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Tag: rototom

Totale: 238

Jah Cure

Per vari motivi Jah Cure è uno dei più discussi artisti reggae dei nostri tempi ed anche uno dei cantanti roots su cui gli appassionati di musica giamaicana pongono le maggiori aspettative per il futuro. Il suo vero nome è Siccaturie Alcock, è nato a Montego Bay nel 1979 ed ha passato l'infanzia e l'adolescenza a Kingston. Il suo nome inizia ad acquisire credibilità nel biennio 1997-1998 con l'uscita di una serie di singoli che brillano per intensità: stiamo parlando di brani come 'Chant Rastaman', 'Trod in the valley', 'Western region', 'Zion way', 'Cease all wars' e soprattutto i grandi duetti con Jah Mason 'Run come love me' e con Sizzla 'King in this jungle'. Questo ultimo brano è particolarmente importante perché consolida il rapporto con Beres Hammond come suo produttore privilegiato attraverso la etichetta Harmony House mentre l'incontro con Sizzla introduce Jah Cure alla confraternita Rasta dei Bobo Dreads con cui tanti altri artisti come Capleton, Anthony B e Junior Reid simpatizzano. La militanza dei suoi testi e la vibrante sincerità della sua voce fanno di questo giovane cantante uno dei migliori nuovi artisti new roots sulla scia di personaggi come Luciano e Garnett Silk ed è uno shock quando nel novembre del 1998 Jah Cure viene arrestato nella zona di Montego Bay ed incriminato dello stupro di una giovane donna ottenuto attraverso la minaccia di una pistola. Mentre la prova principale della sua colpevolezza è il suo riconoscimento da parte della vittima Jah Cure si dichiara innocente e vittima di un complotto perpetrato ai suoi danni dal poliziotto che lo ha arrestato congiuntamente alla madre della vittima motivato dalla discriminazione per la sua militanza Rasta. Nell'aprile 1999 viene dichiarato colpevole da un processo che sentenzia per lui una pena di quindici anni di carcere da trascorrere al St. Catherine Adult Correctional Centre. Nel frattempo si mobilita, senza risultati, l'attivismo di tanti artisti reggae tra cui Capleton, i Morgan Heritage e Sizzla per richiedere il rilascio sulla base delle sue continue dichiarazioni di innocenza. Nel 2000 intanto esce il suo primo album 'Free Jah Cure' ed è sostanzialmente una raccolta dei suoi migliori brani prima dell'arresto e della condanna così come 'Ghetto life', pubblicato nel 2003. Intorno al 2002 Jah Cure viene trasferito al Tower Street Adult Correctional Centre dove è presente uno studio di registrazione digitale che i detenuti possono usare: questo punto vari produttori si recano in questo carcere per registrare nuovi brani che l'artista ha composto durante la sua detenzione. Jah Cure torna alla ribalta nel 2004 per grandi canzoni come 'Jamaica', 'Good morning Jah Jah' e soprattutto la struggente 'Longing for' prodotta da Don Corleon sul celebratissimo Drop Leaf riddim. La ritrovata vena dell'artista durante la detenzione è ribadita dall'uscita nel 2005 di 'Freedom blues', raccolta di nuovi brani e di cavalli di battaglia antecedenti la reclusione: tra le proteste della vittima e dei colpevolisti la voce di Jah Cure torna di grande attualità in Giamaica ed in tutte le piazze calde del reggae mondiale mentre si profila la possibilità di una sua uscita anticipata dal carcere grazie alla sua buona condotta. Il cantante intanto registra sempre in carcere ottimi brani con una certa regolarità: ancora per Don Corleon registra 'Love is', sulla etichetta Rockers Rebel esce la combination con Al Borosie 'Life' mentre per Downsound il singer registra la combination con Fantan Mojah 'Dem nuh build great man', 'Congo man' e soprattutto la struggente ballata sulla sua condizione di recluso 'True reflections'. E' proprio questo brano che intitola nell'estate dello scorso anno il suo nuovo CD che la VP pubblica in contemporanea con la sua scarcerazione. A grande sorpresa il suo primo concerto da uomo libero va in scena in Olanda al Sundance Festival e richiama a questa manifestazione il pubblico reggae di tutta europa mentre la grande festa organizzata in Giamaica per la suqa liberazione viene addirittura posticipata a causa della concomitanza con la campagna elettorale. Mentre i suoi singoli più recenti continuano a mettere in evidenza il suo grande talento Jah Cure è atteso nuovamente in europa ed al Rototom Sunsplash la prossima estate.

