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Tag: festival

Totale: 439

Bala na cabeça

Un assassino e la vittima, inchiodati in una sospensione agonizzante, in un'interminabile attesa, in un gioco mortale. Negli ultimi istanti, al protagonista rimane solo il perdersi nelle reminiscenze, fuori dallo spazio e dal tempo. La narrativa non si basa, qui, sulla cronologia degli eventi ma nell'indeterminatezza che la finzione consente: un gioco sull'indeterminatezza del tempo, un tempo che si allarga e restringe attorno al personagio principale, Pedro. Gli rimane un solo minuto di vita, ma ne sopravvive quattordici, la durata del filmato.Regia: Cristiano Abud BarbosaSoggetto: Cristiano AbudFotografia: Luís AbramoMontaggio: Cris AzziMusica: MobyInterpreti: Luiz Arthur, Rômulo Braga, Carlos Magno Ribeiro, Bruno Vieira, Marcos China, Talita BragaProduttore: Guilherme FiúzaProduzione: Abuzza FilmesAnno di produzione: 2009 BRASILEPer informazioni o acquisto del video scrivere a: festivalatino@gmail.com
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www.cinelatinotrieste.org

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Intervista al regista Paolo Benvenuti

Il cinema secondo Paolo Benvenuti in un'intervista registrata a Trento nell'ottobre 2012.www.camstudio.it

Freddy Mc Gregor

Freddie McGregor è uno dei pochi grandi artisti della storia del reggae a non essere ancora passato dal festival e siamo lieti di averlo quest’anno quindi per la prima volta. Le radici del suo stile impeccabile affondano nei tempi dello ska in cui era già attivo anche se giovanissimo. La sua carriera ha attraversato quindi quattro decadi di musica giamaicana toccando i vertici di creatività e di successo nei primissimi anni ottanta e spaziando da grandi esempi di roots music a dolcissimi hits lovers rock e qualche incursione nella dancehall. E’ noto per essere un efficacissimo interprete che ha rivitalizzato in era digitale tanti classici del periodo rocksteady ed early reggae ma ha anche composto tanti importanti classici. E’ nato in Giamaica a Clarendon il 27 giugno del 1956. All’età di sette anni era già il backing vocalist dei Clarendonians che registrarono per Studio One fino al loro scioglimento: il passaggio successivo è stata la creazione di un duo con l’ex- Clarendonian Ernest ‘Fitzroy’ Wilson con il nome di Freddie & Fitsy. Per Studio One questo duo è il normale proseguimento dei Clarendonians al punto che una loro canzone e cioè ‘Do good’ finisce nell’unico album che Coxsone Dodd da alle stampe del gruppo e cioè il classico ‘The best of Clarendonians’. Durante tutti gli anni settanta Freddie resta poi dietro le quinte a Studio One come batterista di studio o corista, sviluppando un suo stile vocale carico di influssi soul: l’etichetta di Brentford Road pubblica vari suoi singoli come ‘Go away pretty girl’ o ‘Clean up Jamaica’ senza però ottenere grande successo. In questo periodo Freddie si fa le ossa on stage come cantante di prestigiose bands come i Soul Syndicate o la Generation Gap. Nel 1975 l’artista si converte al Rastafarianesimo e la mistica ha un profondo impatto sulla sua creatività: lo standard dei suoi brani a Studio One si innalza notevolmente e Freddie incomincia a lavorare anche sotto la supervisione del chitarrista Chinna Smith. Nel 1976 escono per Studio One i singoli ‘I man a Rasta’ e ‘Rastaman camp’ e l’anno seguente esce ‘I’m a revolutionist’ mentre la etichetta Soul Syndicate di Chinna fa uscire ‘Mark of the beast’, ‘Natural collie’ e ‘Love ballad’. Più o meno nello stesso periodo del 1979 escono i primi albums: Niney The Observer è il primo a far uscire l’ottimo ‘Mr. McGregor’ con la sua versione di ‘Rastaman Camp’ mentre Studio One realizza il super-classico ‘Bobby Bobylon’, uno dei suoi lavori migliori di sempre. Intorno al 1980 Freddie è il cantante di cui tutti parlano e che tutti amano: in quel periodo produce il primo album mai prodotto ai Tuff Gong Studios a 56 Hope Road e cioè ‘Black woman’ di Judy Mowatt (a cui Freddie in questo periodo è anche legato sentimentalmente) e sempre ai Tuff Gong registra il suo hit ‘Jogging’. Il cantante inizia ad andare incontro ai cambiamenti di stile con un bellissimo album ancora prodotto da Niney ed intitolato ‘Showcase’ in cui si concentra sulle canzoni d’amore e su un suono assai dolce. L’incontro con Linval Thompson come produttore lo porta ad abbracciare i sinuosi suoni di una nuova band, la Roots Radics ed a centrare il bersaglio con un clamoroso hit come ‘Big ship’: il brano intitola anche l’album di enorme successo che porta Freddie al pari di grandi cantanti come Gregory Isaacs e Dennis Brown. L’impatto di questo brano e questo album è talmente importante che l’artista chiamerà in seguito la sua etichetta personale proprio Big Ship. Nel 1983 Freddie firma per la statunitense RAS ed accresce il suo successo mondiale con albums come ‘Come on over’ e ‘Across the border’, quest’ultimo contenente addirittura la sua cover di ‘Guantanamera’. L’autoprodotto ‘All in the same boat’ contiene l’ottimo hits ‘Push come to shove’ mentre la firma per l’etichetta Polydor è suggellata nel 1987 dal successo nelle pop chart inglesi della cover di ‘Just don’t want to be lonely’ dei Main Ingredients. Alla fine degli anni ottanta Freddie fonda la sua etichetta Big Ship e si lega anche a Gussie Clarke, il produttore che sta rivoluzionando la scena con i suoni digitali dei suoi studi Music Works. Sulla sua etichetta l’artista registra i fortunatissimi due volumi della serie ‘Sings Jamaican classics’ in cui reintepreta un buon numero di storici classici del passato ed ottiene un buon successo con ‘Winner’, la sua versione di ‘Looser’ di Derrick Harriott. Come produttore realizza un ottimo album dell’astro nascente Luciano intitolato ‘Shake it up tonight’. Per Gussie Clarke registra nel 1993 l’album ‘Legit’ insieme a Dennis Brown e Gregory Isaacs mentre sempre per Clarke ha un ottimo successo lo stesso anno con la sua cover digital-ska di ‘Carry go bring come’ di Justin Hinds & The Dominoes. Negli ultimi anni ha continuato a registrare a ottimi standards: nell’ultimo decennio citiamo gli albums ‘My heart is willing’ e ‘Coming in tough’.

