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Totale: 45

Barak Obama e la questione razziale

In 24 ore Barak Obama è riuscito a capovolgere una situazione per luidisastrosa, trasformandola nella carta che potrebbe anche permettergli diconquistare la presidenza degli Stati Uniti. Sono due giorni che in America nonsi parla d'altro.
Tre giorni fa è improvvisamente comparso su tutte le televisioni d'America lospezzone di una predica in cui il pastore della parrocchia di Obama (nero,cristiano protestante) si lanciava in un violento discorso contro "i ricchibianchi che controllano l'America", nel quale non era difficile distinguere tonidi "razzismo capovolto": quello che deriva dell'odio innegabile che buona partedei neri americani prova per i bianchi loro connazionali.
Per un candidato che sostiene di voler unire neri e bianchi, asiatici e ispanicisotto la stessa bandiera, non era certo un buon biglietto da visita.
Colto alla sprovvista, Obama non ha saputo replicare immediatamente all'attacco...Con questo discorso, spiazzando tutti, Obama si è conquistato la simpatiadell'intero "arco costituzionale". Persino i più accaniti conservatori - salvorare eccezioni - si sono dichiarati favorevolmente colpiti dal suo discorso, cheha improvvisamente "alzato il livello delle presidenziali a una quota degna diquesto paese", e che "per la prima volta ha trattato gli americani come degliadulti, e non come dei bambini".
A sua volta, questo discorso ha fatto apparire la Clinton improvvisamentepiccola e insignificante, aggiungendo un notevole handicap alla sua giàsfavorevole posizione all'interno del partito democratico.
E' tutt'altro che certo Obama diventi presidente, ma se questo accadrà saràstato in gran parte grazie a questa svolta decisiva, che ha messo l'America difronte a uno dei suoi problemi più ingombranti, mostrando nel contempo un leadercapace di affrontare qualunque argomento senza paure e senza ipocrisia.
Più che di John Kennedy, Obama sembra essere l'erede naturale di Martin LutherKing e di Robert Kennedy, il cui discorso congiunto è rimasto in sospeso fin dal1968, anno in cui i due leader furono assassinati a poche settimane di distanzauno dall'altro.
Massimo Mazzucco

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Il Nuovo Secolo Americano




un film di Massimo Mazzucco
Il Nuovo Secolo Americano presenta tutti i retroscena storici, politici, economici e filosofici che avrebbero portato agli attentatidell'11 settembre per vie ben diverse da quelle che ci sono stateraccontate.
"Storicamente accurato, narrativamente coinvolgente, "Il nuovo secolo americano" è senza dubbio uno dei migliori filmsui retroscena dei fatti che hanno portato all'11 settembre"
- Webster G. Tarpley

I capitoli del film:
LA PAURA ATOMICA - Una premessa fondamentale
OSAMA BIN LADEN - Quello vero e quello inventato
GEORGE W. BUSH - Un presidente in ostaggio
NEOCONS - Un gruppo che viene da lontano
I PRECEDENTI STORICI - Guerra e Costituzione
PETROLIO e GAS- La nuova geografiamondiale
IL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE - Una profeziaavverata
LA GUERRA MEDIATICA - Più importante di quella reale
CONTRACTORS - La guerra dei privati
LE FORZE OSCURE - Iraq terra di nessuno
Il Nuovo Secolo Americano è stato presentato alla 31 MostraInternazionale del Cinema di San Paulo, Brasile, il 26/29 Ottobre 2007
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La verità sul Tabasco

Ricordate l’inondazione del Tabasco? Decine di migliaia di personeintrappolate fra due fiumi, tutte le vie di accesso improvvisamente tagliate, ungoverno stranamente assente, e la città di Villahermosa che sprofondava ognigiorno nell’acqua, sotto gli occhi impotenti del mondo?
La colpa era tutta della Luna.
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Rivelazioni: il clima della paura

Il tema del riscaldamento globale sta da tempoincentivando numerose pubblicazioni finalizzate ad informare il pubblicosullo "stato dell'arte" più attuale.
Vi consigliamo un'inchiesta della CNN del 2 maggio 2007, intitolata "Exposed:the climate of fear" (Rivelazioni: il climadella paura), che riporta una serie d'interviste a questiscienziati del clima che discordano dalle conclusioni dell'IPCC (un comitatospecificamente creato per indagare su cause ed effetti del riscaldamento globale)
Articolo di Giorgio Venzo, sottotitoli a cura di luogocomune.net