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Sebastian Sturm

Il cantante roots Sebastian Sturm è uno dei nomi più significativi emersi dalla scena tedesca degli ultimissimi anni. Nel 2007 i lettori della rivista Riddim lo hanno votato in massa come miglior nuovo artista e nei suoi più di cento concerti ha avuto come grandi momenti le esibizioni al Summerjam, allo Zenith di Parigi, a vari grandi altri festival europei. Nato nel 1980 da padre tedesco e madre indonesiana Sebastian si è innamorato ben presto del reggae concentrandosi sui grandi del roots anni settanta. Dopo i primi due singoli pubblicati nel 2006 ‘Without a trace’ e ‘Time to say no’ lo stesso anno ha visto la luce il suo debutto di lunga durata ‘This change is nice’ rivelando una ottima voce e grandi capacità compositive. Ispirato ai suoni dei leggendari studi Channel One in Giamaica il suo ultimo album ‘One moment in peace’ del 2008 rappresenta un concreto passo avanti nella sua avventura musicale.

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Tiken Jah Fakoly

Oltre al ritorno di Alpha Blondy questo Rototom Sunsplash 2006 vede l’arrivo per la prima volta dell’altra superstar del reggae dalla Costa D’Avorio e cioè Tiken Jah Fakoly. Ispirandosi alla figura di Alpha Blondy questo artista è riuscito ad affermarsi a livello mondiale attraverso il suo reggae di matrice africana e le sue liriche di liberazione. Tiken Jah è nato a Odiennè, nel nord-ovest della Costa D’Avorio il 23 giugno del 1968, discendente di una famiglia di ‘griots’, i tradizionali cantastorie depositari della trdizione orale africana. Fin da giovanissimo mostra un grande interesse per la musica e negli ultimi anni dell’adolescenza viene letteralmente rapito dalla musica reggae. A 20 anni inizia a registrare le prime canzoni e nel 1987 forma Dielys, il suo primo gruppo di cui diviene ben presto il carismatico leader: il grande successo che fa seguito ai loro concerti porta il gruppo alla registrazione dei primi due albums ‘Dielys’ (1993) e ‘Missiri’ (1994). La repressione delle manifestazioni di piazza che a seguito alla morte del presidente Boigny chiedono una apertura democratica in Costa D’Avorio rappresentano la spinta per Tiken Jah a diventare un autore impegnato contro la corruzione politica nel suo paese. Nel 1996 il suo singolo ‘Mangercratie’ attacca i politici africani che agiscono per il proprio interesse mantenendo i loro popoli nella miseria e nell’oppressione e costituisce con il suo successo un nuovo trampolino di lancio per la sua carriera. Nel frattempo la sua fama varca i confini africani ed il 23 marzo 1998 l’artista militante fa il suo debutto in concerto a Parigi, da sempre centro importante nella produzione e distribuzione della musica africana. Nel maggio 1999 esce il suo album ‘Mangercratie’: a questo punto la reggae band Sinsemilla diventa la sua backing band e lo accompagna in un esaltante tour mondiale a cui fa seguito l’uscita di un ulteriore album intitolato ‘Cours d’histoire’ che viene addirittura mixato in Giamaica. Mentre esce ‘Cours d’histoire’ pero’ Tiken Jah non siede sugli allori: torna in Costa D’Avorio dove a seguito di un colpo di stato si e’ insediato il generale Guei ed attacca direttamente il potere politico con ‘Le cameleon’, un album pensato appositamente per il mercato locale. Il contratto discografico con la Barclay lo consacra una star mondiale del reggae africano: il primo album per questa etichetta e’ ‘Francafrique’, registrato a Kingston con l’aiuto di personaggi come Anthony B, U Roy, Sly & Robbie e Chinna Smith. Lo stesso team giamaicano che ha lavorato con lui in ‘Francafrique’ si ricompone nel 2004 per un altro album intitolato ‘Coup de gueule’. Sara’ sicuramente questo album, uscito nei primi mesi del 2005 che costituira’ l’ossatura del suo debutto sul palco del Rototom Sunsplash.

