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Tag: diritti

Totale: 56

Don Gallo - intervista sui diritti dei transgender

Intervista a don Gallo prima del convegno "Diritti non detti" dei transgender tenuto al Palazzo Ducale di Genova il 9 gennaio 2010 e organizzato dalla Comunità di San Benedetto al Porto.
Al convegno hanno partecipato, oltre a don Gallo, Vladimir Luxuria, Regina Satariano, Andrea Ranieri, Rossella Bianchi, Donatella Siringo, Cristina Morelli, Francesco Pivetta

Intervista a Luisa Morgantini

NADiRinforma il 18 novembre 2009, a Bologna, incontra Luisa Morgantini, da sempre fortemente impegnata, sul fronte istituzionale e non, nella lotta a salvaguardia dei diritti della Palestina; già vicepresidente del Parlamento Europeo con l’ incarico delle politiche europee per l’Africa e per i diritti umani e una delle fondatrici della rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza. La Morgantini ci dà un'immagine della drammatica vicenda del popolo palestinese, diviso letteralmente in due, tra Cisgiordania e Gaza; una Gaza ancora blindata e sottoposta ad un durissimo embargo. Si parte dalle modalità espresse in ambito geopolitico dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dall’attuale governo israeliano guidato da Benjiamin Netanyahu, a seguire “l’Operazione Piombo Fuso” (dicembre'08-gennaio'09) guidata dal precedente governo di Ehud Olmert. Segue l’analisi delle vicende più attuali, come il rapporto Goldstone o le difficoltà delle leadership palestinesi, sottoposte a pressioni esterne, non trascura la ricerca del contesto storico più antico, utile a ricollocare nella sua corretta dimensione la storia di un popolo privato della pace e della terra.Intervista a cura di Angelo BoccatoSi ringrazia per l’ ospitalità l’ Ufficio Stranieri della CGIL di Bologna e per il supporto la persona di Roberto Morgantini.

Visita: www.mediconadir.it

G.A.Y. Good As You - 5° puntata - I ragazzi del DGP

G.A.Y. Good As YouIl gruppo giovani del DGP (Di Gay project) è un bellissimo esempio di questo fenomeno, nato per lappunto nel 2002, è cresciuto insieme ad una vera e propria generazione di ragazzi, lingresso nella socializzazione omosessuale ora non è più limitata alla frequentazione di locali e chat, spesso luoghi inadatti per giovani adolescenti, ma trova un vero e proprio spazio alla luce del sole, un muretto della comitiva che ha avuto leffetto di abbassare notevolmente in pochissimi anni letà media di autocoscienza e socializzazione omosessuale dellintera comunità LGBT. Renato e Claudia sono approdati in questo circolo in cerca di amici e ora sono i principali gestori del gruppo giovani che negli ultimi anni si è evoluto notevolmente. Insieme a Lorenzo, Daniele ed Edoardo si occupano dellaccoglienza di nuovi arrivi, di informazione dattualità affrontando temi quali coming out, omosessualità e lavoro, organizzano attività ricreative ed aggregative sia interne come cineforum che esterne come gite e quantaltro. Non mancano di svolgere attività politica sia informando che partecipando e coinvolgere nuove persone in manifestazioni pubbliche ed attività culturali atte ad affermare i diritti LGBT. Il DGP è un circolo giovane, gestito anche da giovani che sono cresciuti insieme e che saranno gli attivista gay di domani.