Per vedere il filmato:

http://video.google.com/videoplay?docid=6105168995127720258&hl=it


Per maggiori info:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1864
"Ero saltato anch'io sul carro del riscaldamento globale" - Scienziati contestano i dati IPCC sul clima (Forum)

LA ROSA DEL MATTINO

Rosie O'Donnel non è esattamente la brava ragazza della porta accanto, e oggi tutta l'America lo sta imparando a proprie spese.
La O'Donnel infatti è al centro di un vero e proprio uragano mediatico, scatenato da lei stessa quando ha deciso, qualche giorno fa, di dichiarare su un network nazionale - il suo talk-show, "The View", va in onda tutte le mattine sulla catena ABC - che i marinai inglesi erano stati spinti apposta in acque iraniane per scatenare un incidente internazionale che permettesse a Bush e Blair di attaccare l'Iran.
"I have one thing to say. Gulf of Tonkin. Google it" ("Ho una cosa da dire:Golfo del Tonchino. Cercatelo su Google") - ha commentato secca laO'Donnell, facendo riferimento alla nota provocazione usata da Johnson e McNamara per entrare ufficialmente in guerra con il Viet-Nam.
Rosie ha pensato bene di suggerire a decine di milioni di americani che ilWTC7 non può essere caduto a causa del solo incendio, schierandosi di colpo apertamente al fianco del movimento per la verita sull'undici settembre.
Non è difficile quindi immaginare quale tipo di reazione, velenosa e sproporzionata, abbiano scatenato le sue dichiarazioni nell'ambito dei"Christian conservatives" fedelissimi a Bush e ai falchi che ancora locircondano.
La verità fa male, lo sappiamo, ma è da qui che bisogna passare, se vogliamo un giorno tornare a vivere in un mondo che ci ricordi almeno lontanamentequello da cui siamo stati strappati l'11 di settembre di qualche anno fa.
Grazie Rosie, a nome di tutti noi. Non mollare!

Massimo Mazzucco
Visita il blog di : Rosie O'Donnel

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Iraq: Quando arriva la democrazia

C'è una differenza abissale - forse incolmabile - fra quello che noi pensiamo che accada in Iraq, o in Afghanistan, e quello che davvero succede, giorno dopo giorno, su un teatro di guerra come quelli.
La nostra percezione della guerra subisce almeno tre filtri, prima di cristallizzarsi in qualche maniera nella nostra mente: il primo filtro è quello di colui che ci racconta le cose, il reporter "embedded" che probabilmente sceglie già in partenza in maniera da escludere tutto ciò che sarebbe inaccettabile ai nostri occhi. Poi c'è il filtro di chi le immagini le riceve, in America, e le rimette in onda per il mondo intero: direttori di telegiornale strapagati proprio perchè sanno a loro volta modulare, smussare, e confezionare per il proprio pubblico il messaggio comunque "crudo" che arriva dal fronte. Infine c'è il filtro dei nostri occhi e della nostra mente, che di fronte al televisore vogliono vedere e sapere soltanto quello va bene a ciascuno di noi di vedere e di sapere. Quasi sempre molto poco, se non nulla del tutto.
Solo in questo modo è possibile spiegare lo spiazzamento totale che ci coglie nell'osservare il breve filmato che segue (non ci sono immagini cruente). Anzi, questo filmato ci informa che c'è sicuramente un quarto filtro da tenere assolutamente in conto: quello che devono aver raccontato gli uomini di Rumsfeld a questi poveri soldati americani, per averli ridotti ad agire come agiscono.
Si, ho scritto "poveri soldati americani",...
...poichè una scena del genere riesce solo a suscitare tanta compassione: compassione per l'incapacità assoluta di vedere ciò che accade attorno a loro, e di capire cosa stanno facendo al mondo che hanno improvvisamente voluto invadere e trasformare, come se fosse qualcosa che gli appartiene.
Mentre a questo punto gli si può solo augurare di non capire mai il vero motivo per cui sono stati mandati lì, e perchè gli stanno facendo fare quello che fanno. Altrimenti potrebbero davvero impazzire.
Massimo Mazzucco

