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Categoria: Rototom Sunsplash edizione 2009

Totale: 83

New York Ska Jazz Ensemble

New York Ska Jazz Ensemble è esattamente quello che il nome suggerisce e cioè un gruppo di musicisti di New York provenienti da varie ska bands che si sono riuniti per esplorare le connessioni tra lo ska ed il jazz. Lo ska fu il primo stile musicale originale della musica giamaicana ed ebbe tra le sue principali spinte creative il jazz poiché i musicisti che lo crearono erano già attivi da tempo nella scena jazz di Kingston e quindi cominciarono immettendo un ritmo della tradizione caraibica in un’impostazione musicale proveniente dalle big bands di jazz ballabile. La mente del progetto formato nel1994 è il sassofonista Freddie ‘Rocksteady’ Reiter e molti altri musicisti si sono succeduti nella band partendo dal trombonista Rick Faulkner, l’attuale chitarrista degli Skatalites Devon James, il bassista Victor Rice e parecchi altri. Il loro debutto del 1995 che ha preso il nome dalla band stessa ha messo in evidenza la grande classe con cui questi musicisti traspongono a volte in chiave ska dei classici del jazz da personaggi come John Coltrane e Thelonious Monk oltre che comporre ottimi temi originali. Anche il trombonista italiano Gigi T-Bone De Gaspari ha militato in questa band ed una serie di connessioni ha portato due suoi ex e cioè Peter Truffa e Sheldon Gregg a diventare parte dei Bluebeaters di Giuliano Palma. Il loro ultimo CD intitolato ‘Step forward’ è uscito nel 2008.

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Michael Franti & The Spearhead

Michael Franti non è un artista reggae vero e proprio ma il reggae è sempre stato per lui una influenza importante: gli ultimi due albums dei suoi Spearhead e cioè ‘Yell fire!’ e ‘All rebel rockers’ per esempio sono stati registrati in Giamaica con il prezioso aiuto di Sly & Robbie ed ovviamente il reggae è fortemente presente nei solchi di questi due ottimi lavori. Anche se piuttosto incatalogabile, soprattutto analizzando la sua intera discografia, l’arte di Michael va ricondotta ad un filo che lega la canzone di protesta di Woody Guthrie ed Hank Williams alla poesia funk di personaggi come Gil Scott-Heron o i Last Poets ed altre importanti esperienze di black music americana passando però anche attraverso il punk di artisti come Clash o Dead Kennedys. La famosa etichetta indipendente Alternative Tentacles del leader del gruppo Yello Biafra infatti pubblica l’unico lavoro dei Beatnigs, il gruppo tra rumorismo e poetry che Michael fonda insieme al performer e ballerino Rono Tse. L’esperienza Beatnigs apre la strada al successivo progetto The Disposable Herpes Of Hipoprisy, ensemble aperto ancora con Rono Tse ed ottimi musicisti della Bay Area come per esempio il chitarrista jazz Charlie Hunter. Tra abrasività punk, hip hop, jazz e lucida poesia a sfondo sociale e politico ‘Hipocrisy is the greatest luxury’ è l’unico disco prodotto dalla band ma è un autentico capolavoro che frutta la partecipazione come gruppo di apertura al tour mondiale degli U2 Zoo TV Tour. Nel 1994 Michael dichiara concluso il capitolo Disposable Heroes e forma Spearhead inaugurando il progetto con l’ottimo ‘Home’, un disco all’insegna del ‘groove’ e con bellissimi testi e la voce di Michael in bilico tra ‘spoken word’ ed hip hop. Sempre sui binari del soul Spearhead mantengono ottimi livelli con i due dischi successivi ‘Chocolate supa highway’ e ‘Stay human’. Nel 2005 Michael ed una ristretta crew di cameramen ed amici si imbarcano in una significativa avventura: visitare l’Iran e la Palestina per cercare contatti con i musicisti locali e soprattutto scoprire parlando con la gente comune i devastanti effetti della guerra quotidiana. Il risultato è lo struggente documentario ‘I know I’m not alone’ che racconta i toccanti incontri di Michael sempre accompagnato dalla sua chitarra. ‘Everyone deserves music’ ha una sterzata sul rock, la world music e la canzone di autore rispetto ai dischi precedenti mentre la già citata accoppiata costituita da ‘Yell fire!’ e ‘All rebels rockers’ porta una ventata decisa di reggae e ritmi tropicali nella musica di uno dei più sinceri critici della politica e della società americana in circolazione. Se non ci fosse Michael, in sostanza, bisognerebbe inventarlo!