Rifugiati in P.zza Oberdan

Milano 05/09/2009:NADiRinforma propone l'intervista a Paulos, un rifugiato proveniente dall'Eritrea, che come tanti altri ha avuto dall'Italia lo status di rifugiato solo sulla carta. Infatti, come prevede la convenzione di Ginevra, i rifugiati hanno dei diritti acquisiti nello Stato in cui vengono accolti, diritti negati in Italia.E' per richiedere questi diritti che un gruppo di rifugiati provenienti dal Corno d'Africa, stanno lottando da quasi 5 mesi a Milano, stanno dormendo per strada in P.zza Oberdan, ed hanno subito da parte di Comune, Questura, Polizia municipale, Nettezza urbana,Polizia di stato qualunque tipodi vessazione. La Questura ha persino chiesto la revoca dello status di rifugiato per coloro che più si sono esposti nella lotta, ovviamente la commissione di Roma non ha ritenuto esserci i presupposti per revocare. Ma questo è il trattamento riservato a coloro che non ci stanno alle regole imposte ed alzano la testaper chiedere un trattamento umano a cui,peraltro, hanno diritto anche legalmente.In appoggio alla lotta dei "rifugiati di P.zza Oberdan" si sono schierate associazioni e comitati antirazzisti oltre a tanta gente comune che ha dato vita ad un circuito di solidarietà come testimoniano le partecipate "notti bianche" ed i piccoli gesti di vera accoglienza di tutti i giorni.I rifugiati insieme a queste associazioni hanno richiesto alla questura il permesso per manifestare in corteo davanti al Comune, ma anche questo è stato negato. E' chiaro l'intento delle istituzioni di far morire questa coraggiosa lotta nel silenzio. Anche i mass-media riportano solo le bugie che leistituzioni vogliono far loro riportare ed alcuni giornalisti hanno persino detto che loro ci saranno per questa lotta quando ci sarà "violenza".I rifugiati non vogliono la violenza, che ben conoscono nei loro paesi d'origine e dalla quale fuggono. Vogliono portare avanti una lotta pacifica per i loro diritti e lo stanno facendo, anche se sono ormai stanchi e convinti di lottare contro "un muro",come dice Paulos, ed hanno acquisito laconsapevolezza che in Italia i diritti umani non esistono. Alcuni di loro sono andati in altri paesi dove, si hanno notizie, abbiano ricevuto il trattamento sancito dalla convenzione di Ginevra.Da questo la richiesta dei rifugiati " cancellate le nostre impronte digitali e dateci la possibilità di andarcene da questo paese che non ci vuole".Anche questo non è loro permesso. Debbono stare in Italia continuare a dormire per strada o in luoghi di fortuna, mangiare alla Caritas e non poterlavorare o avere una tessera sanitaria perché non hanno una residenza.I rifugiati di" Piazza Oberdan" sono, però, convinti che, anche se non hanno ancora ottenuto una casa, hanno ottenuto grandi vittorie. Sicuramente hanno portato a conoscenza di tante persone, e non solo in Italia, la loro situazione,sono stati capaci di sollecitare intorno a loro tanta solidarietà edhanno conquistato la loro dignità di esseri umani anche di fronte alle istituzioni che continuano a negare i loro diritti.Per ulteriori informazioni: rifugiati.milano@gmail.com

Visita: www.a3f.org

Gsotto: LA CRISI ALIMENTARE, ECONOMICA E DI PRODUZIONE

04 Luglio 2009Ex-mattatoio, IglesiasProdotti, diritti, sovranità: il potere locale dopo la crisi dell’economia globaleSovranità alimentare, diritto globaleIngeborg Tangeraas - Via Campesina, Norvegia: I piccoli produttori in EuropaUmberto Delussu – Elicriso: La sfida del pane biologico in SardegnaAntonio Carbone – Presidente Alpa-Cgil: L’agricoltura sociale: solo volontariato, o …?Fulvio Tocco - presidente della provincia del Medio Campidano: Campagna amica: se un’istituzione scommette sui contadiniAntonio Onorati – Centro Internazionale Crocevia/IPC: Oltre la WTO: agricoltura e istituzioni globaliMaurizio Gubbiotti – Legambiente: Agricoltura e sostenibilità ambientaleThomas Lines - Esperto di mercati agricoli : La politica agricola e alimentare europea per il 21° secoloBurghard Ilge - Both Ends, Olanda: La politica agricola commerciale europea e lo sviluppo: dell'interesse di pochi al sostegno del Sud

