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Tutti i filmati di Dario De Santis

Totale: 25

Storia del naufragio che svelò la perspicacia delle api

In pochi minuti parliamo di naufragi, invenzioni, logaritmi, entomologia, religione, intuizioni, pericoli, scoperte e meraviglia. Merito del periodo storico dal quale proviene questa storia, che meriterebbe molto più tempo e attenzione. Come oramai saprete tuttavia questi video sono solo piccoli assaggi di passato, brevi escursioni in un tempo che non smette di stupirci e allargare i nostri orizzonti. Nonostante tutte le difficoltà che ben conosciamo infatti, i protagonisti di quest’epoca erano mossi da una passione, da una voglia di capire e conoscere che oggi, nonostante gli agi e le possibilità che ci offre il nostro mondo, forse abbiamo un po’ perso. Non sarebbe il caso di recuperarne un po’ dal passato e di condire la nostra vita con un pizzico di curiosità e sana, intellettuale brama di conoscenza? Buona visione!

Riflessioni #3 - Perché volano gli aerei?

Sapete perché gli aerei volano? Ve lo dico io: No. Ma non è colpa vostra: perché non lo sa nessuno. Lo avreste mai detto? Eppure quando si osservano i fenomeni da vicino si mostrano in tutta la loro profondità e complessità. Così, ancora oggi, gli esperti discutono sulla spiegazione fisica della portanza e concordano solo sul fatto che non c’è una risposta semplice e univoca.

Questo dovrebbe farci riflettere sul sistema scienza, sul fatto che forse ne conserviamo una visione distorta, perché la portanza non è un’anomalia, bensì la regola. Perché lo stesso discorso vale per tutte le discipline scientifiche.

Per quanto infatti i fenomeni legati al volo non siano chiariti del tutto gli aerei volano e soprattutto voleranno sempre meglio. È lecito dunque dubitare della medicina, della biologia o della psicologia solo perché non è ancora stato capito o spiegato tutto?

Frankenstein - Una storia fraintesa

Quando parliamo del Frankestein pensiamo tutti di conoscere la storia a cui si sta facendo riferimento. Un racconto dell’orrore, fantascientifico che parla di un “mostro” creato in laboratorio. In realtà nell’immaginario collettivo è rimasta impressa la versione cinematografica del romanzo di Mary Shelley, in particolare quella del film del 1931, molto più vicino alle rappresentazioni teatrali che non al testo della grande scrittrice e filosofa inglese. Inoltre al cinema, in anni culturalmente e politicamente segnati da correnti radicali e pericolose, la trama fu cambiata e finì per stravolgere il significato originale del romanzo, che oggi per ironia della sorte, pur essendo uno dei libri più famosi del mondo rimane profondamente frainteso. Forse è il caso invece di riscoprirne il significato originario e i valori che intendeva veicolare.

Storia di un uomo malvagio che ebbe due ottime idee

Questa è la storia di un uomo malvagio, perfido, in molti casi spietato. Però anche di un uomo animato da una sincera passione per ciò che faceva, al quale dobbiamo un paio di intuizioni geniali. Difficile da immaginare, perché spesso la realtà riesce a sorprenderci, questa storia rappresenta nel bene e nel male alcune delle dinamiche che hanno caratterizzato il sapere scientifico e che oggi ci indicano forme di comportamento e confronto che non hanno perso il loro valore.

Un viaggio sulla Luna... senza bagaglio a mano

Avete mai pensato al fatto che quando siamo andati sulla Luna non avevamo ancora inventato i Trolley? Non avevamo ancora avuto quella semplice intuizione che, unendo due invenzioni a dir poco millenarie come le ruote e le valigie, ci permette oggi di trasportare con grande facilità i bagagli. Il miglioramento dei mezzi volanti ci ha permesso in soli 66 anni di saltare dalla terra al nostro amato satellite bianco e spinge ancora la nostra immaginazione verso colonie spaziali e viaggi interstellari, ma il progresso non deriva solo dall’avanzamento tecnologico e questa storia dovrebbe ricordarcelo ogni giorno.

Falsificare la propria ipotesi - L'eredità di Darwin

È facile da enunciare ma è difficilissima da seguire. La prima regola su cui vorrei porre l’accento ha una lunga storia alle spalle. È stata brillantemente spiegata da tanti filosofi in epoche diverse.
Ci sono però anche protagonisti del nostro passato che sono riusciti ad applicarla con costanza e rigore.
Uno di questi è certamente Charles Darwin: parliamo sempre della sua teoria, dunque dei contenuti che ci ha lasciato, mentre raramente ricordiamo che gran parte dell’eredità che ci ha lasciato consiste proprio nel suo metodo; nell’aver saputo mettere in atto con una strepitosa eleganza inglese alcune regole fondamentali che gli hanno permesso di finire a pieno titolo nelle migliori enciclopedie occidentali. Perché non cercare di fare lo stesso?

