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Tutti i filmati di Dario De Santis

Totale: 44

L'invenzione della macchina: Karl Benz

Il 27 giugno si festeggia il compleanno della macchina, ufficialmente nata per mano di Karl Benz nel 1894. In realtà non è tanto il compleanno "della" macchina, ma di una macchina, di un tipo di veicolo che poi, per varie ragioni, ha preso il sopravvento sulle altre. La storia di questa invenzione però ha ancora tanto da raccontarci...

Riflessioni #6 - Cosa vuoi fare da grande: lo sportivo o lo scienziato? Storia del fisico col fisico

Questo video parla di Tennis, di sport, ma anche di fisica, di neutroni, di bomba atomiche e di ricerca scientifica. Perché parla di una storia, di un personaggio straordinario che raccoglie tutti questi elementi e che ci aiuta a riflettere su questioni molto attuali e di notevole rilevanza.

Viva lo sport e viva la scienza.

Storia di una catastrofe che ci ha reso migliori (ovvero: come trarre il meglio dalle disgrazie)

Un vulcano gigantesco, la più grande eruzione della storia umana. Un cataclisma che ha messo in serio pericolo tutto il mondo occidentale. Certamente un dramma, che come tutti i momenti difficili ha smosso animi e risorse, ha in qualche modo contribuito al cambiamento, ha dato vita a nuovi orizzonti filosofici e scientifici.

La storia di questa eruzione è infatti legata alla nascita di un libro, anzi addirittura di un genere letterario e all’invenzione di un mezzo di trasporto che ha cambiato i secoli successivi.
Difficile da immaginare, ma sorprendentemente vero e attuale.

Raccontare questa storia significa riflettere su come anche una disgrazia possa, attraverso imperscrutabili sentieri, arricchire la nostra esistenza.

La speranza è quella di non vivere mai situazioni simili, ma se proprio dovesse succedere, forse potremmo anche farne tesoro.

Le donne sono in grado di studiare? - Il valore della diversità

Le donne possono studiare?
Non è che per caso studiare fa loro male?

Oggi (per fortuna) a moltissimi pare una domanda assurda, ma non bisogna dimenticare che fino a pochi anni fa si sono avute discussioni anche scientifiche sulla questione.

Questa è una storia fatta di pregiudizi di genere e ansie razziali, ma è anche la storia di una dottoressa americana che non si fece intimorire e che dimostrò scientificamente che la verità stava altrove.

Questa è una storia che ci riguarda molto da vicino.

Recensione #1 - La mobilità elettrica. Storia, tecnologia, futuro, di A. Abbotto

Il canale diventa anche occasione per parlare di libri inerenti alla storia della scienza e ai suoi temi chiave.

Oggi vorrei parlarvi di un libro interessante che ho recentemente avuto il piacere di leggere: la mobilità elettrica. Un piccolo manuale su come il trasporto a emissioni zero (o quasi) stia per segnare una transizione epocale. Alessandro Abbotto è professore di chimica presso l'Università di Milano-Bicocca, ma è anche proprietario e guidatore di macchine elettriche. In poche pagine, divertenti e semplici anche per i meno esperti, partendo dalla storia della mobilità elettrica, ci racconta come questa tecnologia sta evolvendo e come potrebbe cambiare le nostre vite. Senza nasconderne le pecche e le mancanze, racconta anche ai più esperti quello che è già stato fatto e quello che succederà a breve.

Ne parlo in pochi minuti, sperando di fornirvi qualche spunto interessante in più e qualche buon motivo per leggerlo. Per qualunque informazione aggiuntiva rimango come sempre a vostra disposizione nei commenti o sulla mail del canale.

Buona visione e buona lettura.

Storia della mappa segreta (che ha diviso il mondo)

Se le mappe vi sembrano noiose, allora non conoscete la storia del planisfero di Cantino, una storia fatta di spie, omicidi, contese internazionali, spavaldi avventurieri e viaggi rocamboleschi. Una mappa che ha letteralmente diviso il mondo e segnato un punto di non ritorno. Il simbolo di un cambiamento che avrebbe modificato il corso della tecnica, indicato la rotta dei nuovi viaggi, mutato il modo di esplorare e interpretare il mondo.