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CENSURA 2008: incontro col suo autore, Peter Phillips

Per trent'anni Project Censored, un autorevole gruppo di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo "del giornalismo indipendente in una società democratica", ha raccolto notizie importanti che i principali gruppi mediatici hanno ampiamente ignorato, dando spazio anche alle più piccole e frammentarie informazioni che potessero generare verità negate."Censura 2008. Le 25 notizie più censurate", l'annuario curato da Peter Phillips e Project Censored sulle notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine dei giornali del mondo, verrà presentato al pubblico internazionale del Sunsplash, con un grande sforzo organizzativo per festeggiare al meglio il quindicennale, direttamente dal suo autore, lo statunitense Peter Phillips, docente di sociologia presso la Sonoma State University of California e guida di Project Censored, nell’unica presentazione ufficiale del testo in terra italiana, in collaborazione con la casa editrice Nuovi Mondi.Anche quest'anno "Censura" ci ricorda che la missione imprescindibile di un giornalista in un paese democratico non cambia e non deve cambiare: il controllo delle istituzioni al potere. Ma "l'informazione come cane da guardia del potere" appare sempre più spesso in Italia e non solo, purtroppo, soltanto un precetto astratto. Introduce Walter Tomada, giornalista del Gazzettino e già capo ufficio stampa del Comune di Udine.

