accanto alla scuola, devono lavorare ed assumersi presto grandi responsabilità; e questo, insieme alla fame, produce un calo nel rendimiento intellettuale. Ma il loro impegno attivo è un augurio positivo di sviluppo per le nuove generazioni.
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Brasile: non solo di strada

Brasile: non solo di strada
Il paese più grande e più ricco dell'America del Sud deve affrontare grandi problemi tuttora irrisolti. Da Rio de Janeiro al baccino amazzonico, dalle favelas di Belo Horizonte e Recife fino a Salvador de Bahia, dove gli schiavi neri hanno portato le loro culture d'origine, i bambini ci parlano del rispetto per l'ambiente o della fuga da casa alla ricerca del padre, dei tanti mestieri inventati ogni giorno per sopravvivere, della fame e della violenza di cui sono vittime, della colla annusata come una droga per dimmìenticare. Eppure hanno voglia di impegnarsi e di imparare, hanno aspirazioni e sogni da realizzare: come quello di diventare acrobati di circo.
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Bambini nel mondo - India: tradizioni e lavoro

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India: tradizioni e lavoro
L'India ha quasi un miliardo di abitanti, e un reddito 50 volte più basso di quello italiano.
A Bombay nel quartiere di Wadala le case sono minuscole. Nugoli di bambini si affaciano ad ogni porta. Le famiglie sono molto numerose, ma nonostante la mancanza di acqua corrente e di servizi igienici, le ragazze non rinunciano alla toilette mattutina.
A scuola, le classi sono molto affolate: accanto all'inglese si studiano le lingue locali, usate dalla popolazione, che sono 56, scritte anche in alfabeti diversi.
Gli occhi cerchiati di nero dei bambini più piccoli servono per prevenire le infezioni; così si usa tra gli Jatap, una delle tante etnie tribali, cioè le popolazioni originarie dell'India - quasi 70 milioni.
In un'economia ancora in gran parte agricola tutte le risorse naturali conosciute ed usate; come l'allevamento del baco da seta. La fibra prodotta sarà poi filata e tinta da abili mani di ragazze nei colori cangianti del sari, l'abito tradizionale femminile.
Il lavoro, unito alla tradizione è ancora alla base della vita di tanti bambini indiani.
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Bambini nel mondo - Cina: tutti a scuola

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Cina: tutti a scuola
Uno spettacolo all'opera acrobatica di Pechino ha per protagonisti proprio loro, i bambini, che con tecnica, disciplina, allenamento costante, raggiungono un'abilità fisica incredibile, nel rispetto di una tradizione millenaria...
Le differenze nelle condizioni di vita dei bambini cinesi - un quinto di tutti i bambini del mondo - in un Paese con grnadi varietà climatiche e umane, sono quindi enormi.
Dagli altopiani del Qinghai alla penisola di Shandong sul mar Giallo; e poi ancora più a sud, nell'isola tropicale di Hainan, una delle provincie costiere più ricche fino a Pechino, l'antica capitale imperiale; sono altrettante tappe che si avvicinano alle attività dei piccoli cinesi nel tempo libero, in casa e nella scuola.
Non è semplice imparare i 3000 ideogrammi che costituiscono il vocabolario di base della scuola elemtare, ma tutti sono impegnati a raggiungere l'obiettivo.
Questi ragazzi sono i beneficiari del grande impegno sostenuto negli ultimi 50 anni dalla rivoluzione cinese per mandare tutti a scuola!
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Emigrati italiani nelle americhe: Da Segusino a Chipilo

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Da Segusino a Chipilo
Nel 1882 oltre 550 poveri contadini veneti partirono da Segusiono, nell'alta valle del Piave, per colonizzare un pezzo dell'altopiano messicano. Dopo più di un secolo e 5 generazioni, gli abitanti di Chipilo (Puebla) conservano ancora in grande maggioranza non solo i tratti somatici - capelli biondi e occhi azzurri - ma soprattutto il dialetto originario, il che ne fa non solo un'oasi linguistica, ma un "caso" quasi unico nella storia della emigrazione italiana, che il documentario ricostruisce attraverso immagini storiche e di attualità, testimonianze e ricordi, tanto in Messico quanto in Italia.
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Viaggiatori italiani in America: A Cuba!