Riflessioni #1 - L'epica del genio

Tutti i grandi protagonisti della storia della scienza sono stati personaggi straordinari, anche nel senso etimologico del termine fuori dall’ordinario; grazie alle loro doti e a un’intensa attività lavorativa sono riusciti a dare un contributo eccezionale al progresso. Per questo quando ci si riferisce a loro si fa spesso riferimento alla genialità. Ora, va bene farlo: ma bisogna prestare molta attenzione al significato che si dà a questa parola. Questo video cerca di far luce sulle loro doti, non con l’obbiettivo di sminuirli, quanto piuttosto perché chiarendo bene il significato della parola genio possiamo ricucire una distanza che questa “epica del genio” rischia di creare; possiamo individuare dei sentieri di crescita, riflettere sul valore della comunità, della cooperazione, della passione per il lavoro. Senza smettere di ammirare le loro gesta, potremo cercare, nel nostro piccolo, di seguirli.

Perché la scienza è democratica - L'onere della prova

Alcuni scienziati hanno recentemente iniziato a sostenere che “la scienza non è democratica”. L’affermazione alquanto azzardata intende forse sostenere che non tutti possono discutere i risultati da essa ottenuti e che per potere esprimere un parere scientifico bisogna avere un’adeguata preparazione alle spalle.
Tuttavia questa affermazione è molto pericolosa perché lascia intendere un’idea di democrazia profondamente sbagliata e svilisce un sistema filosofico e politico molto raffinato. Inoltre tradisce i valori alla base del sapere scientifico che sono invece gli stessi che animano le moderne democrazie. Scienza e democrazia sono nate dalla stessa corrente filosofica e necessitano una dell’altra per funzionare al meglio.

Il valore della comunità - La pazienza di Einstein

La rivoluzionaria visione dell’universo proposta da Einstein a partire dal 1905 non fu immediatamente accettata dalla comunità scientifica. Al contrario: ci vollero anni, numerosi esperimenti e altrettante pubblicazioni per ottenere il plauso dei fisici.
Lo stesso Einstein non ne fu sorpreso: non si arrese, non gridò al complotto. Perché, da scienziato, conosceva bene le regole del gioco. Sapeva che la scienza è un lavoro di gruppo, dove le conoscenze vanno condivise e discusse all’interno di un comunità; sapeva che senza quella comunità non sarebbe riuscito a scoprire ciò che aveva scoperto.
Lavorare in un comunità scientifica significa ragione su prove condivise e incomplete alla ricerca di un crescente consenso fra i colleghi. Perché nel fare scienza, come in democrazia, è il parere della maggioranza a indicare la strada.
Se ad alcuni questo meccanismo sembrasse farraginoso o addirittura controproducente, è il caso di ricordare che il sistema funziona, e anche molto bene, visto che tutto il sapere e il potere tecnologico di cui disponiamo oggi deriva proprio da un costante lavoro di gruppo.
È importante ricordarlo oggi in un modo in cui “l’uomo solo al comando” è la soluzione ai “problemi” causati da comitati e comunità, dove a volte campeggia il pericoloso mito del tiranno illuminato (anche nel mondo scientifico), dove lo stesso Einstein è ricordato come un genio assoluto che ha fatto tutto da solo. È importante invece oggi riscoprire il valore della comunità e della controversia.

Prologo

Presentarsi non è mai facile: il confine tra timidezza e impudenza è sottile, le parole pesano, come i non detti. Non mi soffermerei eccessivamente sui titoli accademici e sulle mansioni ricoperte negli anni –che potete chiedermi in privato o facilmente trovare in rete e che i più intrepidi possono leggere nel curriculum universitario, esageratamente verboso, come da tradizione.
Andiamo al punto: ho studiato filosofia e sono uno storico della scienza. Questa affermazione di solito genera un po’ di comprensibile confusione: cosa c’entra la filosofia con la scienza, e la storia con la scienza? E come si relazionano queste tre discipline fra di loro?
Ecco in realtà la relazione esiste e anzi è fondamentale per comprendere al meglio le dinamiche che governano il progresso scientifico. Anche se nessuno, o quasi, oggi ne parla.
Quindi ho deciso di farlo io, attraverso questo canale. Perché prima di entrare nel merito delle questioni che il presente ci sottopone sarebbe il caso di volgere lo sguardo al passato, di riflettere sulle “regole del gioco” e ripensare ai valori alla base del nostro sistema culturale e del processo conoscitivo.
Questo vuole essere dunque uno spazio allegro, intriso di ironia, dove cercare spunti, prospettive e domande che possono svelarci nuove mappe e sentieri altrimenti invisibili.