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Misty in roots

Quello dei Misty In Roots non e’ un esordio davanti al pubblico del Rototom Sunsplash ma un graditissimo ritorno.Insieme ad Aswad e Steel Pulse questa longeva band fu grande rappresentante delle comunita’ dei west indians in Inghilterra negli anni settanta sotto la repressione dell’era Thatcher: in particolare Misty In Roots non firmarono contratti con le major labels come i loro piu’ affermati colleghi ma portarono avanti un discorso di autogestione in accordo con alcune esperienze di autoproduzione del punk molto solidali alle esperienze dei jamaicani. La loro label si chiama non a caso People Unite.Nonostante questo la fama di Misty In Roots si diffuse grazie al loro approccio radicale ed al mantenimento di tematiche e sound roots nel corso degli anni della loro lunga carriera. Sull’esempio di altri artisti come Burning Spear la loro musica ha sempre guardato all’Africa come madre di cultura e civilta’ e riferimento assoluto e la loro lunga carriera e’ stata costellata da lunghi viaggi e soggiorni nel continente africano (proprio durante uno di questi soggiorni un incidente li ha privati di uno dei loro due cantanti originari). Nonostante non siano molto prolifici come uscite discografiche, il loro spettacolo e’ sempre stato un raro esempio di intensita’ e proposta di una musica che non e’ mai scesa a compromessi con il lato commerciale del music business. Nel 2002 la prestigiosa etichetta Real World ha pubblicato il loro ultimo lavoro, il classico ‘Roots Controller’, dove alcuni nuovi brani fanno capolino accanto a versioni ‘migliorate’ dei loro classici di sempre.

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Congos

I Congos sono uno dei nomi più straordinari del roots reggae degli anni settanta. Il loro primo singolo ‘At the feast’ usci’ nel 1976 prodotto da Lee Perry. Il gruppo vocale era composto da Cedric Myton, Roy Johnson e Watty Burnett. Prima di unirsi a Johnson, Myton era stato un membro dei Tartans di Devon Russell, dei Sons Of Negus di Ras Michael e dei Royal Rasses di Prince Lincoln Thompson. A dire il vero i Congos erano un duo quando si presentarono all’audizione di Lee Perry ai Black Ark Studios e l’aggiunta della voce baritonale di Watty Burnett fu proprio un’idea del geniale produttore. Sin dai primi brani come ‘Congo man’ e ‘Ark of the covenant’ era evidente che le voci dei Congos legavano alla perfezione con il suono denso e mistico di Lee Perry e fu con grande disappunto che Scratch accolse la decisione di Chris Blackwell di non distribuire il loro album capolavoro ‘The heart of Congos’ sulla sua Island dopo che il sodalizio con Perry aveva popolarizzato grandi dischi come ‘Police and thieves’ di Junior Murvin o ‘War ina a Babylon’ di Max Romeo. L’album usci’ solamente sulla etichetta personale di Lee Perry e divento’ un simbolo dei capolavori del roots giamaicano sconosciuti al grande pubblico. Il gruppo continuo’ la carriera con altri ottimi dischi come ‘Congo Ashanti’ e ‘Image of Africa’. Nel 1980 Roy Johnson lascio’ il gruppo ed inizio’ una carriera solista come Ashanti Roy con l’album ‘Sign of the star’, prodotto da Prince Far I. Nel 1996 la Blood & Fire ha ‘restaurato’ in CD ‘The heart of Congos’ dando una nuova notorieta’ al gruppo. Cedric Myton insieme alla moglie Yvonne ha fatto uscire due dischi a nome Congos, ‘Natty dread rise again’ e ‘Revival’ rispettivamente nel 1997 e 1999 e l’ultimo ‘Give them the rights’ nel 2005 sulla Young Tree Records dei Groundation.

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Riddim Colony

Riddim Colony è una delle maggiori bands della scena reggae ungherese ed il suo stile spazia dal roots & culture alla dancehall piu’ torrida. La formazione del gruppo risale al 2005 e la band spesso offre i suoi servigi a vari deejays e cantanti nei concerti. La solida sezione ritmica e la sezione fiati a tre membri sono il miglior supporto per la voce di Gregory G.Ras, il cantante del gruppo che spesso ama utilizzare on stage per le sue liriche alcuni ritmi classici della tradizione del reggae giamaicano. La band suona regolarmente nella loro città Budapest, è già piuttosto nota in tutta l’Ungheria ed ha già avuto varie esperienze in altri paesi europei.Hanno diviso il palco con Max Romeo, Sizzla Kalonji, Perfect, Mykal Rose, Yellowman, House of Riddim in vari festivals.Come backing band Riddim Colony lavorano con Mandingo Warrior (Gambia), Lion D (I-Nig), Osagyefo(GH), General Trix (RO), Kemon (WG), Sena, Columbo, Milli Chab e svariati altri. Il loro primo CD ‘Message of I&I’ è uscito nel 2008 e la prima tiratura è già esaurita. L’accoglienza dei vari media in Ungheria è stata più che lusinghiera. L’ultima loro uscita è un EP di 4 pezzi intitolato ‘What a day’ ma il loro prossimo CD uscirà entro l’anno.

