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19 Gennaio 2021 13:51

Grazie Liliana Segre, di cuore

171 visualizzazioni - 1 commento

di Doriana Goracci


ha un tatuaggio sul braccio, glielo fecero che non andava di moda, se non in certi "campi": 75190, a 14 anni.

Ieri:

"Era una sera qualsiasi. Stavamo a tavola. Io, papà e i nonni. Io ridevo e scherzavo come al solito. Però mi accorsi che c'erano tre paia d'occhi che mi guardavano ansiosi. (...) In quel momento mio padre parlò: "Liliana, sai che non puoi più andare a scuola..." "Ah, no?" gli dissi cercando un perché con gli occhi smarriti. Lui lo capì. "Perché ci sono delle nuove leggi per noi che siamo ebrei. Tu, come tutti i bambini ebrei, sei stata espulsa dalla scuola." Espulsa. Avevo appena compiuto otto anni, era settembre e la scuola cominciava il 12 ottobre... Uomini a destra e donne a sinistra. E poi non lo vidi più. Anche se vivessi altri cento anni, quel momento resterebbe indelebile, perché fa parte di me. Come papà."
La mamma di Liliana Segre, Lucia Foligno, morì quando non aveva neanche compiuto un anno. Il 30 gennaio 1944, a 13 anni, venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio: ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio... Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i 25 sopravvissuti. Nei campi di sterminio perse il padre e i nonni. Penso che ancora possa insegnare qualcosa il suo gesto fermo e determinato ed è per questo che ho scritto questo post.
Doriana Goracci

COMMENTI

19 Gennaio 2021 19:29

si è persa per strada tutta la prima parte, copio e spero che si legga: "Arrivata puntualmente al Senato, con tutti i suoi 91 anni. Grazie Liliana Segre, di cuore. Ieri aveva detto:

"Non partecipo ai lavori del Senato da molti mesi perché, alla mia età, sono un soggetto a rischio e i medici mi avevano caldamente consigliato di evitare. Contavo di riprendere le mie trasferte a Roma solo una volta vaccinata, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile. Domani sarò in Senato e voterò la fiducia a Conte per senso del dovere e indignazione civile. Questa crisi politica improvvisa l'ho trovata del tutto incomprensibile. All'inizio pensavo di essere io che, con la mia profonda ingenuità di persona lontana dalle logiche partitiche, non riuscivo a penetrare il mistero. Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all'estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati''. Liliana Segre
GRAZIE Liliana Segre, grazie per la sua partecipazione, grazie è un esempio per tutte e tutti e ricordo quanto disse il 10 settembre 2019, in occasione del voto di fiducia sul secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte: «La politica che investe nell'odio è sempre una medaglia a due facce che incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio dovuto alla crisi e questo è pericoloso. A me hanno insegnato che chi salva una vita salva il mondo intero, l'accoglienza rende più saggia e umana la nostra società.»

Doriana Goracci

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