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Dispotismo

All'alba della democrazia moderna, subito dopo la guerra, qualche buonaintenzione in America poteva anche esserci. Lo dimostrerebbe questo filmato,che tenta di stabilire dei parametri reali, e non solo formali, per misurarelo stato di effettiva eguaglianza fra le persone nel paese. Che cosa sipossa poi aver perso per strada ce lo suggerisce, profeticamente, il filmatostesso.
Massimo Mazzucco

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Torri Gemelle: crolli o demolizioni controllate?

Nell'ambito della discussione attualmente in corso sull'undici settembre,l'accusa di fondo - sostentata da indizi innegabili - è che le Torri Gemellesiano state demolite volontariamente, per creare nella popolazione un traumae una indignazione sufficienti a poi sostenere una guerra "punitiva" comequella in Afghanistan prima, e in Iraq dopo.
A parte la difficoltà morale nell'accettare che qualcuno possa essere cosìcinico da fare un calcolo del genere, vengono da porsi anche alcune domandedi tipo pratico, fra cui la più diffusa di gran lunga è la seguente: ma comeè possibile minare due edifici come le Torri Gemelle, senza farsi vedere danessuno?
La risposta sembra essere molto più semplice del previsto: ci si fa vedereda tutti. A fare qualcos'altro, naturalmente.
Massimo Mazzucco
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Guarda che Luna!

La notizia della curiosa perdita da parte della NASA del nastro originale della prima passeggiata dell'uomo sulla Luna, ha riportato d'attualità la questione sulla veridicità dei viaggi lunari stessi. Da una parte sembra impossibile pensare che gli americani siano riusciti a mettere in atto una presa in giro di tale portata, ai danni del mondo intero, ma dall'altra le prove contro l'effettiva realizzazione dei viaggi non fanno che aumentare e rinforzarsi con il passare del tempo. Le prime a non reggere allo scrutinio dei professionisti del settore sono state le fotografie lunari, che mostrano gli evidenti segni delle pesanti manipolazioni che dovettero subire, per sembrare vere, in un'epoca in cui il ritocco digitale era un sogno ancora ben lontano dal formarsi.
Ma anche i diversi filmati delle sei missioni Apollo - da qualche anno disponibili a tutti, e da tutti liberamente scaricabili in Internet -denunciano incongruenze e "stranezze" che non si riescono a spiegare nelle presunte condizioni lunari (gravità ridotta di circa un sesto, assenza di atmosfera, ecc.), mentre appaiono perfettamete plausibili, se solo si ipotizza che siano stati invece girati sulla terra.
Il caso più comune è quello di astronauti che saltellano leggeri sulla superficie lunare, per diventare inspiegabilmente pesanti come macigni, non appena cadano al suolo. Mentre questo è del tutto incomprensibile nella ridotta gravità lunare (completo di tuta e respiratore, l'astronauta non dovrebbe pesare più di 20 Kg. in tutto), la cosa diventa perfettamente plausibile sulla terra, dove gli astronauti si muoverebbero sospesi ai classici "fili invisibili" di Hollywood, che però smettono immediatamente di funzionare non appena la persona si trova in posizione orizzontale.
Quello che presentiamo è un breve collage di scene, tratte da una nutrita serie di materiali simili, che stiamo analizzando e preparando nella speranza di mettere insieme un quadro sufficientemente ampio da poterne determinare una volta per tutte l'autenticità.
È vero che, se non fossimo mai andati sulla Luna, "non è comunque morto nessuno", ma è anche vero che nel frattempo milioni di miliardi di dollari sono stati ingurgitati e fatti sparire con la scusa di un progetto di cartapesta. E qualche onesto cittadino potrebbe anche sentirsi in diritto di voler sapere dove siano finiti tutti quei soldi, che bene o male alla fine erano pure i suoi.
Massimo Mazzucco

https://www.luogocomune.net/LC/american-moon-42-questions

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PAROLA DI PRESIDENTE

Di Massimo Mazzucco
Le parole di Kennedy, pronunciate a Berlino nel 1963, tornano oggi di prepotente attualità
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