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Sud Sound System

Roots reggae, dancehall style, la consapevolezza delle proprie radici, il non porre limiti alla propria espressivita’ usando il dialetto salentino, l’italiano ed il patois nelle proprie liriche: questi sono i principali ingredienti della ricetta Sud Sound System, il collettivo salentino attivo dai primi anni novanta quando era fondamentale recuperare la propria tradizione per fonderla a delle suggestioni ritmiche che arrivavano da Kingston, Londra o New York. Dagli esordi con i loro bellissimi singoli ‘Fuecu’ e ‘Reggae internazionale’ hanno prodotto sette albums (raccolte comprese) e due raccolte di vari artisti, la seconda delle quali, ‘Salento Showcase 2000’ mostra chiaramente di come la loro lezione continua ad essere recepita nella loro terra da svariati giovani artisti che producono musica prendendoli come punto di riferimento. I Sud Sound System hanno fatto tantissima strada dai loro esordi e sono entrati nel terzo millennio sicuramente come una delle voci piu’ apprezzate della scena reggae italiana. I loro vocalists sono dei campioni assoluti ed in Italia non hanno rivali nel dancehall style. Da vari anni i Sud Sound System si sono uniti ad una band nuova di zecca, la Baggariddim Band per tornare al suono live ed hanno pubblicato nel 2001 l’ottimo ‘Musica musica’, presentato al pubblico del Sunsplash 2001 nel notevole concerto che ha infuocato il main stage prima dell’arrivo del ciclone Sizzla. Nel 2002 i Sud Sound System hanno prodotto l’inno ufficiale della loro squadra calcistica del cuore, il Lecce e hanno fornito la loro musica e la loro efficace presenza scenica a ‘Acido fenico’, una piece teatrale di successo scritta da Giancarlo Di Cataldo in cui la musica e le parole della band fanno da contrappunto ad una storia tragica di camorra e di degrado sociale nel piu’ tipico Sud d’Italia, lo stesso Sud che cerca un riscatto anche attraverso le loro voci. Gli inarrestabili Sud Sound System sono tornati nel 2003 con un nuovo CD: ‘Lontano’, una conferma assoluta, un lavoro in cui l’amore per il reggae, la loro dancehall ‘mediterranea’ e le loro liriche di denuncia sociale toccano vertici di qualita’ altissimi. Tra i punti di arrivo piu’ interessanti della loro carriera abbiamo un concerto tenutosi a Gallipoli nell’ agosto 2003 in cui Sud Sound System hanno eseguito la loro musica arrangiata anche per archi insieme alla Orchestra Filarmonica di Lecce. Nel 2004 e’ uscito ‘Fuecu su fuecu’, un riassunto della loro opera sulla etichetta V2 impreziosito dalla presenza dei due ottimi inediti ‘Fuecu su fuecu’ e ‘Friscu de sira’. Nel 2005 sono usciti sulla etichetta tedesca Pow Pow i due singoli ‘Don’t follow dem’ e ‘Solo se tu vuoi’ rivolti al mercato internazionale, ed in seguito il loro apprezzatissimo CD ‘Acqua pe sta terra’ dove per la prima volta la band salentina ha collaborato con prestigiosi ospiti internazionali come Luciano, Anthony Johnson, Chico e General Levy. Nel frattempo l’attivita’ dei Sud Sound System continua ad essere frenetica: oltre ai loro frequenti tour italiani, sia con la band che in versione dancehall style, gli artisti di San Donato hanno pubblicato nel 2006 il CD/DVD dal vivo ‘Live and direct 2006’, il debutto della giovane cantante Marina con ‘Comu passione’ (da qualche tempo e’ anche una corista dei Sud Sound System) ed il terzo capitolo della serie ‘Salento Showcase’ pubblicato nel 2007. Nel gennaio 2007 i campioni salentini si sono esibiti a Nairobi (Kenia) nel corso del Social Forum. Le novità degli ultimi mesi per i Sud Sound System sono i tre singoli autoprodotti ed usciti sulla etichetta Sud Sound System ‘Long time’, ‘Me love how she gwaan’ (in combination con Daddy Freddy) e ‘Una sula’ (in combination con Kiprich) ed alcune notizie riguardanti l’ultimo CD già ultimato e programmato in uscita.’Dammene ancora' infatti dovrebbe uscire il prossimo 2 maggio con un elenco impressionante di ospiti: Jah Mason, Kiprich, Blind Dawg, Lazah, Irie Love, Daddy Freddy, i Morgan Heritage ma anche la star italiana Neffa. Sulla carta, vista la caratura delle partecipazioni, questo nuovo CD è il più ambizioso progetto affrontato dalla band salentina e sicuramente costituirà l’ossatura del loro show 2008 al Rototom Sunsplash.