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Glen Washington

Glen Washington è un grande cantante attivo da tanti anni ed il suo stile prosegue la grande tradizione di maestri come Alton Ellis e Ken Boothe. La sua avventura musicale è l’esempio che la grande perseveranza legata a talento indiscusso può portare risultati quasi insperati. Nei primi anni settanta Glen inizia a cantare per gruppi come Names & Faces o 35 Incorporated ed alla corte di Joe Gibbs come solista realizza un classico singolo roots intitolato ‘Rockers a nuh crackers’. Il cantante dirige poi il suo talento in altre direzioni diventando un apprezzato batterista delle band del circuito degli hotels sulla costa nord giamaicana e l’uomo dietro i tamburi dei Culture di Joseph Hill con cui è protagonista di svariati tours mondiali. Glen torna negli anni novanta al canto ed a New York incontra il leggendario produttore Clement Coxsone Dodd: il suo album ‘Brother to brother’ uscito per la mitica Studio One nel 1997 rilancia alla grande la sua carriera ed è tra gli ultimi grandi successi di Studio One prima della morte del suo creatore Coxsone. In ‘Brother to brother’ Glen canta con la tecnica del ‘do-over’ e cioè canta nuovi brani realizzati sulle vecchie immortali basi che hanno fatto la storia dell’etichetta di Brentford Road. Nei successivi dieci albums il cantante diventa un grande specialista dell’utilizzo dei ritmi classici della dancehall spesso in collaborazione con il produttore Lloyd Campbell e la sua etichetta Joe Frasier. Proprio questo produttore ha lavorato all’ultimo CD di Glen intitolato ‘Destiny’ ed uscito all’inizio del 2009.

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Gocoo

Sette femmine e 4 maschi percussionisti catturano il pubblico del rototom con con groove originalissimi che nascono da percussioni Giapponesi.

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YT & Innerheart

Proveniente da Ipswich il singjay bianco YT è uno dei giovani artisti più promettenti della scena reggae inglese degli ultimi tempi. Ritorna al Sunsplash da solista con la sua band dopo aver fatto parte di Zion Train, con cui collabora, sul Main Stage nel 2007. Fin dalla sua adolescenza YT si è immerso completamente nel reggae passando dall’occupazione di facchino e tuttofare per alcuni sound systems della sua zona a act di supporto per i concerti inglesi di personaggi come Bounty Killer, Macka Diamond e Spragga Benz fino ad apparire per ben due volte allo Sting Concert in Giamaica. Nel 2006 il suo nome è balzato alla ribalta con ‘England story’, una storia del reggae inglese in rime detonate sull’85 riddim sulla falsa riga di ‘Ghetto story’ di Baby Cham. A rendere famoso YT ha contribuito anche David Rodigan con una speciale versione della canzone intitolata ‘Rodigan story’ suonata a più non posso nelle sue dancehall. ‘England story’ ed altri grandi brani come per esempio ‘Wicked act’ è presente nel suo debutto in CD del 2007 ‘Straight outta England’ uscito sulla sua etichetta indipendente Sativa Records. Nel frattempo le collaborazioni del giovane artista con Neil perch gli valgono un posto di rilievo nel parco vocalists che partecipa all’ottimo ‘Live as one’: come si è detto YT partecipa come membro attivo della dub crew nei concerti di promozione di questo ottimo album. Proprio in questi giorni è uscito il secondo CD ‘Born inna Babylon’ che sarà quindi presentato alla massive italiana proprio al festival.

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Little Roy

Little Roy

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Mystic mc & the ragga pack

445 bands da tutta europa, votate su internet per oltre un mese. Un sito costruito apposta, www.reggaecontest.eu. Dieci gruppi finalisti che si sono affrontati in due giornate sul palco principale del Rototom Sunsplash. Un tour europeo per il vincitore, tra Slovenia, Svizzera, Repubblica Ceca, Belgio, Germania, Francia, Danimarca, Polonia Spagna ed Austria.

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