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2 Novembre 2020 01:26

Essere anziana: fortuna o colpa?

106 visualizzazioni - 1 commento

di Doriana Goracci


Finalmente qualcuno parla e scrive chiaro : "Su oltre 37.000 morti per Covid-19, solo 409 avevano meno di 50 anni e solo 19 meno di 30".
E allora?
Chiudiamo gli anziani a casa, separiamoli dai giovani.
Dico due cosette, io anziana di 70 anni, soggetto a rischio per invalidità respiratoria.
Ho avuto la fortuna e la saggezza premonitrice, 17 anni fa (io allora ne avevo 53), di emigrare da una residenza piccolo borghese a Roma ad una mansarda di 40 mq. in un paese della Tuscia, dove non avevo nessun amico e parente, forestiera, ma questo potevo pagarmi con l'anticipo della liquidazione: fuggivo anche per miei motivi personali dalla città eterna, chè già questo nome mi incute ansia.
Dopo qualche anno mi raggiunse mia madre che di anni ne aveva 74 e malgrado era apparentemente in salute covava un cancro al seno che volle farsi togliere, non c'era fretta: divenne una malata. Morì dopo solo un anno e mezzo in quella casa che aveva scelto per la sua vecchiaia, insegnandomi una volta ancora che si può cambiare destinazione, anche da anziani, lei nata a Tripoli, profuga, emigrata da Roma quartiere Prati, al centro storico di un paesino con meno di 7.000 abitanti, per respirare, innazitutto. Le scelsi una dimora grande come voleva lei, con una parte della vendita di quell'appartamento piccolo, immerso nei rumori del traffico e della puzza dello stesso, perchè potessero entrare nelle riunioni famigliari i suoi adorati nipoti e le loro famiglie. Lei si portò appresso il suo pianoforte che era arrivato in Italia ai tempi della guerra, dall'Africa, con una nave come certi migranti... e poi lo cambiò con un magnifico a coda che suonava in questo salone dove vivo ora sola, adesso, con due figli a Marsiglia e un ex marito che vaga tra il suo paese nei monti Lucretili e la Grecia con una barca a vela.
Ero riuscita recentemente ad iscrivermi a nuoto acquagym con mia sorella appena andata in pensione dopo più di dieci anni di pendolarismo in treno con Roma, una gioia di muovermi senza fatica. Chiuse piscine e palestre, come fossero discoteche.
Secondo voi, dovrei chiudermi in casa,farmi portare la spesa, uscire per appuntamento con la banca o la posta,e rimandare alle calende greche il momento del mio acquisto di qualcosa di più personale? E dove dovrei prendere aria dal momento che non posso essere stesa? E io magari ho una terrazza sul bosco della Francigena di 25 mq.
 
Invitate alla prudenza i parenti di questi anziani, che hanno decenni meno di loro, invitateli ad aiutarli a distanza magari con la mascherina indosso, anche in casa. Lasciategli qualche metro quadro con le loro cose, invitateli a passeggiare, al parco, ai giardini, per la strada dei loro abitati, durante l'ora di pranzo, nelle ore calde del giorno, non quelle di quando per motivi lavorativi e/o di studio stanno pigiati nei mezzi pubblici, se non hanno una loro auto.
Lasciate respirare le persone ed evitate piuttosto che imbecilli interessati della prima e ultima ora soffino sul fuoco, dicendo magari ad un ragazzino, togliti la mascherina, non avere timore... siamo noi la vera Famiglia.
Ieri sono andata al mare, Santa Marinella dove ci sono i miei genitori al cimitero e i nonni... tutta gente senza una vera origine d.o.c., senza una casa che parla del passato se non qualche foto. Eppure con mia sorella che ha più di 60 anni abbiamo curato le piante grasse sulla tomba, spazzato un po' e poi dopo un saluto, evitando le giornate dei morti per i vivi, siamo andate al mare, in quel posto dove siamo state in vacanza per anni, abbiamo ripensato a nostro padre come sempre, morto anche lui per tumore a 57 anni, appena andato in pensione, a quanto gli piacesse essere lì, con il nostro cane, un randagio trovato sulla riva di quel mare che dovunque è, adoriamo, che ci carezza, ci conforta: facciamo ogni volta tra andata e ritorno 80 km. C'è vicino a una panchina, messa da alcuni residenti, una bicicletta arrugginita, non cammina più, sta a memoria di quanta strada ha fatto. La mia strada è in salita ma guai a chi voglia farmi perdere di vista l'essenziale, per la mia salute.
 
Doriana Goracci

COMMENTI

2 Novembre 2020 07:09


Oggi,2 novembre 2020 è volato via Gigi Proietti portando con sè gli 80 anni tutti, anche se vissuti per poche ore in un ospedale romano, la notizia arriva come "una pallottola nel cuore", il suo povero cuore malandato...Era vecchio? Si,era nato il 2 novembre del 1940. Era utile? Si. Era malato? Si. Ciononostante era uno straordinario vecchio che da quando era giovane ha fatto passare ore straordinarie a giovani e vecchi. Da giovane diceva che "Per mantenermi agli studi cantavo nei night club. Cominciavo alle 10 di sera e finivo alle 4 del mattino, uscivo fuori con un collo gonfio... Non c'era misura di camicia che tenesse: ce voleva un copertone" Poi l'amore per il teatro:" La mattina frequentavo le lezioni, il pomeriggio provavo all'Ateneo, la sera cantavo nei locali notturni. Gli esami non finivano mai"
Questo esame Gigi l'ha passato, non ci sarà nessuno che lo giudicherà, ma solo gli applausi del pubblico che lo ha amato, da giovane e vecchio. Mai parola mi fu più cara, a me vecchia un po' meno di lui. Grazie e stai bene anche per noi, lassù.
❤ Doriana Goracci

dg

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