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Sud sound system

Roots reggae, dancehall style, la consapevolezza delle proprie radici, il non porre limiti alla propria espressivita’ usando il dialetto salentino, l’italiano ed il patois nelle proprie liriche: questi sono i principali ingredienti della ricetta Sud Sound System, il collettivo salentino attivo dai primi anni novanta quando era fondamentale recuperare la propria tradizione per fonderla a delle suggestioni ritmiche che arrivavano da Kingston, Londra o New York. Dagli esordi con i loro bellissimi singoli ‘Fuecu’ e ‘Reggae internazionale’ hanno prodotto sette albums (raccolte comprese) e due raccolte di vari artisti, la seconda delle quali, ‘Salento Showcase 2000’ mostra chiaramente di come la loro lezione continua ad essere recepita nella loro terra da svariati giovani artisti che producono musica prendendoli come punto di riferimento. I Sud Sound System hanno fatto tantissima strada dai loro esordi e sono entrati nel terzo millennio sicuramente come una delle voci piu’ apprezzate della scena reggae italiana. I loro vocalists sono dei campioni assoluti ed in Italia non hanno rivali nel dancehall style. Da vari anni i Sud Sound System si sono uniti ad una band nuova di zecca, la Baggariddim Band per tornare al suono live ed hanno pubblicato nel 2001 l’ottimo ‘Musica musica’, presentato al pubblico del Sunsplash 2001 nel notevole concerto che ha infuocato il main stage prima dell’arrivo del ciclone Sizzla. Nel 2002 i Sud Sound System hanno prodotto l’inno ufficiale della loro squadra calcistica del cuore, il Lecce e hanno fornito la loro musica e la loro efficace presenza scenica a ‘Acido fenico’, una piece teatrale di successo scritta da Giancarlo Di Cataldo in cui la musica e le parole della band fanno da contrappunto ad una storia tragica di camorra e di degrado sociale nel piu’ tipico Sud d’Italia, lo stesso Sud che cerca un riscatto anche attraverso le loro voci. Gli inarrestabili Sud Sound System sono tornati nel 2003 con un nuovo CD: ‘Lontano’, una conferma assoluta, un lavoro in cui l’amore per il reggae, la loro dancehall ‘mediterranea’ e le loro liriche di denuncia sociale toccano vertici di qualita’ altissimi. Tra i punti di arrivo piu’ interessanti della loro carriera abbiamo un concerto tenutosi a Gallipoli nell’ agosto 2003 in cui Sud Sound System hanno eseguito la loro musica arrangiata anche per archi insieme alla Orchestra Filarmonica di Lecce. Nel 2004 e’ uscito ‘Fuecu su fuecu’, un riassunto della loro opera sulla etichetta V2 impreziosito dalla presenza dei due ottimi inediti ‘Fuecu su fuecu’ e ‘Friscu de sira’. Nel 2005 sono usciti sulla etichetta tedesca Pow Pow i due singoli ‘Don’t follow dem’ e ‘Solo se tu vuoi’ rivolti al mercato internazionale, ed in seguito il loro apprezzatissimo CD ‘Acqua pe sta terra’ dove per la prima volta la band salentina ha collaborato con prestigiosi ospiti internazionali come Luciano, Anthony Johnson, Chico e General Levy. Nel frattempo l’attivita’ dei Sud Sound System continua ad essere frenetica: oltre ai loro frequenti tour italiani, sia con la band che in versione dancehall style, gli artisti di San Donato hanno pubblicato nel 2006 il CD/DVD dal vivo ‘Live and direct 2006’, il debutto della giovane cantante Marina con ‘Comu passione’ (da qualche tempo e’ anche una corista dei Sud Sound System) ed il terzo capitolo della serie ‘Salento Showcase’ pubblicato nel 2007. Nel gennaio 2007 i campioni salentini si sono esibiti a Nairobi (Kenia) nel corso del Social Forum. Le novità degli ultimi mesi per i Sud Sound System sono i tre singoli autoprodotti ed usciti sulla etichetta Sud Sound System ‘Long time’, ‘Me love how she gwaan’ (in combination con Daddy Freddy) e ‘Una sula’ (in combination con Kiprich) ed alcune notizie riguardanti l’ultimo CD già ultimato e programmato in uscita.’Dammene ancora' infatti dovrebbe uscire il prossimo 2 maggio con un elenco impressionante di ospiti: Jah Mason, Kiprich, Blind Dawg, Lazah, Irie Love, Daddy Freddy, i Morgan Heritage ma anche la star italiana Neffa. Sulla carta, vista la caratura delle partecipazioni, questo nuovo CD è il più ambizioso progetto affrontato dalla band salentina e sicuramente costituirà l’ossatura del loro show 2008 al Rototom Sunsplash.