Visita: www.gsotto.org

Gsotto: LA CRISI ALIMENTARE, ECONOMICA E DI PRODUZIONE

04 Luglio 2009Ex-mattatoio, IglesiasProdotti, diritti, sovranità: il potere locale dopo la crisi dell’economia globaleSovranità alimentare, diritto globaleIngeborg Tangeraas - Via Campesina, Norvegia: I piccoli produttori in EuropaUmberto Delussu – Elicriso: La sfida del pane biologico in SardegnaAntonio Carbone – Presidente Alpa-Cgil: L’agricoltura sociale: solo volontariato, o …?Fulvio Tocco - presidente della provincia del Medio Campidano: Campagna amica: se un’istituzione scommette sui contadiniAntonio Onorati – Centro Internazionale Crocevia/IPC: Oltre la WTO: agricoltura e istituzioni globaliMaurizio Gubbiotti – Legambiente: Agricoltura e sostenibilità ambientaleThomas Lines - Esperto di mercati agricoli : La politica agricola e alimentare europea per il 21° secoloBurghard Ilge - Both Ends, Olanda: La politica agricola commerciale europea e lo sviluppo: dell'interesse di pochi al sostegno del Sud

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Speciale 60 anni della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

Terrafutura Domenica 31 Maggio 2009sala Terra FuturaIntervengono:Graciela de Marco, Università di San MartinAntonio Papisca, Università di PadovaNora Cortinaz, cofondatrice Associazione Madres de Plaza de MayoFrancois Houtart, CETRI Centre Tri CotinentalMaurizio Petriccioli, Segretario generale CISL ToscanaFrancesco Vigliarolo, Università di San MartinGuarda l'Intervista ad Adolfo Perez Esquivel

Visita: www.terrafutura.it

Estendere i diritti sociali per far crescere l'economia

Terrafutura Venerdì 29 Maggio 2009sala Terra FuturaCoordina: Jason Nardi, Social WatchRelazione: Saskia Sassen, Lynd professor of sociology e membro del Comettee on Global Thought, Columbia University. Docente di Sociologia all'Università di Chicago e alla London School of EconomicsDiscussant: Stefano Zamagni, Professore ordinario di Economia Politica all'università di Bologna, professore a contratto all'Università Bocconi dal 1984 di "Storia del pensiero economico"Francois Houtart, sociologo belga e prete cattolico, consigliere CETRI Centre tricitinentalMassimo Livi Bacci, senatore della Repubblica

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G.A.Y. Good As You - 4° puntata - UFFICIO NUOVI DIRITTI