Una finestra sul globalismo, un terremoto culturale con epicentro in Europa, che ridisegnò territori e orizzonti filosofici.

Storia dei meccanici di F1 che hanno aiutato i medici a salvare dei bambini

Cosa potrebbe legare un ospedale pediatrico a un Gran premio di Formula 1? Apparentemente parliamo di due mondi lontanissimi tra loro, che invece qualche anno fa si sono incontrati dando vita a una piccola rivoluzione che ha probabilmente ha salvato la vita a non pochi bambini.

Una storia che, come spesso capita, sembra poter superare la fantasia: la storia dei meccanici della mitica Ferrari che hanno aiutato dei chirurghi pediatrici inglesi a migliorare il loro lavoro.

L’ennesimo esempio di come le contaminazioni siano preziose fonti d’ispirazione, di come fuori dal nostro campo visivo, oltre al nostro orizzonte di interessi primari si annidino dimensioni che racchiudono la soluzione ai nostri problemi.

Oggetti misteriosi #4 - Un gioco...radioattivo!

Non ci sono più i giochi di una volta! Forse dovremmo dire: per fortuna…Ecco a voi infatti il gioco più pericoloso di tutti i tempi: l’Atomic Energy Lab U-238 della Gilbert, un gioco pensato per far divertire i bambini con le radiazioni.

Una storia che oggi può sembrare incredibile, ma che contiene tanti spunti di riflessione: una concezione del pericolo distante dalla nostra o l’idea che i giocattoli dovessero diventare anche un luogo di sperimentazione e divertimento “responsabile”.

Questo video è stato possibile grazie al prezioso suggerimento di Antonio Calò, uno dei tanti scienziati che ogni giorno, con allegria e curiosità, contribuisce a migliorare la nostra conoscenza dell’atomo e dei suoi segreti.

Storia dell'edificio che deturpò Parigi (oppure no?)

C’è che la definì un faro, un chiodo, un candelabro o addirittura un’impalcatura fatta di sbarre e di ferro angolare, priva di qualsiasi senso artistico; perfino il potente Pierre Tirard, futuro primo ministro, disse che si trattava di un progetto lontano dalla genialità dei francesi.

Un professore di matematica predisse il crollo della torre una volta raggiunti i 227 metri, altri temettero che fosse in grado di magnetizzarsi e attrarre tutto il ferro della capitale o che potesse attirare temporali e fulmini devastanti.

Parliamo ovviamente della Torre Eiffel che è oggi non soltanto un simbolo di Parigi e della Francia, ma potremmo dire anche dell’idea di progresso. Una torre che è oggi ammirata e amata da tutti, ma che fu violentemente osteggiata e temuta.

La sua storia (e quella del suo creatore) può renderla ancora più affascinante.

Storia di un premio ignobile (e dell'importanza dell'umorismo)

E se vi dicessi che un fisico ha ottenuto un importante riconoscimento per aver fatto levitare magneticamente una rana, che cosa pensereste? È successo veramente e questa storia non può che rimandarci a una domanda centrale nel dibattito scientifico odierno: esistono ricerche scientifiche inutili?

Oggi parliamo del celebre premio Ig Nobel –un gioco di parole tra il più antico e serioso Nobel e la parola ignobile– che assegna dieci riconoscimenti, senza alcun contributo in denaro, a ricerche “strane, divertenti e perfino assurde”. Animati da quel pragmatismo statunitense, a volte così efficace, diretto e al contempo ironico, gli organizzatori hanno pensato a un evento che pur facendo in un primo momento sorridere, potesse anche far riflettere e divulgare la scienza e il suo valore. Un evento che intende premiare l’insolito, l’immaginifico, e stimolare l'interesse del pubblico generale alla scienza.

Studi che appaiono bizzarri, inutili o addirittura ridicoli possono invece rivelarsi importanti, possono generare interi ambiti di ricerca, possono favorire il progresso attraverso imprevedibili meccanismi. La storia è piena di esempi capaci di suffragare questa tesi, ma gli Ig Nobel riescono a dimostrarcelo con il sorriso. Diffondono una forma di divulgazione, ironica e potentissima, che dovrebbe essere maggiormente praticata per ricucire quella pericolosa lacerazione che separa pericolosamente, oggi più che mai, comunità scientifica e società.