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Copyleft festival 2008 - ''Uno bianca trame nere'' e tavola rotonda

Copyleft festival 2008"be right, copyleft"Prsentazione editoriale: "uno bianca trame nere" di A. Beccaria, (ed. stampa alternativa)presenta Bruno Fiorini aka Kai Zen Briana seguirePresentazione editoriale:"Letteratura di genere e critica sociale: come la letteratura di genere indaga la storia. Episodi poco chiari della storia italiana e non solo."con Serge Quadrappani e Simone Sarasso;Modera: Antonella Beccaria

Visita: www.copyleftfestival.net

Fernando Charry Lara, la dilación amorosa

XXIII FESTIVAL DE CINE LATINO AMERICANOConcorso Arcoiris TV - Premio del Pubblico On LinePittore e scultore minimalista, esponente della generazione de “Los maestros”. Uno sguardo alla sua quotidianità e alla sua opera. Questo artista consegna alle nuove generazioni un lascito di rigore e libertà con le forme astratte che lo rendono un vero maestro.Paese: ColombiaRegia: Roberto Triana ArenasSceneggiatura: Roberto Triana ArenasFotografia (colore): Mauricio VidalMontaggio: Felipe SolerSuono: Saul DuarteSceneggiatura: Roberto Triana ArenasFotografia (colore): Pablo Pérez e Ricardo RojasMontaggio: Ricardo SoteloMusica: Samuel AlfonsoSuono: Henry QuinteroInterpreti: Diana CasasProduzione: I.D.C.T.Anno di produzione: 2003Per informazioni o acquisto del video scrivere a festivalatino@gmail.com
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www.cinelatinotrieste.org

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La noche y el día siguiente. La muerte de Silva

Il biografo del poeta José Asunción Silva, Enrique Santos Molano, avanza nel documentario l’ipotesi di omicidio e non di suicidio in relazione alla scomparsa del gran vate creatore del Modernismo nella poesia in lingua spagnola. Inoltre, alla fine scopre una storia che non era conosciuta prima del suo Centenario: ebbe una figlia e una nipote che rende questa testimonianza.Paese: ColombiaRegia: Roberto Triana ArenasSceneggiatura: Enrique Santos MolanoFotografia (colore): Manuel AlvarezMontaggio: William MorenoSuono: Ascención PeraltaProduzione: ColculturaAnno di produzione: 1996Per informazioni o acquisto del video scrivere a festivalatino@gmail.com
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MilleVoci, Remix 2008

Speciale MilleVoci. Una mixer di brani tratti dall'edizione 2008.