La vita di un omosessuale in Italia spesso non è facile, il nostro paese è un’anomalia europea in tante cose. Ma da alcuni anni a questa parte, sui diritti civili GLBT in particolare (Gay Lesbo, Bisex e Transessuali) c’è un vero e proprio osteggiamento da parte di alcune “forze” politico-religiose conservatrici che fanno una vera e propria opposizione attiva, magari perche si vedono sempre più circondati da un’Europa arcobaleno e temono che un cambiamento dello status quo sociale possa in qualche modo influenzare sul loro attuale potere, spesso con veri e propri attacchi gratuiti impediscono ogni forma di avanzamento e riconoscimento socio-legislativo che possa aiutare anche di poco l’emancipazione di questa minoranza.Il caso più recente è stata la questione dei DICO, promossa dal precedente governo prodi nel 2007 e che è stata fortemente osteggiata da queste forze montando delle vere e proprie campagne mediatiche atte a fomentare se non proprio coltivare un’omofobia generalizzata, spesso in modo sottile, (come menzogne su adozioni di bambini nella richiesta della legge per agire sulla sensibilità della popolazione) a volte in modo esplicito e prepotente (con manifestazioni quali il Family day , organizzata appositamente per mostrare una piazza con cittadini a cui spettano più diritti di altri, sulla base di credenze politiche e religiose).Oggi questa contro-educazione mediatica si è spostata su immigrati e stranieri (nuovo caprio espiatorio per il bene comune), ma comunque ha lasciato dei segni forti, soprattutto in senso comune e di visibilità conquistati in anni di lavoro, l’attuale crisi economica poi contribuisce a creare una minore attenzione per le minoranze sociali di qualsiasi tipo.A tutto questo ho deciso di rispondere creando una mini serie documentaristica con lo scopo di mostrare chi sono veramente le persone che costituiscono questa comunità LGBT, le loro vite, i loro progetti, le difficoltà che devono affrontare quotidianamente in un’Italia che non ha perso occasione di reagire con ignoranza e superficialità un’evento di evoluzione sociale che prima o poi ogni democrazia in maturazione si ritrova ad affrontare.QUARTA PUNTATALa nostra società è eteronormativa, ossia a misura di eterosessuale, questo si riflette su tutti gli aspetti della vita quotidiana soprattutto in quella professionale. La diversità in questo campo può causare fenomeni che in tali ambienti spesso competitivi e di confronti inter-relazionali possono sfociare in atti di violenza psicologica se non addirittura fisica (MOBBING). Dirigenti che dichiarano di non avere pregiudizi sull’identità e orientamento sessuale di una persona, tendono spesso ad utilizzare anche questo aspetto come importante parametro per la valutazione professionale, che può influire sulla carriera vera e propria del soggetto interessato. Salvatore Marra sindacalista della CGIL, è responsabile dell’ufficio nuovi diritti, organismo amministrativo dedicato alla lotta contro le discriminazioni in ambiente di lavoro di matrice omofobica. Uno strumento nato e cresciuto negli ultimi 10 anni e che si sta rivelando sempre più indispensabile, in continua evoluzione e relazione con organi internazionali europei per lottare contro un fenomeno molto diffuso ma strisciante ed atavico, difficile da dimostrare ma che interessa milioni di persone in tutta l’unione europea.Il nostro paese ha risposto ai numerosi richiami europei sull’adeguamento delle normative in questo settore in modo molto trascurabile, se non addirittura aggirandole con strumenti legali quasi impossibili da utilizzare, le diverse sanzioni che sono state emanate in risposta a tale mancanza d’attenzione, non sono state sufficienti a cambiante l’atteggiamento tendenzialmente omofobico che forze politiche e religiose hanno sull’affermazioni di qualsiasi tipo di diritti civili per persone LGBT. Un episodio molto significativo di questo scontro tra richieste europee e politica italiana è stato l’episodio del 2004 , dove la candidatura come europarlamentare dell’onorevole Rocco Buttiglione in materia di sicurezza, giustizia e libertà, fu respinta dalla commissione europea proprio a causa delle sue dichiarazioni ed atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali.In questa Puntata Salvatore ci racconta la sua esperienza ed il suo lavoro, e cosa noi tutti possiamo fare per far rispettare i nostri diritti e non subire discriminazioni in un ambito cosi importante della nostra vita come quello professionale.

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4 aprile 2009. La parola ai lavoratori

NADiRinforma: In occasione della manifestazione nazionale della CGIL da tutta Italia accorrono a Roma migliaia di lavoratori per protestare contro l'accordo separato per la riforma dei contratti.Nel referendum indetto dallo stesso sindacato il 96,27 per cento dei lavoratori che ha partecipato alla consultazione ha detto "no" all'accordo separato del 22 gennaio sul nuovo modello contrattuale, l'intesa cioè siglata dalla CISL e dalla UIL senza l’ok del sindacato di Epifani.Secondo i dati forniti in conferenza stampa dal numero uno della CGIL, alla consultazione hanno partecipato 3,6 milioni di lavoratori, pari al 71% dei lavoratori che nel 2007 parteciparono al referendum unitario di CGIL, CISL e UIL sul protocollo per il welfare.In una policroma manifestazione di volti e di voci i partecipanti si sono mobilitati contro la disoccupazione, le morti bianche, il precariato giovanile e per la dignità del lavoro.

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