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Realizzati grazie a un contributo dell'Assesorato alla Cultura della Regione Lombardia illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
A Cuba!: Cronisti, costruttori, artisti
Cuba, come è noto, venne "scoperta" proprio da Cristoforo Colombo.
Un'intervista all'historiador della città prof. Eusebio Real ci ricorda come il primo cronista della storia dell'isola fu un altro lombardo: Pietro Martire d'Anghiera.
Alla famiglia Antonelli, dinastia di ingegneri militari, si devono le opere di fortificazione del porto e le mura di cinta della città, il piano regolatore ed il primo aquedotto. Il viaggio prosegue per le vie dell'Avana Vieja, alla ricerca degli artisti italiani che nel corso dei secoli abbelirono la città.
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Viaggiatori italiani in America: Luigi Castiglioni

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Luigi Castiglioni e la nascita degli Stati Uniti
Il documentario, girato lungo la costa Atlantica, dalla South Carolina al Maine, visita luoghi descritti dal viaggiatore milanese nei 13 stati originari, allora abitati non solodai coloni di origine europea ma da tribù indigene come Cherokee e Irochesi, non ancora in aperto conflitto con i bianchi. A Jamestown e Plymouth vediamo la ricostruzione dei primi insediamenti inglesi in America; a Williamsburg un complesso di edifici restaurati, "animati" da attori in costume d'epoca, ci introduce nella vita quotidiana di una città della Virginia alla fine del '700. Da Monticello, residenza di Thomas Jefferson, a Mount Vernon, dove fu ospite di Washington, fino a Philadelphia, dove reincontrò il suo amico Franklin, il viaggio in compagnia di Castiglioni si conduce a New York.
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Viaggiatori italiani in America: Paolo Mantegazza e gli italiani in Argentina

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Paolo Mengazza e gli italiani in Argentina
Nel suo libro "Viaggio nei paesi del Rio de la Plata" il giovane medico descrive Buenos Aires, dove osserva con curiosità una società in fomrazione; ma anche il mondo e la vita del gaucho della pamapa, e le popolazioni autoctone andine, da cui trarrà ispirazione per la sua futura attività di antropologo. Tornato in Italia nel 1858, insegna a Pavia, dove fonda il laboratorio di Patologia Generale, primo in Europa.
Mantiene negli anni stretti contatti con l'Argentina, un paese segnato dalla nostra immigrazione, attraverso la quale si rinnova lo stretto legame tra i due paesi, in qualche modo anticipato 150 anni fa dal giovane Mantegazza nel suo viaggio al di là dell'oceano.
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Viaggiatori italiani in America: Prodotti... dal nuovo mondo

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Prodotti.. dal Nuovo Mondo
Il 12 ottobre le caravelle di COlombo, cercando ad occidente una via per le Indie, arrivano in un "Nuovo Mondo" fino allora sconosciuto agli Europei. I conquistadores troveranno non solo l'oro e l'argento, ma anche una natura vergine e rigogliosa, animali e piante di cui non si conosceva l'esistenza.
Inizia così il processo di scambio tra vecchio e nuovo mondo che ha portato in Europa e in Italia prodotti che hanno trasformato la nostra alimentazione e la nostra vita quotidiana.
Il documentario illustra i più importanti di questi prodotti nelle loro terre d'origine; e con un breve excursus storico il loro inserimento nella realtà italiana.
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Viaggiatori italiani in America: Girolamo Benzoni

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Girolamo Benzoni: Un milanese nel "Mondo Nuovo"
Nel 1541 Girolamo Benzoni, milanese, decide di partire per conoscere questo "Mondo Nuovo" di cui tanto si parlava. A piedi fino a Siviglia, poi per nave sulla costa del Venezuela e della Colombia; a Santo Domingo, la prima città d'America, da cui partivano i conquistatori spagnoli; attraverso l'istmo di Panama fino all'Ecuador e all'altissimo vulcano Chimborazo; poi di nuovo risalendo l'America Centrale, Attraverso il Nicaragua e il Guatemala, e costeggiando lo Yucatan fino a Cuba e al ritorno in patria dopo 15 anni di peregrinazioni.
Nella sua "Historia del Mondo Nuovo" appaiono personaggi e momenti centrali della scoperta e della conquista dell'America: da Colombo a Pedro de Alvaro, da Cortéz a Pizarro. Le civiltà indigene e la loro distruzione violenta, la tratta degli schiavi negri, la smisurata sete d'oro dei conquistatori, costituiscono un affresco a volte ingenuo ma sempre affascinante, che il documentario ricostruisce a grandi linee, cercando le prove che confermino la veridicità di quanto descritto 450 anni fa dal viaggiatore milanese.
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