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Michael Rose

Michael Rose è un nome storico del roots reggae giamaicano ed ha raggiunto la fama come cantante solista della miglior formazione dei Black Uhuru a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta: con questa formazione ha vinto un Grammy Award nel 1983 per l'album 'Anthem'. Questo straordinario cantante comunque ha ripreso quota dopo aver lasciato i Black Uhuru con un nuon numero di ottimi albums come solista. Michael è nato a Waterhouse, turbolento ghetto di Kingston l'11 luglio del 1957 ed e' uno dei tanti artisti reggae cresciuto in questo quartiere. Prima di unirsi a Black Uhuru lascia svariate tracce come solista (tra cui una versione embrionale di 'Guess who's coming to dinner') in singoli prodotti, tra gli altri, da Niney The Observer, Lee Perry e Prince Jammys.Quando la primissima versione di Black Uhuru, composta da Duckie Simpson, Garth Dennis e Don Carlos si scioglie, Michael entra a far parte dell'organico ricostituito insieme al membro fondatore Duckie Simpson ed a Errol Nelson. Mentre questa prima formazione registra con Jammy nel 1977 il primo fantastico album 'Love crisis', il gruppo muta ancora forma, al posto di Errol Nelson arriva la statunitense Puma Jones ed insieme a Sly & Robbie registra una serie di incredibili album culminata nella vittoria del Grammy Award nel 1983 con 'Anthem'. A questo punto Michael Rose abbandona Black Uhuru e si prende un momento di riflessione: la sua carriera riprende intorno al 1990 con alcuni singoli autoprodotti e il crossover album 'Proud' pubblicato dalla RCA. Anche da solista Michael è molto prolifico ed il suo stile compositivo non dimostra discontinuità rispetto ai brani composti nel periodo Black Uhuru. Dal 1995 si lega all'etichetta americana Heartbeat per cui fa uscire solidissimi lavori come 'Michael Rose' (1995), 'Be yourself' (1996), 'Dance wicked'(1997) e 'Party in session live' (1998) registrato dal vivo. Nel 1999 esce un nuovo ottimo CD prodotto da Sly & Robbie intitolato 'X-Uhuru'. E' difficile sorprendere Michael Rose in un momento debole: la sua carriera continua nel nuovo millennio con CDs sempre all'altezza tra cui citiamo 'Never give it up' e 'African roots'. Oltre a pubblicare i suoi albums fa capolino di tanto in tanto nel mercato dei singoli giamaicani con ottime prove. Nel 2005 si riconcilia con Duckie Simpson e ricompone con quest'ultimo i Black Uhuru: la sua ultima apparizione al Rototom Sunsplash risale proprio a quell'anno come Black Uhuru. L'ottima performance di Michael e Duckie fu accompagnata, come del resto il loro ultimo tour italiano del 2007, dalla backing band inglese Ras Ites. Nel 2007 Michael ha pubblicato i due CDs 'Passion of life' e 'The saga'.

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Rototom Sunsplash 2010 - Anthony B

Attivo dai primi anni novanta il bobo dread di Portmore è uno dei sing-jays che propone un grande spettacolo in bilico tra la carica mistica del new roots e l'esplosività ed i trucchetti scenici della dancehall. Dopo l'iniziale successo di 'Fire pon Rome' Anthony B ha al suo attivo una lunghissima serie di hits che ha decisamente contribuito a scrivere la storia della musica giamaicana degli ultimi anni. Il suo ultimo capolavoro 'Rise Up' è uscito nel 2009.