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Atypicalmovie al 65° Festival del Cinema di Venezia: Marco Giusti

"Un Festival di vecchi, con film fatti da vecchi, magari il cinema è anche diverso".....A 20 anni qualsiasi Festival sembrava una cosa fantastica. Io mi ricordo che a 20 anni vedevo tutto, dormivo solo 3 ore. Ora è diverso, hai tutto, hai i DVD. E' diverso il cinema, i formati con cui si usufruisce della visione. Una volta si riusciva a parlare con George Cukor, Cannes è peggio, più il Festival è piccolo, più riesci a toccare Quentin Tarantino, Frank Miller, David Lynch, e quindi a innamorarti del Cinema che è l'unica vera missione del cinephile. I film in concorso sono una cosa, le retrospettive una cosa, gli eventi una cosa, i film a mezzanotte un'altra cosa. Per esempio in questo Festival la cosa più carina è il film di Jose Mojica Marins " Encarnação do Demônio", un grande horror di un autore- attore del terzo mondo, qui completamente ignorato, un super-horror che devi vedere qui. Quello che idealmente aveva inventato Ungari qui a Venezia e anche a Massenzio, fare del cinema tanti eventi (Hitchcock che non hai mai visto...)e noi ancora qui abbiamo questo modello qua....Io ad esempio amavo John Ford, adesso il ragazzo ama l'horror, poi c'è una middle class di cinephiles diciamo alla "CIAK", che si bevono Charlize Theron, si bevono queste cose qui, però è chiaro che ci sono degli estrimismi nel cinema. Andiamo a vedere tutti quanti "Arcana", uscito solo 2 giorni nel '73, queste sono le cose che il cinephile nuovo ama. In generale c'è un cinefilo un po'più inutile, però anche il cinema è più brutto, meno forte, meno interessante. Il film come quello di Opzetek, un buon cinema medio italiano od americano, un tempo a chi sarebbe interessato. Ieri stavo intervestando Paolo Benvenuti su "Puccini", e gli ho chiesto "Secondo te c'è un legame tra il cinema western e Puccini?"E lui "Ah sì c'è quel film con Dean Martin, uno che spara...come quel film con Dean Martin, è "Un dollaro d'onore". E Benvenuti mi ha chiesto chi è il regista. Paolo, io dovrei prendere e andarmene subito, io non posso accettare che un regista non sappia chi è Howard Hawks...Una conversazione che feci con Quentin Tarantino, a Nizza adesso, su John Ford......Per Tarantino, Ford è stato sopravvalutato e il più grande regista del mondo è Sergio Leone e su questo si è aperto un dibattito...il punto è, lui è più giovane di me, avrà 7 anni di meno, credo, e questa cosa cambia completamente il modello di cinema da amare che ti ha formato. In fondo siamo quello che si vede e si ama quando abbiamo tra i 9 e gli 11 anni, il resto è secondario. Io amo film assurdi che vanno dal 66 al 68. Su questa cosa si apre il dibattito su cosa è la cinefilia adesso o che cosa era prima.... Promosso da Arcoiris tv Bologna

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El sensacional del franelero

È una storia suddivisa in tre piccole storie (La torta de las 8:15, El sensacional, La bella y el franelero) che in un modo strano, narra la correlazione fra le vite di Marina e Norberto, che ricreano le loro fantasie e le realtà in questo fotoracconto in formato tascabile.Regia: Jorge Moreno CalderónSceneggiatura: Edgardo LeijaFotografia: Jesús Méndez e José MorenoMontaggio: Raul SaldañaMusica: Instituto Mexicano Del Sonido ImsProduttore: Verónica Loaiza, Edgardo Leija Jorge MorenoProduzione: ArtikaAnno Di Produzione: 2009 MESSICOPer informazioni o acquisto del video scrivere a: festivalatino@gmail.com
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Manuale di Marketing creativo per produttori

Cortometraggio partecipante al torneo di corti in Creative Commons

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