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Skatalites

Gli Skatalites sono un gruppo dalla importanza storica incalcolabile per la storia del reggae: nei primi mesi del 1964 questa band fu formata da importanti musicisti della scena musicale di Kingston come Tommy McCook, Roland Alphonso, Lloyd Knibbs e Lloyd Brevett. Proprio Tommy McCook fu scelto come band-leader grazie alla sua bravura ed esperienza e fu proprio lui a cambiare il nome della band da Satellites a Skatalites, a sottolineare la grande popolarita’ in quel momento dello ska, lo stile musicale giamaicano nato dall’unione dei ritmi caraibici e del suono del rhythm & blues statunitense che accoglieva grandi favori sull’isola. Del nutrito organico originale facevano parte oltre ai due sax di McCook e Alphonso e a Knibbs alla batteria e Brevett al basso, altri grandi musicisti come Don Drummond al trombone, Johnny ‘Dizzy’ Moore alla tromba, Lester Sterling al sax alto, il giovanissimo Jackie Mittoo al piano e Jah Jerry Hines alla chitarra. Svariati altri personaggi erano coinvolti nelle numerosissime sessions che gli Skatalites suonarono negli studi di Kingston sotto differenti nomi d incarnazioni. Molti di questi musicisti ricevettero una educazione musicale alla famosa Alpha Boys School, una scuola diretta da suore e riservata ai ragazzi del ghetto con particolari problemi: i docenti musicali della Alpha Boys erano i migliori jazzisti della scena giamaicana del tempo ed i migliori elementi che finivano gli studi venivano regolarmente impiegati in bande militari o nelle numerose bands della scena dei locali notturni. Nella memoria degli amanti della tradizione storica del reggae, gli Skatalites rimangono come la piu’ importante original ska band mai esistita: le loro migliori registrazioni di strumentali con il nome Skatalites sono state immortalate da produttori come Coxsone Dodd, Duke Reid, King Edwards, Justin Yap e Randys. Importantissimo e’ anche il contributo dato da questi musicisti come musicisti di studio per i brani vocali ska delle prime registrazioni di importanti artisti come Bob Marley, Peter Tosh, Ken Boothe, Delroy Wilson o i Maytals di Toots Hibbert. L’epopea degli Skatalites originali subi’ un duro contraccolpo alla fine del 1964 quando il grande trombonista Don Drummond, che soffriva di disturbi mentali, uccise in un accesso di follia la sua fidanzata e venne condannato e rinchiuso al Bellevue Hospital dove mori’ quattro anni dopo. L’ultimo concerto degli Skatalites si svolse nell’agosto del 1965 ad una serata organizzata dalla polizia al Runaway Bay Hotel. Dopo lo scioglimento i musicisti che facevano parte della band continuarono a lavorare verso lo sviluppo della forma classica della musica reggae in altre esperienze: Roland Alphonso e Jackie Mittoo formarono i Soul Brothers, la in-house band a Studio One, mentre Tommy McCook organizzo i suoi Supersonics con cui registro’ grande materiale a Treasure Isle ai tempi del rocksteady. A meta’ degli anni ottanta gli Skatalites si riunirono per registrare nuovamente dischi ska ed esibirsi in una sorta di rievocazione storica: nonostante la scomparsa di grandi come appunto McCook e Alphonso, questa nuova incarnazione e’ arrivata attiva fino ai nostri giorni. Degli Skatalites originali e’ possibile vedere sul palco la batteria di Lloyd Knibbs , il sax di Lester Sterling. Altri importanti musicisti che fanno parte dell’organico cono il sassofonista Cedric Brooks, il trombonista Vin Gordon e la cantante Doreen Shaefer.

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Rototom Sunsplash 2010 - Abyssinians

Rototom Sunsplash 2010 - Main StageBasterebbe da sola 'Sattamassagana', il quintessenziale inno a Rastafari registrato da Abyssinians nel 1969 decisamente in anticipo sui tempi a dare gloria imperitura a questo mitico trio vocale. In realtà Bernard Collins e compagni hanno scritto altre straordinarie pagine di 'roots & culture' durante gli anni settanta senza raggiungere la fama che meritavano ma rimandendo sempre un gruppo di culto. A più di quarant'anni dalla loro formazione però il culto si mantiene inalterato così come la magia delle armonie vocali di questo grande gruppo.

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